Bianco e i grandi affari |Pua, Prg e corso Martiri - Live Sicilia

Bianco e i grandi affari |Pua, Prg e corso Martiri

Il nuovo sindaco e gli interessi dei signori del cemento.

Palazzo degli elefanti
di
17 Commenti Condividi

CATANIA – La torta dei principali affari all’ombra dell’Elefante vale quasi due miliardi di euro: Pua, waterfront, Corso dei Martiri e Prg. Un piatto ghiotto se non fosse che la trattativa tra imprenditori e amministrazione, iniziata attorno al tavolino imbastito dal centrodestra ai tempi di Umberto Scapagnini e proseguita a fasi alternate con l’avvento di Raffaele Stancanelli, si è arenata col voto che ha consacrato, al primo turno, Enzo Bianco nuovo sindaco di Catania.

A questo punto, devono essere riscritte le regole che hanno disciplinato i rapporti tra Comune e privati nel settore dell’edilizia.

Punto primo: Corso dei Martiri. Il centrodestra ha lubrificato il meccanismo per l’edificazione del cuore di Catania con abbondanti consulenze a volti noti del centrosinistra. A partire dalla nomina, di Umberto Scapagnini, di tre saggi che hanno attestato la vigenza del Piano di edificazione concepito a ridosso del dopoguerra in piena sintonia con gli ambienti del Vaticano. I “saggi” nominati dall’ex medico di Berlusconi erano: Augusto Fantozzi (già ministro delle Finanze del governo Dini), Nicolò Zanon, costituzionalista e membro laico del Csm e Giovanni Pellegrino, senatore dei Ds noto come difensore di Cesare Previti.

Ma non basta. La quadratura del cerchio che ha consentito la stesura -nella campagna elettorale del 2008- dell’accordo di edificazione, era arrivata con la scelta dei privati di farsi rappresentare da Andrea Scuderi, amministrativista di grido già candidato alla presidenza della provincia di Catania per il centrosinistra, ma soprattutto collega di studio e zio di Giuseppe Berretta, deputato del Pd attuale sottosegretario alla Giustizia che però, è bene sottolineare, non ha mai mischiato professione e attività politica.

Berretta non è stato mai in buoni rapporti con Bianco e sarà un caso, ma intervistato da LivesiciliaCatania, Enzo Bianco ha dichiarato di ritenere “scaduto” il Piano che al contrario i “saggi” e lo studio Scuderi, ritenevano valido. E non è cosa da poco: dalla validità del Piano dipende il rischio del Comune di soccombere in caso di richiesta di risarcimento danni. Per chi non lo sapesse, infatti, l’accordo di Corso dei Martiri altro non è che una transazione tra Comune e privati che chiedevono soldi in risarcimento della mancata edificazione delle aree. Tant’è vero che il Comune ha ceduto strade e marciapiedi ai privati rendendo tutto contestualmente edificabile: il totale è di circa 300mila metri cubi di cemento per il valore -delle aree ultimate- di un miliardo di euro.

Altro elemento che rischia di ingarbugliare ancor di più l’ingarbugliatissima matassa del Corso dei Martiri è il mancato pronunciamento, sulla questione, del consiglio comunale. C’è solo una presa d’atto della vecchia giunta. “Fatto gravissimo -ha detto Bianco a LivesiciliaCatania- l’organo di rappresentanza democratica non può essere escluso da scelte così importanti”.

Se il Piano è scaduto, le aree sono da ritenere “zone bianche”, diconseguenza è necessario l’intervento del consiglio comunale.

Punto di equilibrio potrebbe essere Luigi Bosco, già presidente dell’ordine degli ingegneri, designato assessore da Bianco in quota Megafono, che nei giorni scorsi ha detto, ai microfoni di LivesiciliaCatania, che “sarebbe un errore ripartire da zero su Prg e Corso dei Martiri”.

Non si sa ancora quale delega riceverà Bosco, è quotato per l’Urbanistica, ma sul Corso dei Martiri avrebbe un conflitto d’interesse di non poco conto: è il progettista dei Garraffo di Paternò, comproprietari delle aree insieme a Parnasi, Bosco e Costanzo.

Enzo Bianco ha sottolineato di voler creare un nuovo equilibrio, a favore degli interessi collettivi, nei rapporti tra Comune e privati, stabilendo “regole certe”. Ecco perché il Corso dei Martiri sarà il primo banco di prova.

