Ars, approvata la Finanziaria | “E sono spuntate le marchette” - Live Sicilia

Ars, approvata la Finanziaria | “E sono spuntate le marchette”

Via libera alla legge di stabilità. Caso in Aula per un emendamento. Ecco tutti i contributi.

LA MANOVRA
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Approvata la Finanziaria regionale. E in coda all’esame della legge, ecco il sale della polemica. Proprio alla fine della discussione, infatti, sulla Finanziaria dell’emergenza si è allungata l’ombra delle “marchette”. Il preludio era stato lo scambio di battute molto acceso tra il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché e la deputata dell’Udc Eleonora Lo Curto. Ma, appunto, si trattava solo di un “trailer” di quello che sarebbe accaduto pochi minuti dopo, quando a Sala d’Ercole è arrivato un emendamento che ha sorpreso e innervosito molti deputati, soprattutto di opposizione.

Cosa prevedeva l’emendamento della discordia? Marchette, appunto, secondo molti parlamentari regionali. Nella sostanza: contributi o aumenti per enti e associazioni varie. Tanto da riportare alla mente la “defunta” Tabella H, ribattezzata “Tabella M” dal deputato grillino Zito. M, ovviamente, manco a dirlo, sta per “marchette”.

Gli stanziamenti andranno a: Coppem (150 mila in più), Stazione sperimentale per la granicoltura (30 mila euro), Istituto Vite e del Vino (2 milioni), Istituto zootecnico (650 mila euro in più), Ente nazionale sordomuti (200 mila euro), Società interporti (300 mila nel 2020 e 500 milioni nel 2021), Istituto Florio e Salamone (230 mila euro in più), Polo universitario di Enna (250 mila euro in più), Istituto ciechi “Ardizzone e Gioeni” (50 mila in più), Stamperia Braille (200 mila in più nel 2020 e 300 mila nel 2021), Movimento turistico verso la Regione e per il turismo interno (un milione in più), Autodromo di Pergusa (75 mila euro).

Con un altro emendamento, ecco arrivare contributi per partorienti delle isole minori (900 mila euro l’anno), Associazioni per la fruizione di aree naturali e rurali (130 mila euro), Stagnone di Marsala (100 mila euro), Museo Mandralisca (200 mila euro), Villa del Casale di Piazza Armerina (200 mila euro).

Soldi che vanno ad aggiungersi a quelli già eventualmente previsti nel cosiddetto “Allegato 1” della Finanziaria regionale, approvato dalla giunta e passato attraverso le commissioni prima di giungere in aula. In questo lungo elenco, tra gli altri, ecco finanziamenti per i dipendenti provenienti dalle società liquidate Azasi , Ems, Espi (2,9 milioni), per Irsap (9 milioni), Istituto vino e olio (5,2 milioni), Incremento ippico (2,3 milioni), Esa (13,5 milioni), Ersu (9 milioni), Ipab (1,5 milioni).In qualche caso, dalla commissione bilancio all’Aula, il contributo è un po’ sceso. È il caso di Ciapi (3,4 milioni, 356 mila in meno), dei contributi per talassemici (6,7 milioni, due in meno),di quelli per il ricovero dei minori nei Comuni (10,5 milioni, 8 milioni in meno e dieci rispetto alla giunta), del Fondo per lo sviluppo della propaganda (2,6 milioni, mezzo milione in meno) dei Consorzi universitari (2,6 milioni, 346 mila in meno), delle spese per il Collegamento con le isole minori (63,5 milioni, 15 milioni in meno),

Dell’elenco poi fanno parte anche i teatri. Ecco i finanziamenti per Stabile di Catania (1,5 milioni), Bellini di Catania (11,6 milioni), Pirandello di Agrigento (36 mila euro), Vittorio Emanuele di Messina (3,6 milioni), Biondo Stabile di Palermo (2,4 milioni), Inda (551 mila euro), Foss (7,7 milioni), Teatro Massimo di Palermo (6,4 milioni).

Alla fine, nonostante la richiesta del voto palese nominale, l’emendamento è passato. Ma non sono mancate le polemiche, appunto, su diverse voci. “La Società interporti non fa niente, e noi gli diamo soldi? Ha uno stagista come responsabile all’anticorruzione” la protesta del deputato Cinquestelle Sunseri, al quale ha replicato l’assessore ai Trasporti Falcone, che ha messo in luce i miglioramenti e l’importanza dell’ente.

“Siamo di fronte – ha commentato il presidente dell’Antimafia Fava – all’epilogo della Finanziaria. Ed è il momento in cui la politica collassa. E non perché abbiamo deciso di spendere, ma perché manca ogni criterio di spesa. Avremmo voluto che il presidente della Regione ci riferisca sul criterio della spesa”. Il presidente dell’Ars Micciché ha difeso invece il provvedimento: “In questi giorni abbiamo stralciato articoli ed emendamenti che non abbiamo ritenuto di ammettere. Io non ho fatto né il capo della maggioranza, né dell’opposizione. Ho fatto l’arbitro imparziale. In questo documento non mi sembra ci sia nulla di scandaloso”. Il capogruppo di Forza Italia Calderone ha sfidato l’Aula: “Se trovate una sola marchetta di Forza Italia, vi prego di denunciarlo da questo scranno. Da parte nostra c’è stato grande rigore morale”.

Ha scelto l’ironia, invece, il deputato del Pd Nello Dipasquale: “Questo è un maxiemendamento di maximarchette”. Per l’altro M5s De Luca, si può parlare di “mercimonio. A che servono i soldi ad associazioni per aree rurali? Lo Curto è stata contestata per quell’emendamento, ma qui ce n’è almeno dieci simili a quello”. “È tornata la Tabella H” ha chiosato il capogruppo grillino Pasqua, prima che il collega Zito lo “correggesse”: “Questa è la Tabella M. La Tabella marchette”.


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Commenti

    Forse mancano le marchette dell’opposizione?

    Tra le righe anche il tetto delle retribuzioni dei manager della sanità a 240.000

    Ancora soldi alle partecipate decotte e che da anni sono in liquidazione che non si concludono mai e liquidatori che percepiscono lauti compensi senza essere chiamati a giudtificare l incredibile ritardo. La pacchia hanno

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