Banca d'Italia, Panetta inaugura nuovo anno Università di Messina

Banca d’Italia, Panetta inaugura nuovo anno all’università di Messina

Panetta definisce "migliorata" l'economia italiana: cresce il Pil
LA CERIMONIA
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MESSINA – L’economia italiana negli scorsi anni è migliorata e “ha sorpreso” per la sua “capacità di adattamento“, tornando a vedere aumenti del Pil nella media dell’area dell’euro ma “la crescita si è recentemente indebolita, come in altri paesi europei e per i prossimi anni “sarà modesta”.

Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Messina. Il rallentamento, avvisa, riporta “in primo piano le debolezze strutturali dell’economia italiana”: “produttività che ristagna e bassa innovazione”, che causano debolezza dei redditi e salari.

Lo studente ucciso in Iran

La cerimonia si svolge nell’aula magna del Rettorato. E’ il 478esimo anniversario dalla fondazione dell’Ateneo. Oltre all’intervento della rettrice, Giovanna Spatari, sono previsti quelli della rappresentante del personale tecnico amministrativo, Clorinda Capria, e del rappresentante degli studenti, Fabrizio Sbilordo. Nel corso della cerimonia è previsto il contributo musicale del coro d’Ateneo, diretto dai maestri Umberto e Giulio Arena.

L’apertura dell’anno accademico arriva a pochi giorni dalla tragica notizia dell’uccisione in Iran dello studente iraniano Yasin Miurzaei, 31 anni, che frequentava l’Università di Messina.

E il governatore Panetta, in apertura del suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Messina, ha ricordato il giovane. Yassin è stato ucciso nei giorni scorsi nelle proteste contro il regime. Aveva studiato negli anni scorsi Scienze geofisiche nell’ateneo siciliano.

La rettrice Spatari: sosteniamo studenti Iran

“C’è un impegno da parte mia e di tutta l’università a sostenere le difficoltà che stanno vivendo gli studenti iraniani in questo momento, le difficoltà di comunicazione sulle quali purtroppo non possiamo agire ma ho garantito agli studenti l’impegno assoluto ad occuparci di loro ed aiutarli a traghettare questa fase complessissima della loro vita professionale, personale e identitaria. Sono consapevole che ci saranno delle pressioni emotive molto forti in questo momento quindi virtualmente li stringo in un abbraccio”. Lo ha detto la rettrice dell’ateneo di Messina Giovanna Spatari. Nell’aula magna del rettorato un gruppo di studenti iraniani che frequenta l’università si è alzato e ha ricevuto l’applauso della platea.

Questi ragazzi sentono ogni mattina dei morti nel loro paese. Non sanno se i fratelli sono stati trucidati, non sanno cosa fanno le loro famiglie. Purtroppo si hanno poche notizie. Io ritengo che nella nostra università, dove gli iraniani sono una presenza molto importante tra gli studenti stranieri, sia determinante dare a questi giovani un aiuto”.

La spesa per l’istruzione “va aumentata”

Il governatore della Banca d’Italia Panetta ha riflettuto poi sul fatto che l’Italia deve aumentare la spesa per istruzione e conoscenza specie quella universitaria, che genera “elevati ritorni economici e sociali”, se vuole stare al passo con il cambiamento tecnologico e garantirsi una “crescita stabile” visto anche il declino demografico.

Per il governatore, “gli interventi possono essere attuati gradualmente, preservando una gestione prudente delle finanze pubbliche e i progressi compiuti nella riduzione del costo del debito” sottolinea ricordando come “le risorse pubbliche destinate all’istruzione sono meno del 4% del Pil, quasi un punto in meno della media dell’Ue e il livello più basso tra le principali economie dell’area dell’euro. Metà del divario rispetto al resto della Ue riflette il minore investimento nell’istruzione universitaria”.

Fuga dei cervelli un “problema per l’Italia”

Un adeguamento della spesa per la formazione universitaria – aggiunge Panetta – rafforzerebbe la qualità del sistema, valorizzando le elevate competenze già presenti negli atenei, potenziando il trasferimento tecnologico e creando condizioni più favorevoli allo sviluppo di imprese innovative e all’attrazione di ricercatori e docenti di profilo internazionale”.

Sul tema della ‘fuga’ dei cervelli, il governatore ha parlato di un problema per l’Italia. Ma lo è anche la scarsa capacità di attrarre immigrati laureati e studenti stranieri che potrebbero poi restare nel nostro paese.