Pua. Il grande Piano di edificazione della parte Sud di Catania del valore di quasi un miliardo di euro, che vede in campo come grande mattatore Mario Ciancio, dopo la “cura” dell’amministrazione Stancanelli, sarebbe “molto diverso” da come era stato concepito da Bianco 15 anni prima. “Io avevo previsto bungalow -ha detto il sindaco di Catania ai nostri microfoni- non alberghi alti 4 piani, avevo previsto aree da destinare al posteggio, non garage come palazzi. Sul Pua dobbiamo rivedere gli indici di edificabilità, ma soprattutto le ipotesi di progettazione perché la città non brilla per architettura contemporanea ed è necessario un concorso di idee”. Con l’elezione del nuovo sindaco, le ipotesi concepite dalla società Stella Polare di Renzo Bissoli, concessionaria del Pua, dovranno essere rivedute e corrette. “Voglio coinvolgere i cittadini -ha detto Bianco- queste cose non si possono fare ‘a muta ‘a muta”.

Porto. Rispondendo in conferenza stampa alla domanda di Melania Tanteri, Bianco ha assicurato il massimo impegno per lo spostamento di tutto il reparto commerciale, cioè migliaia di container e un indotto di centinaia di posti di lavoro, nel porto di Augusta. C’è un problema di non poco conto: in questo momento la Tecnis di Mimmo Costanzo (imprenditore ex assessore di Bianco), sta realizzando la darsena commerciale per ospitare i container, un appalto da cento milioni di euro. Questa darsena potrebbe essere utilizzata, secondo il nuovo sindaco, per far attraccare i traghetti turistici al posto delle navi commerciali. Ma non è finita: senza traffico commerciale decade l’Autorità portuale, attualmente competente per l’attuazione del Piano regolatore portuale, lo strumento che disegnerà il nuovo porto in sinergia con il consiglio comunale. Riduttivo in questo caso parlare di cubature: il nuovo consiglio comunale ha carta bianca per stabilire cosa si dovrà fare dell’area che si estende dalla stazione ferroviaria alla Playa. Dovranno essere ridisegnate tutte le aree di rimessaggio con annesse attività “ricreative” ed è previsto l’abbattimento della recinzione che separa il porto dalla città. Delicati gli equilibri in campo, visto che il commissario dell’Autorità portale Cosimo Aiello, in ottimi rapporti con il governo Crocetta, ha previsto lo spostamento del settore commerciale nella darsena che sta realizzando la Tecnis e la riconversione in “turistico” di tutto il porto. Quindi l’Autorià portuale, conservando a Catania il settore commerciale, resterebbe in vita e potrebbe essere proprio Bianco a indicare il nome del prossimo presidente: se regge l’intesa con Crocetta, Aiello potrebbe essere riconfermato, il commerciale mantenuto e il turistico anche.

Waterfront e piazza Europa. In questi anni, Bianco è stato uno dei protagonisti della battaglia politica contro la trasformazione di piazza Europa in parcheggio e centro commerciale. Agli atti del Comune c’è il progetto per la trasformazione di tutto il lungomare, da piazza Europa a piazza dei Caduti, in centro commerciale, con lo spostamento a monte dell’arteria stradale. I privati che si sono aggiudicati l’appalto in project financing durante l’era di Tuccio D’Urso, hanno iniziato una causa per il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata realizzazione del progetto. Bianco ha le idee chiare: “Sono favorevole allo spostamento a monte del viale Alcide De Gasperi, che costa circa 10milioni di euro, ma col project financing il privato non può pretendere di realizzare un centro commerciale del valore di 140milioni di euro. Anche in questo caso farò un concorso di idee, ma soprattutto si devono esprimere i cittadini”.

Prg. La battaglia per il nuovo Piano regolatore, non approvato, secondo la vecchia amministrazione, a causa del passaggio di numerosi consiglieri comunali dalla maggioranza all’opposizione, è destinata a scaldare gli animi, già incandescenti, del consiglio comunale prossimo venturo. In ballo ci sono le “aree risorsa”, cioè porzioni della città che potrebbero veder decuplicato il proprio valore. E’ questo l’argomento più importante, al momento, dentro, ma soprattutto fuori, dal consiglio comunale.

