CATANIA – “Abbiamo due facce di uno stesso evento. Una faccia legale, legittima, e una faccia, invece, che per noi è delittuosa”. A parlare è il procuratore capo della Repubblica di Catania, Francesco Curcio. Che ripercorre l’inchiesta Ipogeo condotta dalla Digos di Catania e che ha portato a tre mandati d’arresto per gli atti di devastazione compiuti nel corso della manifestazione contro il Decreto sicurezza dello scorso 17 maggio.
“Mi sembra che passino in secondo piano i contenuti della protesta. Perché sia come è successo a Messina contro il Ponte, piuttosto che per un’altra causa, l’obiettivo di queste persone che si intrufolano, che seguono questi cortei è solamente uno. Quello di attaccare i rappresentanti dello Stato”, ha proseguito Curcio.
“Si può dire che si tratta di un’attività di attacco gratuito, perché, ripeto, non è in discussione la libertà di contestare ma la possibilità di saccheggiare le città e comportarsi secondo schemi criminali. Hanno creato una specie di marchingegno – ha concluso Curcio – con il quale tiravano petardi contro la polizia. Sono state create delle bombe molotov, ordigni a tutti gli effetti lanciate contro i rappresentanti delle forze di polizia, alcuni dei quali infatti hanno subito delle lesioni”.