Un decimo dei giovani laureati italiani trasferiti all’estero

Panetta rileva l’esempio virtuoso dell’ateneo siciliano dove gli studenti internazionali raggiungono il 10 per cento degli iscritti contro la media nazionale inferiore al 5% laddove in Francia e Germania sale a oltre il 10% e nel Regno Unito al 23%. “Negli anni più recenti, circa un decimo dei giovani laureati italiani si è trasferito all’estero – evidenzia – con incidenze più elevate tra ingegneri e informatici, figure professionali per le quali le imprese italiane segnalano una crescente carenza”. Perdita “non compensata dall’arrivo di giovani stranieri con un analogo livello di qualificazione”.

La politica fiscale di sgravi e la crescita dell’occupazione ha preservato i redditi, specie delle famiglie medio basse ma ora, per Panetta, “guardando avanti, la crescita dei redditi non potrà poggiare in modo permanente sulla politica fiscale”. Per lui, “i margini di bilancio sono limitati e gli interventi pubblici possono fornire solo un sostegno temporaneo in situazioni eccezionali”.

Aumenti dei salari se cresce la produttività

Aumenti duraturi dei salari richiedono che la produttività torni a crescere a ritmi sostenuti e che i suoi benefici siano adeguatamente ripartiti tra capitale e lavoro” esorta il banchiere centrale.

“Dal 2021, gli sgravi fiscali – soprattutto a favore dei redditi medio-bassi – hanno aumentato le retribuzioni nette di 5 punti percentuali riducendo la perdita in termini reali” dal 2019 da 8 a 3 punti. In parallelo, è cresciuto il numero dei percettori di reddito da lavoro, in particolare tra i nuclei familiari più fragili; tenendo conto di questo effetto e dei trasferimenti pubblici, il reddito reale disponibile delle famiglie è tornato sui livelli precedenti lo shock inflazionistico, compensando l’erosione del potere d’acquisto e il drenaggio fiscale”.

L’emigrazione giovanile: non solo per redditi bassi

Non sono solo i bassi redditi a spingere i giovani italiani, anche quelli con istruzione superiore, a emigrare ma anche “la ricerca di ambienti di lavoro in cui il merito sia pienamente riconosciuto attraverso contratti stabili, impieghi coerenti con le competenze e percorsi del 30 per cento. Si tratta di divari che si sono ampliati nel corso degli anni”.

Inoltre i giovani preferiscono “contesti sociali ritenuti più attrattivi, così come la naturale curiosità verso mondi e stili di vita diversi da quelli di origine”. Si tratta di una “che mobilità favorisce l’accumulazione di esperienze e arricchisce il bagaglio culturale individuale”.

Quando, però – avvisa – l’emigrazione riflette le carenze del contesto di partenza, essa si trasforma in una scelta onerosa per chi la compie. E quando i giovani formati nelle nostre università non fanno ritorno nel Paese, la perdita riguarda l’intera collettività”.

L’annuncio: ex sede Banca d’Italia sarà salotto culturale

La rettrice dell’ateneo messinese Giovanna Spatari ha annunciato che “la ex sede della Banca d’Italia a Messina, che poi è stata chiusa ed è stata acquistata dall’Università, sarà trasformata in un salotto culturale della città nella prossima settimana”.

“È un impegno di cui l’università è orgogliosa perché comunque è un luogo che ha fatto la storia di questa città, una storia importante perché Banca d’Italia è un presidio di responsabilità pubblica importante che avrà una nuova vita”.

Partiremo con la sala studio – aggiunge Spatari – che significa un’opportunità per i giovani di avere un ulteriore spazio in cui poter soggiornare. Quindi procederemo con il gabinetto di lettura che voglio ricordare è stata un’operazione importante iniziata dalla precedente amministrazione che ha salvato un bene importante per questa città che riprenderà a vivere e questo è un segnale importante anche nei confronti del territorio. Poi, con calma il prossimo anno cercheremo anche di occuparci del polo museale che faremo li e per il quale ancora ci sono alcune riflessioni in cantiere”.

“Quindi sarà un’apertura che parte appunto dai locali della sala studio e dal gabinetto di lettura. Ieri sera la Banca d’Italia era illuminata dopo 10 anni, è stata così un’illuminazione in sordina, ma era anche per rendere omaggio alla presenza di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia che oggi onora l’Università di Messina con la prolusione ai corsi” ha concluso. 

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