Articoli Correlati


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

17 Commenti Condividi

Commenti

    All’ottimo pezzo di Condorelli aggiungerei una ulteriore riflessione su altri due nodi caldi:
    1) il waterfront del tratto Piazza Europa – Stazione, connesso all’interramento dei binari della ferrovia e al riutilizzo di tutto il fronte mare del viale Africa, in particolare l’area delle officine ferroviarie, la zona del Porto Rossi e gli scheletri del Palazzo delle Poste, Consorzio Agrario e Centro Culturale Comunale (non le Ciminiere ma quello accanto al Consorzio Agrario). La prima versione del PRG stancanelliano prevedeva in questa zona due grandi torri destinate ad insediamenti residenziali di pregio, ma dopo le critiche di più parti sembra sia stato stralciato.
    2) i nuovi insediamenti alberghieri previsti dal PRUSST in alcune aree della città, penso ad esempio al viale Lainò, lo stesso viale Africa di cui sopra e la zona di Vaccarizzo. Bisognerebbe che gli operatori alberghieri ammettessero francamente che non c’è bisogno di nuovi alberghi in città. Il problema è che questi progetti non nascono da valutazioni imprenditoriali ma da semplici calcoli sulla rivalutazione dei terreni e sulla eventuale vendita a terzi delle strutture. Fra l’altro mi sembra che uno dei progetti alberghieri del PRUSST faccia capo al solito Virlinzi. Ora, Virlinzi è liberissimo di costruire alberghi, ma non sarebbe meglio (per la città) farlo su terreni già “consumati” e di sua proprietà, ad esempio in uno dei tanti locali delle sue concessionarie di auto?

    e ora sono volatili x diabetici … vediamo se bianco ce la fa oppure gli finisci come orlando che il sindaco linea fare (ma solo fino al giorno in cui fu eletto )

    Spero che Bianco nella definizione del PRG coinvolga la Città e che faccia tesoro dell apporto dei dirigenti di Confcommercio, gli unici che si sono opposti con forza, sfidando Stancanelli e gli stessi ordini di ingegneri ed architetti, alla costruzione dei palazzoni (alti fino a 18 piani) nel watefront da Piazza Europa fino al porto. Sorbello e Saguto sono stati gli unici che hanno posto resistenza a quel piano regolatore nefasto e spero che continueranno a vigilare nel futuro senza farsi condizionare dalla nuova amministrazione e da ragioni di opportunità politica, mantenendo lucidità e imparzialità, anche perche le dichiarazioni dell assessore Ing. Bosco non lasciano ben sperare.

