Corrotti sono I politici, no I magistrati..

Corrotti sono I politici, no I magistrati..
Sempre un partito scarso rimane e senza idee, un partito di incarichi
Palermo e provincia città iena di delinquenti.
La domanda sorge spontanea: Dov'è Schifani? La sua(?) maggioranza crolla, la presidente del Consiglio va a Niscemi col capo della protezione civile, e lo nomina commissario con tanti quattrini, e se ne va senza neanche un salutino o un pensierino de core al presidente della Regione.
Che gente...
Ottimo articolo, che fa riflettere. Quindi, un plauso alle testate giornalistiche che non si limitano ai meri fatti di cronaca, e cercano invece di sviluppare temi di qualità, che per la loro portata dovrebbero interessare tutti noi.
Nel merito, va detto che il divario Nord-Sud è, a mio avviso, prettamente culturale e che un Sud più efficiente, votato ad un progresso organico e strutturato, potrà essere raggiunto solo nel momento in cui la Scuola e la famiglia, i due pilastri fondamentali della nostra società, avranno inculcato i valori di una collettività virtuosa. Vale a dire che un piccolo sacrificio quotidiano dell’individuo è indispensabile per il beneficio ed il progresso di ciò che è pubblico, e quindi di tutti. Serve dunque una nuova cultura del fare, del rischiare, del non voltarsi dall’altra parte, una cultura di coraggio che rinneghi il “fanno tutti così”, che sconfessi il giustificazionismo di qualsiasi atto ed il disfattismo di chi per primo si comporta in modo incivile. Nel Sud spesso manca la certezza della colpa, prima ancora della certezza della pena. Ma anche le istituzioni governative locali hanno un ruolo fondamentale: devono offrire servizi adeguati e città sempre pulite, sanzionando con multe certe chi non segue le regole. Proprio per togliere ogni alibi di comodo ai tanti cittadini che usano le inefficienze pubbliche come paravento per le proprie malefatte. Le istituzioni hanno il dovere di educare i cittadini alla virtù ed alla bellezza, che porterebbero altra bellezza ed altro progresso. La strada è lunga ma a senso unico. L’alternativa sarebbe solo un’Italia sempre meno coesa e, forse, un giorno nemmeno più unita.