PALERMO – Uffici postali chiusi per due ore, una massiccia adesione alle forme di protesta e un’iniziativa in via Montepellegrino per dire no alla privatizzazione e al taglio dei recapiti in città. Giornata di passione per le Poste a Palermo e provincia con la Cisl che ha indetto un’assemblea che ha coinvolto, secondo Maurizio Affatigato della Cisl, “quasi tutti i dipendenti”. Secondo il sindacato, infatti, solo 4 uffici su 161 avrebbero aperto questa mattina alle 8: tutti gli altri sarebbero rimasti chiusi per un paio d’ore, con la Cisl che ha poi dato appuntamento a politici e istituzioni all’Astoria Hotel per una grande assemblea.
Un malcontento profondo, che da mesi impegna i sindacati in manifestazioni e sit-in: in ballo c’è la cessione di una quota di Poste Italiane alla Cassa depositi e prestiti che, secondo i sindacati, potrebbe aprire la porta al mercato e alla trasformazione definitiva in una banca. “I cittadini del nostro territorio percepiscono un decadimento della qualità del servizio, con il recapito a giorni alterni – dice Affatigato – ma chi avrà interesse a recapitare la posta a Palermo, piuttosto che nei paesini delle Madonie? Quanti di quei soggetti che fanno parte del mondo finanziario e bancario useranno il buon nome di Poste per divulgare prodotti che oggi circolano solo nelle banche? Non capiamo perché svendere un’azienda che dà utili allo Stato, con 2 miliardi non si risana il debito pubblico”.
Inoltre Poste ha deciso di “declassare” Palermo, privandola del recapito quotidiano, al contrario di quanto successo a Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli e Bari. “Per Poste l’Italia finisce in Puglia – continua il sindacalista Cisl – inoltre la corrispondenza arriva con un aereo che non atterra più a Palermo, ma a Catania. Queste scelte comporteranno una riduzione del personale del 35%”.
Per questo la Cisl ha lanciato un appello alla politica che è stato in parte raccolto. Oggi in via Montepellegrino hanno fatto capolino il vice presidente dell’Ars Giuseppe Lupo, il deputato regionale Pietro Alongi, il senatore Giuseppe Marinello, il presidente del consiglio comunale di Palermo Totò Orlando e il candidato a sindaco Fabrizio Ferrandelli, mentre ieri è arrivato il messaggio di solidarietà del primo cittadino Leoluca Orlando che ha parlato di scelte “incomprensibili” da parte di Poste. “Non abbiamo messo in difficoltà i pensionati – precisa inoltre Affatigato – ma abbiamo solo ritardato l’apertura degli uffici di un paio d’ore. Era giusto far sapere ai cittadini cosa succede”.