    Gentile Antonio condorelli, non mi pare che ci sia alcun imprenditore a Catania che abbia patrimoni di miliardi di euro.
    I terreni? cosa valgono? centinaia di migliaia di euro, che questi imprenditori cercheranno, forse, di rivendere al miglior offerente dopo le varianti che ne incrementano il valore ( non centinaia di volte, perchè se fai pagare un terreno, seppur edificabile, decine di milioni, i potenziali acquirenti vanno a costruire da un’altra parte).
    Sulla vicenda di piazza europa, invece, che Lei considera di proporietà di questi imprenditori, io avrei qualche perplessità.
    In primo luogo, pende altro procedimento per turbativa d’asta, per la quale è stat chiesta archiviazione, ma il vostro giornale non ne da notizie, forse le darete dopo la decisione, quando l’opinione pubblica non potra criticare gli atti del processo mentre è in corso?
    Grazie della corretta e trasparente informazione! (poi vorrei capire in cosa si differenzia il vostro sito dalle notizie fornite da “la sicilia”, allora).
    In second luogo, l’appalto di piazza europa è stato finanziato con una operaizone di mutuo (per la precisione leasing immobiliare) dalla monte paschi siena.
    Se questi imprenditori avessero miliardi di euro, come si è soliti affermare in tutti gli articoli di giornale ( che non tengono conto del reale valore e patrimonio netto delle imprese locali, che sono tutte medie o piccole imprese edili, perchè al sud Italia siamo parecchio scarsi come dimensioni imprenditoriali), dicevo, se avessero miliardi di euro, non prenderebbero a tassi alti immobili in leasing dalla banca.
    Dunque speculano sulle differenze tra reddito e rate del mutuo.
    Non condivido quei politici che dicono che la piazza spetta a questi singori: la gara è viziata ed il processo da rifare, anche alla luce del fatto che i periti d’appello indicano come esempio di parcheggio, con analoga variante al parcheggio europa, il palrcheggio di via tripoli, a roma, che è stato sequestrato nel maggio 2012, si legge su internet!
    Sulla vicenda delle concessioni al porto avevo letto un articolo sul mensile “s” che parlava della vecchia dogana.
    vorrebbe aggiornarci?
    Ribadisco, è chiaro che dal punto di vista umano, nel tentativo di evitare il fallimento di queste imprese che considero molto probabile in caso di confisca di piazza europa e ripristino dello stato dei luoghi (credo il ripristino sia l’unica soluzione) i politici possono affermare ciò che vogliono, ma le incongruenze sono sotto gli occhi di tutti.
    E’ inutile, poi, che si faccia decorrere il termine per il ricorso per cassazione perchè i mezzi straordinari di impugnazione possono essere esercitati successivamente ai 60 giorni dalla data della notifica della sentenza.
    Poi ciascuno puo rappresentare la realtà come vuole, Lei continuerà a parlare di miliardi di euro (Io di società con patrimoni di alcuni milioni), opppure, continuerete a dire che la gara di piazza europa è valida (io contniuo a considerarla nulla sotto il profilo amministratico, senza nepppure entrare nel merito del processo e considero inidonea la piazza come garanzia ipotecaria, sotto il profilo bancario, in quanto il diritto di superficie su bene demaniale è assolutamente inconcepibile, come correttamente ha spiegato il p.m. nella requisitoria di primo grado.
    Punti di vista, entrambi rispettabili, certo,ma il fatto che loro vogliano proporci questa vicenda come un fatto compiuto lascia il tempo che trova, perchè c’è tutto il tempo, ben oltre i 60 giorni, per impugnare la senteza, trasferire il proccesso e rinnovarlo.
    Voi giornalisti parlate del quotidiano “la sicilia” come fosse un giornale da un milione di copie, come quelli del nord Italia, mentre, ha sole 30.000 copie di tiratura, mi risulta, forse 50.000 nei tempi migliori.
    COsa vale un giornale con tale tiratura? decine di milioni, forse 30 milioni di euro,ho cercato valutazioni di gionrali con analoghe tirature, ma sempre che sia in attivo, mentre mi pare un giornale in crisi, visti i tagli.
    UN paio di milioni possono valere le frequenze delle reti locali ritengo.
    Poi ci sono partecipazioni di minoranza in altri giornali (pure piccoli ed in crisi) che non so cosa possano valere.
    E allora dove sono i miliardi di euro? nei terreni? ma per cortesia! quali terreni valgono a catania miliardi di euro?
    il valore ed il patrimonio delle aziende si misura facendo crediti- debiti.
    Se compro un immobile da 11 milioni e lo pago 10, puo sembrare un affare, ma se ho un mutuo devo toglierci gli interessi.
    I giornali locali, invece dicono: tizio ha guadagnato 10 milioni da questo investimento (senza togliere i debiti che possono essere anche il 95% dell’importo incassato, anzi lo sono quasi sempre perchè tutte le imprese si finanziano in questo modo.
    Oppure, per piazza europa cosa vale l’accordo da 7 milioni in 23 anni?
    deve fare 7 milioni, meno le spese di gesione, meno le tasse, ripartire la somma tra i soci e suddividerla in 23 anni.
    Cosa viene? le tasse sono circa il 60% i( di cui iva al 20% e irpeg 46%), poi le spese di gesione del parcheggio che non so a quanto ammontano, e quindi quale è l’utile annuo?
    7 milioni diviso 23 = circa duecento ottanta mila euro annui lordi, da questi detragga le tasse, qunidi oltre il 50% dell’introito = 130.000 euro da ripartirsi tra i soci del parfcheggio che mi pare siano due società o tre: quindi 60.00 euro netti anni per ciascun socio se sono due o 40.000, ciascun socio, se sono tre quote distinre.
    Bisgna togliere poi le spese di gestione (che saranno pochissime presumo).
    non significa, come molti hanno scritto che il solo virlinzi avrà 7 milioni in 23 anni: avra un mlione, forse un milione e mezzo netto in 23 anni, per ciò che attiene alla parte di utile derivante dalla convenzione addendum derivante dall’arbitrato.
    Poi c’è il discorso botteghe, ma non credo che nessun negoziante sia disposto a pagare molto per quel tipo di locali, fermo restando che la gara è viziata, ed ogni accordo conseguentemente nullo, perchè l’oggetto dell’appalto è diverso da quello poi realizzato.
    Qualora lei ritenga che io abbia detto delle imprecisioni, la prego di correggermi, in ogni caso, gradirei conoscere il suo pensiero, attraverso una replica sul sito.
    Grazie e buona giornata.

    Ma quale porto turistico. Aiello e’ stato nominato da Stancanelli quale candidato alla presidenza del porto senza avere i requisiti di legge. Assurdo. Occorre gente competente,non baby pensionati della casta palermitana. Occorre voltare pagina.

