Sponsorizzazione della Rap| E scoppia la polemica

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Vivo Civile: "Perché spendere così i soldi?". La replica: "Un modo per sensibilizzare sul tema dei rifiuti".

PALERMO – E’ polemica sulla sponsorizzazione da parte della Rap di una manifestazione a Vergine Maria e all’Arenella, che si è svolta nel novembre scorso in piazza Bordonaro e in piazza Vergine Maria. Un’iniziativa a cui la società partecipata ha contribuito economicamente, ma che finisce nel mirino dell’associazione Vivo Civile e del suo presidente Marcello Robotti.

“Iniziativa sicuramente lodevolr, nulla da recriminare sugli artisti che hanno partecipato – dice Robotti – se non fosse che tra i patrocinanti, oltre al Comune, a due associazioni e alla Pro Loco, notiamo anche il sostegno, oltretutto enfatizzato nelle locandine, sul sito del Comune e sui social, della Rap, partecipata che si occupa dei rifiuti nella nostra città. Appare incomprensibile il nesso tra una società che si occupa di ambiente e rifiuti e due spettacoli di piazza e in effetti ci risulta che il cosiddetto ‘sostegno’ si sia tradotto alla fine in un vero e proprio contributo economico da parte di Rap per la realizzazione dei due eventi, con tanto di relative fatturazioni intestate alla stessa partecipata”.

Un’accusa che però l’azienda rispedisce al mittente. “Nell’ambito di un atto di indirizzo con specifica delibera di giunta comunale e successivo protocollo di intesa tra l’amministrazione e tutte le partecipate – dice la Rap – siamo intervenuti sul calendario del festival con finalità di promuovere il tema dell’igiene ambientale, in particolare per sensibilizzare tutti i palermitani alla raccolta differenziata, evitare abbandoni su strada di rifiuti o pezzi di mobilio di ogni genere, utilizzando in alternativa i servizi di Rap dedicati quale per esempio, il ritiro gratuito a domicilio degli ingombranti. Sull’iniziativa che ha compreso tre eventi tra cui ‘Asso cavallo e re’ espletati in tempi diversi (29 ottobre, gli altri il 5 e 12 novembre), in tutti e tre gli spettacoli erano presenti dei monologhi che hanno fornito un momento di satira sui comportamenti, per coinvolgere la cittadinanza sulle tematiche dell’igiene e pulizia, per il rispetto dell’ambiente. Si è parlato di raccolta differenziata e della commistione tra cultura popolare e cambiamento culturale. Sono stati affissi anche dei banner per pubblicizzare il servizio di ritiro ingombranti di Rap , diffuso il video e lo spot Rap”. Insomma, secondo l’azienda la sponsorizzazione era lecita e serviva a diffondere messaggi che sensibilizzassero sulla necessità di un corretto conferimento dei rifiuti.

“Riteniamo sia gravissimo che anche un solo centesimo, raccolto attraverso il pagamento della Tari da parte dei contribuenti, venga dirottato per cose che nulla hanno a che vedere con le finalità della Rap, che oltretutto leggiamo sulla stampa un po’ in sofferenza nei bilanci – dice Robotti – E sempre se così fosse, riteniamo che sia l’Assessore alla Cultura che il presidente della Rap debbano delle dovute spiegazioni ai palermitani. Noi procederemo mediante tutti gli accessi agli atti nelle sedi opportune ed è nostra intenzione coinvolgere sia il Consiglio Comunale che lo stesso Segretario Generale del Comune affinchè si possa far chiarezza sulla vicenda e vogliamo capire anche se, alla luce dei fatti, altre partecipate abbiano intrapreso iniziative del genere”.

LE REAZIONI
“Va bene la promozione dei servizi Rap, esistono modi e canali piu incisivi, ma finanziare spettacoli con tutti i problemi che Rap si porta dietro per migliorare il servizio reso non ci sembra proprio una cosa giustificabile. La Rap vive di Tari e non mi sembra che questa tassa sia pagata dai palermitani per organizzare spettacoli, poi ci piacerebbe sapere come sono stati selezionati e quanti sono quelli che sarebbero oggetto di questo protocollo tra partecipate e Comune. Qualcuno faccia chiarezza e soprattutto sgombri il campo dal dubbio che gli spettacoli siano stati finanziati da Rap con la Tari, cosa vietata per legge e priva di qualsiasi buonsenso. A questo punto il Comune avrebbe fatto meglio ad acquistare direttamente gli spettacoli”. Lo dice il consigliere comunale Filippo Occhipinti.

 

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