PALERMO – “Ne cives ad arma ruant” scrive il presidente del Cga Ernanno de Francisco, estensore del provvedimento che, almeno per il momento, riconsegna buona parte della spiaggia di Mondello alla decaduta (per la Regione siciliana) società Italo-Belga.
Una restituzione momentanea dopo la decadenza della concessione per la gestione della spiaggia dei palermitani in vigore da oltre cento anni. La Regione ha contestato infiltrazioni mafiose nella Italo-Belga e il venir meno del rapporto fiduciario per avere affidato lavori e servizi in sub appalto senza autorizzazione.
La vicenda sarà affrontata in punto di diritto dal consiglio di giustizia amministrativa in composizione collegiale, dunque da più giudici, il 14 maggio prossimo.
Nel frattempo il solo presidente ha sospeso la decadenza confermata in primo grado dal Tar. Per potere decidere in composizione monocratica servono motivi urgenti. Anzi urgentissimi, ed ecco la traduzione della frase latina usata da de Francisco, “affinché i cittadini non corrano alle armi”.
Insomma, è necessario che la legge prevenga il caos e garantisca sicurezza e ordine pubblico a Mondello. Che evidentemente, e qui si innesca un altro delicato tema, le autorità competenti (Regione, Comune di Palermo e forze dell’ordine) non sarebbero in grado di garantire. Come se la Italo-Belga fosse l’unico baluardo per evitare il caos che si è manifestato – né più né meno del passato – allo spuntar del primo sole semi estivo.
C’è anche un altro motivo per il momentaneo stop della revoca. La Regione ha intimato per oggi, 26 aprile, alla società di sgomberare la spiaggia dai manufatti in legno che sono rimasti lì, a testimonianza di una gestione passata che sembrava definitivamente archiviata e potrebbe ancora esserlo.
Da qui al 14 maggio la Italo-Belga, dando seguititalo belgao all’ordine di sgombero, subirebbe un pregiudizio con “caratteri di gravità, irreversibilità e irreparabilità” causati dallo “smontaggio di essenziali strutture per l’imminente fruizione estiva della spiaggia”.
Una questione che però passa in secondo piano rispetto all’ordine pubblico. “Ritenuto, in particolare, che, nella specie, l’imminenza della stagione estiva sia idonea a creare – in considerazione dell’enorme massa di persone che in tale periodo usualmente tende a riversarsi sulla spiaggia di Mondello – situazioni che, ove non gestite ordinatamente da alcuno, potrebbero dar luogo a concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, in ciò riscontrandosi un periculum in mora (non solo e non tanto per la società ricorrente, quanto soprattutto per l’intera collettività) di entità tale da sovrastare, limitatamente ai prossimi mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre, qualsiasi considerazione afferente al fumus boni iuris, la delibazione del quale risulta in ultima analisi ampiamente recessiva rispetto alla primaria esigenza di preservare un contesto di ordinata gestione del principale sito estivo della città di Palermo, ne cives ad arma ruant”.
C’è un problema immediato di ordine pubblico da considerarsi prevalente su tutte le altre questioni. E per il Cga le istituzioni non hanno dimostrato di poterlo garantire.

