Sara, uccisa in un sorpasso | "Guidava ubriaco e drogato"

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Il presunto responsabile della tragedia ha precedenti per droga ed era stato raggiunto da un decreto di espulsione

AVEVA 23 ANNI
di
2 min di lettura

AIELLI (L’AQUILA) – Uccisa da un’auto con alla guida un uomo positivo ai test di alcol e droga, lungo la via Tiburtina. Questo il destino toccato a Sara Sforza, estetista 23enne di Aielli, a cui il terribile schianto non ha lasciato scampo. La tragedia è accaduta ieri, intorno alle 17: la vittima era a bordo della sua Renault Twingo col fidanzato di 31 anni Alessio Vergari, parrucchiere e suo datore di lavoro, quando al chilometro 126 un’Alfa Romeo 159 che viaggiava in senso contrario avrebbe azzardato un sorpasso in un tratto dove la manovra è vietata. Lo racconta Il Corriere della Sera.

L’incidente ha coinvolto anche una terza auto, ma ad avere la peggio è stata quella di Sara: lei è morta sul colpo, mentre Vergari ha riportato un grave trauma cranico e la frattura di un braccio per la quale verrà sottoposto a un intervento chirurgico.

Destino beffardo anche per gli zii della vittima. Lo zio, vigile del fuoco, era di turno quando è arrivata la telefonata di soccorso: è stato il primo a recarsi sulla scena dell’incidente. Sua moglie invece aveva appena terminato il turno in ospedale, e trovandosi di fronte la scena straziante ha cercato di rianimare la nipote in tutti i modi ma invano. Così anche i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Alla guida dell’Alfa c’era Y.A., marocchino di 25 anni, già raggiunto da un decreto di espulsione – poi impugnato in Cassazione – e con precedenti per droga. Il ragazzo, ora ricoverato in ospedale con un trauma cranico, avrebbe avuto nel sangue un tasso di cocaina e di alcolici molto al di sopra dei limiti di legge. Per lui l’accusa è di omicidio stradale, ma il Corriere precisa che non è stato ancora arrestato; in giornata è attesa la decisione del procuratore Andrea Paladino, a cui è stato affidato il caso.

La piccola comunità di Aielli si è subito unita al dolore del papà di Sara, Fabio, della madre Domenica e della sorella Silvia. Diplomata al liceo scientifico di Avezzano, Sara lavorava come estetista nel negozio di parrucchiere del fidanzato Andrea; era molto conosciuta in paese, così come lo è tutta la sua famiglia. La sua salma non è ancora stata restituita alla famiglia perché sotto sequestro, e Paladino dovrà pronunciarsi anche sull’eventuale disposizione dell’autopsia.

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