"Forello? Nessuno può stupirsi | M5S, solo una grande delusione"

“Forello? Nessuno può stupirsi | M5S, solo una grande delusione”

“Forello? Nessuno può stupirsi | M5S, solo una grande delusione”

Parla Franco Campanella, dissidente storico, del Movimento Cinque Stelle.

PALERMO – “Forello, non può mica stupirsi…” 

Franco Campanella, già senatore M5S, perché? 

“Perché nel Movimento a Cinque Stelle i pareri contrari non sono ammessi. Non è una novità”.

Campanella Francesco, detto Franco, dopo una vita di militanza a sinistra, approdò al grillismo con la speranza di una palingenesi, poi è tornato a sinistra con la sua associazione. Divenne senatore pentastellato, manifestò, in più di una circostanza, una diversa opinione rispetto al pensiero – diciamo così – dominante. La sua avventura si concluse bruscamente con l’espulsione – lui con altri – decretata dalla base dopo una votazione online. Adesso parla del M5S, alla luce di quello che accade a Palermo, con il capogruppo al Comune, Ugo Forello, che si dichiara vittima di una epurazione dopo un post non in linea con i diktat dei vertici. La sciarra è aperta, fra botte e risposte.

Scusi se insistiamo, Campanella, non sarà che lei esagera perché ha un po’ il dente avvelenato con i suoi compagni di un tempo? Ma lei per quale ragione si propose?

“Io ricordo benissimo il motivo per cui si sono create le condizioni dell’addio. Tornando in un contesto di partiti tradizionali, ricordo pure perché entrai nel M5S, per i sentimenti di disaffezione che nutrivo nei confronti della politica”.

E che cosa avrebbe scoperto dal suo viaggio?

“Che i Cinque Stelle non sono diversi dagli altri. Come tutti sono lontani rispetto all’elettorato”.

Per aficionados e militanti suonerà come una bestemmia. Mica vorrà offendere?

“Questa è la mia esperienza, ho vissuto una grande delusione. Forse il problema della politica è antropologico. Che le devo dire… La situazione per me si mostrò subito per ciò che era. Ho un aneddoto da raccontare”.

Racconti pure, con ampia facoltà di replica degli interessati, si intende.

“Secondo giorno a Roma, assemblea con Grillo per discutere del caso Sicilia, cosa fare con il governo Crocetta, se opposizione dura e pura o dialogo. Ci fu qualche polemica, io mi avvicinai al tavolo della presidenza, in un infuocato frangente, e Beppe mi disse: ‘Se non te la senti, puoi uscire…’”.

E allora?

“Allora questi avevano preventivato che alcuni non ci sarebbero stati. Il dissenso lì non esiste. M5S è un partito padronale come Forza Italia, con i social al posto della tv”.

E il vicepremier Di Maio?

“Un ragazzo che si presentava bene. Per me politicamente non vale molto. Di Battista ancora meno. Ma lì conta soprattutto Beppe Grillo. Sempre”.

Lei perché dissentiva?

“Mi sentivo un ammaccabottoni, avevo l’impressione di partecipare a briefing aziendali senza una reale democrazia interna. Era giusta la spinta al cambiamento, però è stata disattesa. Semplicemente M5S ha sfruttato la circostanza di essere all’opposizione al momento opportuno. Le persone sono cambiate, il sistema è rimasto com’è. Interessa soprattutto l’occupazione dei posti di potere”.

Torniamo a Ugo Forello. Volano gli stracci a Palermo.

“Si sarà scocciato anche lui. Eppure, la situazione è sempre stata questa. Non se n’erano accorti? Nessuno, davvero, può stupirsi”.

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