Parcheggio al Tribunale| Una guerra da 1,5 milioni

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La Panormus accusa: "Il Comune non dialoga e strumentalizza la vicenda".

PALERMO – “Nessuna risposta dal Comune dopo due mesi. Questo atteggiamento rafforza l’idea che questa vicenda serva solo a scopi politici e che venga, pertanto, strumentalizzata”. L’attacco è indirizzato a Palazzo delle Aquile e il mittente è la Panormus 2000, ossia la società che con un progetto di finanza ha costruito nel 2005 il parcheggio sotterraneo del Tribunali, in piazza Vittorio Emanuele Orlando a Palermo.

Da mesi è in corso una querelle fra l’amministrazione Orlando, che chiede 1,5 milioni di euro di extraprofitto, e la società che invece accusa il Comune di considerare solo i ricavi e non i bilanci nel loro complesso, che comprendono invece anche i costi. A marzo la Panormus 2000 ha provato a sotterrare l’ascia di guerra nel corso di un incontro in cui ha fatto un’altra proposta: prendere come parametro di riferimento il Tir, ossia il Tasso interno di rendimento, seguendo l’indicazione dell’Unita’ Tecnica Finanza di Progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Il Comune non ci ha sinora risposto e pretende il pagamento di circa un milione e cinquecentomila euro a titolo di extraprofitti che in realtà non abbiamo mai conseguito – tuona la società – La convenzione prevede che spetti all’amministrazione comunale la verifica sull’andamento economico dell’iniziativa, confrontando i bilanci di previsione con quelli sui risultati conseguiti, ma il Comune pone strumentalmente l’attenzione sui ricavi e non sui bilanci, come giuridicamente riconosciuto da sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, e ignora i costi di produzione e di gestione, che sono alti e che non giustificano l’assurda richiesta di un milione e mezzo di euro da parte di Palazzo delle Aquile. Abbiamo realizzato, senza alcun costo per i cittadini, una importante opera che viene gestita in modo ottimale e che ha una grande importanza per l’utenza, alle prese con il dramma quotidiano della mobilità urbana e con il problema dei parcheggi, sui quali il Comune è ben lontano dall’aver individuato una soluzione adeguata. Senza considerare che il Comune di Palermo non ha mai contrastato in modo efficace la piaga del posteggio abusivo, in assenza di controlli veri e di iniziative idonee”. La società rivendica di aver cercato la via del dialogo, nonostante la minaccia del Comune di passare alle vie legali, ma finora nessuna risposta. “Ciò che conta è che i cittadini sappiano la verità delle cose”, aggiungono dalla Panormus 2000.

Da Palazzo delle Aquile spiegano che gli uffici stanno predisponendo una risposta che, però, “confermerà l’analisi del Comune”. Insomma, porta sbarrata e niente compromessi: l’amministrazione vuole un milione e mezzo di euro, anche a costo di finire in tribunale.

 

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