Processo Maniaci, no dei giudici | ai microfoni di Radio Radicale

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Pino Maniaci
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Il Tribunale vieta la registrazione delle udienze. Proteste dell'Unci e dell'Ordine dei giornalisti

PALERMO – “Dispiace prendere atto di questa censura. Auspico che si possa valutare diversamente l’istanza presentata dai colleghi di Radio Radicale. Per la rilevanza sociale di chi è coinvolto, consentire la registrazione di questo processo significa contribuire a realizzare pienamente quella missione di pubblico servizio che guida lo spirito di chiunque faccia informazione seria e con coscienza”. Lo dice Andrea Tuttoilmondo, presidente regionale dell’Unci commentando la decisione della seconda sezione penale del Tribunale di Palermo di respingere la richiesta di registrazione audio avanzata da Radio Radicale per il processo che vede imputato, tra gli altri, il giornalista di Telejato Giuseppe Maniaci, accusato di estorsione. Il processo prenderà il via il 19 luglio.

“La decisione della seconda sezione del Tribunale di Palermo di negare a Radio Radicale l’autorizzazione alla registrazione delle udienze di quello che per gli organi di informazione è il cosiddetto processo Maniaci, appare non condivisibile per una serie di aspetti”. Si legge in una nota dell’Ordine dei Giornalisti. “Tralasciando il carattere tecnico-giuridico del provvedimento , che in sé lascia molti dubbi anche ai profani, – prosegue – non si comprende come la richiesta non susciti ‘il consenso unanime delle parti’ se il dibattimento non è ancora cominciato. Soprattutto, poi, non si capisce come si possa sostenere che non ricorra alcun interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza di un dibattimento in cui è imputato, fra gli altri, un giornalista ritenuto particolarmente impegnato nell’antimafia, accusato di estorsione nei confronti di amministratori pubblici, che sarebbero stati ricattati con la minaccia di pubblicare notizie e servizi televisivi sfavorevoli nei loro confronti”. “Negare l’importanza e la rilevanza sociale e pubblica della documentazione di un processo del genere è a nostro avviso veramente arduo: – conclude – sta al tribunale, semmai, contemperare l’innegabile interesse pubblico per questa parte del giudizio con le esigenze delle altre parti e degli altri imputati che sono estranei alle contestazioni mosse a Maniaci”.

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