Lo "sceicco" dei Cappello Carateddi |Il vertice in discoteca con i Nizza

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“Tutta la mafia di Catania era a ballare", si legge nell’ordinanza dell’inchiesta Wink.

Le intercettazioni
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3 min di lettura

CATANIA – ‘Occhiolino’ ma anche ‘U Sceicco’. E’ conosciuto con due nomi nella malavita di San Cristoforo Sebastiano Sardo, arrestato nel blitz antidroga Wink. “Sceicco” addirittura è il titolo di una canzone neomelodica di Gianni Vezzosi, dedicata proprio a Sardo “Occhiolino” (un particolare evidenziato negli atti giudiziari, ndr). Nel testo si parla di “rispetto” per una figura che per gli investigatori avrebbe un ruolo di peso (almeno fino al 2014) nello scacchiere della cosca dei Cappello Carateddi. Le intercettazioni citate nelle oltre cento pagine dell’ordinanza firmata dal Gip Santino Mirabella dimostrerebbero il ruolo di “capo” per il gruppo che gestiva lo spaccio in via Alonzo e Consoli (a cui il mensile S ha dedicato uno speciale). Se i sodali del gruppo sono indagati solo per il reato associativo finalizzato alla droga, a Sardo il giudice ha contestato anche l’appartenenza al clan Cappello. Accuse e posizioni che saranno protagoniste delle prossime udienze davanti al Tribunale del Riesame.

Sebastiano Sardo

Avrebbe un carattere “fumantino” Occhiolino, pronto a pianificare vendette e a fare armare i suoi picciotti. Sebastiano Crisafulli, scrive il Gip è “convivente di Paola Veronica Crisafulli, figlia di Maurizio Crisafulli” fratello del più noto Francesco “Cacazza”, coinvolto in diverse inchieste sui “Cappello Carateddi”. Per i collaboratori Golfredo Di Maggio (ex pusher storico di San Cristoforo), Davide Seminara (ex uomo di fiducia di Andrea Nizza) e Salvatore Cristaudo (ex soldato dei Santapaola di Librino) non ci sono dubbi che Iano Sardo fa parte dei “Carateddi”. Anzi Seminara lo mette a paragone con il suo “ex capo”. “Per lo spaccio di erba è al livello di Andrea Nizza”, dice.

Il fotogramma del bacio (tratto dal blitz Penelope)

Non bastano le dichiarazioni e i legami di parentela. Il profilo accusatorio sull’appartenenza mafiosa di Sebastiano Sardo è supportato da decine e decine di riprese che hanno immortalato Sardo con alcuni vertici della consorteria, come Massimiliano Salvo, “U Carruzzeri, e Santo Strano “Facci i Palemmu”. Quest’ultimi due sono stati arrestati nel maxi blitz Penelope. In quel fotogramma del bacio in bocca durante il summit uno dei tre protagonisti è proprio Occhiolino. “Dalle riprese – si legge nell’ordinanza – si vede anche che Gresta, una volta raggiunti Sebastiano Sardo e Santo Strano, li salutava con un bacio sulla bocca, segno simbolico di appartenenza allo stesso sodalizio mafioso”.

Ma un vertice ci sarebbe stato una notte di dicembre del 2013 in una discoteca del centro di Catania. Una riunione a cui avrebbero preso parte il gruppo di “Occhiolino”, alcuni dei fratelli Nizza (narcotrafficanti affiliati ai Santapaola) e gli Arena di Librino. Luca Sardo insieme al fratello Carmelo e Francesco Boncaldo (tutti arrestati nel blitz Wink) parlano in auto dell’incontro in discoteca. Carmelo Sardo avrebbe commentato che “ieri a ballare c’era tutta la Mafia di Catania”. Luca, che aveva preso parte alla “riunione”, precisa che avrebbero parlato di “business”, poi fa riferimento alla paura di suo “fratello Ianu” (Occhiolino) di un’incursione della polizia. “Iano dice che ha tremato perchè c’era il gruppo “Occhiolino”, i fratelli Nizza e i fratelli Arena, e tutti parlavano di business, tutti che parlavano là…”, commenta Luca Sardo. Alla fine avrebbe raccontato a Boncaldo di aver offerto una “bottiglia” ad Andrea Nizza, il latitante arrestato da poco dai carabinieri dopo due anni di ricerche serrate.Io li vedo io… gli porto una bottiglia … Ad Andrea Nizza… nelle sue mani… Tiè… bevila… gli ho detto… lo un paio di giorni fa ci siamo visti là… a Librino… lo sono andato a cercare con Melu u Tuccu (Carmelo Crisafulli, ndr)…. che fai? lo ‘ vedi e non gliela mandi? .. Loro la stavano mandando a noialtri… ma io li ho anticipati…” – conclude. Per il Gip la conversazione dimostrerebbe che Sebastiano Sardo “era trattato da pari a pari da esponenti mafiosi di rilievo”.


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