PALERMO – Sono arrivati al porto di Palermo, a bordo della nave Vega, 548 migranti salvati davanti alle coste della Libia. Molti i minori non accompagnati, ben 130, che saranno presi in carico dai servizi sociali del Comune di Palermo. Ad accogliere i profughi sul molo Puntone operatori dell’ Asp, Croce rossa, Prefettura, Protezione civile e Caritas. La Caritas si occuperà di garantire alloggio ed assistenza.
*Aggiornamento ore 16.20
Non sono 130 ma 45 i minori non accompagnati giunti a Palermo stamani con la nave Vega della Marina militare italiana. L’assessore alle Attività sociali del Comune di Palermo Agnese Ciulla spiega: “Inizialmente dalla nave c’era stato comunicato che erano 130, un numero molto alto. Dopo le procedure di identificazione da parte della Questura il numero si è ridotto notevolmente. Questi ragazzi saranno accolti nei centri palermitani e siciliani per minori”. Secondo alcuni operatori, capita spesso che molti ragazzi di 16 o 17 anni al momento di fornire le proprie generalità agli agenti di polizia dicano di essere maggiorenni per proseguire il viaggio verso il nord Europa ed evitare così di restare per mesi nei centri di accoglienza.
Dice il sindaco Leoluca Orlando: “E’ inutile negare che in questi mesi la nostra città, come tutta la nostra regione e come altre realtà del Meridione, ha affrontato e sta affrontando una emergenza, dovuta alle scellerate politiche che obbligano migliaia di uomini, donne e bambini ad essere vittime di trafficanti senza scrupoli”. “Ma grazie ad una forte collaborazione fra tutte le istituzioni coinvolte, rafforzata dall’impegno umano e personale di tutti gli operatori e di decine di volontari – aggiunge il sindaco – è ormai entrato a regime un sistema di accoglienza efficiente, che assicura assistenza sanitaria, vitto e alloggio a tutti coloro che ne hanno bisogno e diritto”. “I nostri servizi sociali, in continuo contatto sia con le altre istituzioni sia con gli enti del volontariato e le strutture di accoglienza – prosegue l’assessore Ciulla – operano con grande professionalità e dedizione, predisponendo già prima che i minori arrivino a Palermo le misure necessarie alla loro accoglienza, interloquendo con la magistratura minorile, con la Prefettura e tutti coloro che per competenza istituzionale, professionalità e dedizione personale sono partecipi di questo grande impegno di solidarietà”.
*Aggiornamento ore 19.30
308 uomini, 85 donne e 45 minori stranieri non accompagnati, di diverse le nazionalità, per la maggior parte sub-sahariani sono i migranti giunti stamani nel porto di Palermo. Mentre la nave Vega della Marina militare si avvicinava in porto, dall’imbarcazione si udivano le voci dei migranti, alcuni applaudivano e intonavano canti popolari, come rito di ringraziamento per essere finalmente arrivati sulla terraferma. Il gruppo più numeroso proviene dall’Eritrea, seguono 43 del Gambia, 25 del Senegal, 15 nigeriani, 7 del Mali, 6 siriani, 5 del Ghana e 5 del Burkina Faso, 2 della Sierra Leone e un cittadini della Costa d’Avorio. I migranti sono tutti in buone condizioni: in 400 saranno trasferiti in strutture di Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Umbria, Marche, Basilicata, Toscana e Abruzzo. I minori stranieri non accompagnati invece resteranno a Palermo e saranno presi in carico dal Comune, che li ospiterà in alcune comunità d’accoglienza della provincia e della Regione.
A dare la prima accoglienza al porto, anche questa volta, c’era la macchina della solidarietà della Caritas diocesana di Palermo, alla quale hanno dato un prezioso contributo 17 volontari, alcuni dei quali provenienti dal campo “Passione Civile” di Emmaus Italia, in corso in città sino al 31 agosto. Ai profughi, visibilmente stremati e provati dal lungo e faticoso viaggio, sono stati distribuiti i beni di prima necessità: cibo, acqua, scarpe e qualche indumento laddove necessario. Nonostante le vacanze estive sono state numerose le persone che hanno deciso di essere presenti al porto per aiutare chi arriva da Paesi lontani in cerca di un rifugio, scappando da una vita fatta di stenti, guerra e povertà. “La cittadinanza ha risposto in modo davvero positivo ai nostri appelli – spiega Anna Cullotta, coordinatrice dei volontari Caritas, che stamattina ha coordinato le attività di accoglienza – Molti i cittadini che si sono proposti come volontari per l’accoglienza dei migranti durante gli sbarchi, ma anche per la preparazione e la distribuzione del cibo. Abbiamo constatato, con mano, il buon cuore dei palermitani. Invitiamo tutti quanti a diventare volontari e a fare questa esperienza unica di forte umanità”. Tra i volontari c’è Nicola Teresi, uno dei coordinatori del campo internazionale Emmaus di Palermo. “A Lampedusa ho già vissuto e partecipato a momenti toccanti e importanti come questo di oggi – dice – Con la prima assistenza ai migranti, di cibo e scarpe, ci si rende conto subito della loro fragilità sociale e soprattutto si capisce il motivo per cui vengono da noi. Ritengo che mettersi al servizio di queste persone è doveroso e fondamentale. Palermo e tutta la Sicilia danno prova ogni giorno di grande solidarietà e sostegno in vario modo perché accogliere è insito proprio nella nostra cultura di isolani e gente di mare. Inoltre dare la possibilità ai ragazzi del campo Emmaus di unirsi alla Caritas per assistere i migranti, toccando con mano la sofferenza, è una grande opportunità ed esperienza umana che ricorderanno per sempre e che racconteranno agli altri”.

