CATANIA – L’acqua della rete idrica comunale non si può bere sino alla verifica di conformità e potabilità. A stabilirlo è un’ordinanza firmata dal commissario straordinario, Mario La Rocca, e dal dirigente dell’Area 5, Ignazio Alberghina, che ne vieta l’utilizzo per il consumo umano. Il provvedimento si è reso necessario dopo il tentativo di furto con scasso effettuato da ignoti, la notte fra mercoledì 10 e giovedì 11 giugno, nella centrale idrica di contrada Maguli, in territorio di Vizzini, che ha interessato i locali in cui sono installate le pompe e i serbatoi di accumulo dell’acqua.
Il “raid” notturno ha indotto l’Eas (Ente acquedotti siciliani), proprietaria della centrale idrica che fornisce il 55 per cento circa dell’acqua quotidianamente assicurata a Caltagirone, a sospendere l’erogazione in maniera cautelativa e pur non essendovi comunque, secondo gli addetti ai lavori, alcun particolare motivo d’allarme, ma solo la legittima esigenza di tutelare la salute pubblica da ogni, sia pur remoto, rischio. Pertanto la Sie (Servizi idrici etnei) – che gestisce il servizio idrico a Caltagirone – e il Comune hanno concordato l’emissione dell’ordinanza.
Con il provvedimento si evidenzia che “l’acqua erogata dalla rete idrica comunale potrà essere utilizzata esclusivamente per gli usi di carattere igienico e sanitario. Cessata l’emergenza dopo le verifiche che confermino la potabilità dell’acqua – conclude l’ordinanza -, sarà dato idoneo avviso ai cittadini”.