    Gentile “xxxx” anonimo, Vossia ha mai sentito parlare di “finanza creativa” come quella condotta dal dirigente regionale Cosimo Aiello, oggi commissario portuale, che nel 2007 fece vendere a certe banche gran parte degli immobili siciliani per poi riprenderli in affitto a caro prezzo?
    Ecco l’analogo e vero compito assegnato dal ministro/banchiere Passera al Commissario Aiello che ha tentato di far approvare al Consiglio Comunale qualcosa come un milione e mezzo di metri cubi di edifici sulle banchine dal valore cartolare di oltre due miliardi di Euro. Un compito accompagnato dall’avvenuto declassamento per mano dello stesso ministro/banchiere Passera dell’aeroporto di Catania, nonostante risulti il terzo di tutta Italia !
    Un disegno osceno, affatto oscuro, di privatizzare a lungo ed a basso costo beni pubblici, nella stessa logica che ha fatto precipitare l’economia liberista e lo Stato sociale nelle condizioni attuali.

    Curioso di vedere quale decisione prenderà sul ponte del Tondo Gioieni.

    Cara Maria, con tutto il rispetto per Sorbello e Saguto fra i pochi di Confcommercio attenti su alcune delle devastazioni speculative predisposte in danno di Catania, facciamo rilevare il loro inspiegabile silenzio su ben altre e più gravi devastazioni urbanistiche camuffate come al servizio del porto.
    Oltre un milione e mezzo di mc. sulle banchine; 6 volte quanto previsto su c.so dei Martiri di una Catania già martire di suo.

    Sul PRG hanno fatto un gran lavoro, difendendo anche le istanze di noi residenti del lungomare. Sarebbe stato uno scempio costruire in p.zza europa sino al porto. Si sono opposti anche al piano d regolatore del porto, chiedendo che fosse fermata l’approvazione dell accordo del comune. Ne sono certa perché abbiamo seguito i loro interventi, come i vostri, anche perché abitando nella zona non vorremmo che si arrivasse alla cementificazione ne all interno del porto ne fuori. Il tentativo era di costruire dal porto a piazza Europa. Strano invece è che a parte voi ed i dirigenti di confocommercio nessuno si è opposto a Stancanelli ed ai suoi consulenti del piano regolatore e di quello del porto.

    @Mario
    e sul PRUSST che riguarda i villaggi a mare della pre-riserva…… ne ha nodi da sciogliere… con gli ambientalisti del no. Ma io dico che alla fine qualcosina farà anche per noi per riqualificare l’esistente che oggi è nel degrado assoluto in virtù dei vincoli imposti….. e prevarrà il buon senso!

    Sposare capre e cavoli nel porto di Catania. È ciò che vuol fare il commissario Aiello con la esperienza che gli appartiene per essere stato dirigente dei governi Cuffaro e Lombardo ed oggi, a suo dire, persino fiduciario di Crocetta.
    Precisamente vuole sposare le capre del futuro turismo esteso dal centro di Catania lungo tutta la Plaia, lo stesso futuro riconosciuto e promesso dal Sindaco Bianco, con gli attuali cavoli amari di TIR, Container, traffico e smog fra i monumenti del Duomo e la spiaggia.
    Cavoli amari per tutti, cittadini e turisti, ma non certo per l’attuale commissario ed i suoi tre dirigenti impegnati a dirigere solo quattro impiegati, tutti timorosi di doversi trasferire ad Augusta una volta resa nota la insufficienza su Catania delle entrate dal settore merci, accertata finora dal 2005 al 2011 ed unica insufficienza in tutta Italia fra le Autorità Portuali.
    La cavolata maggiore è che la darsena già in costruzione sotto la sindacatura Stancanelli benché priva di consenso preventivo del Consiglio Comunale e di VIA –VAS permissive, possa un giorno accogliere navi portacontainers sui bassi fondali della Plaia in continuo insabbiamento, per non parlare della cavolata urbanistica e viaria di cittadini e turisti impegnati a scansare TIR.
    A tali anomalie si aggiungerebbe una altra e ben precisa violazione della L.84/94: la nomina di un presidente sprovvisto della prescritta competenza in materia portuale; una nomina artificiosamente predisposta attraverso quella precedente in favore dello stesso Aiello quale commissario

    Caro Porto del Sole, abbiamo seguito da residenti la questione del PRG dopo la denuncia dei dirigenti di confo commercio di Catania, essendo residenti nella zona di p.zza europa. Abbiamo visto che questi si sono opposti anche al piano regolatore del porto chiedendo pubblicamente che il comune di Catania non firmase l accordo. faccenda che ci interessava perché collegata allo scempio del lungomare. E’ inspiegabile come ad opporsi al PRG ed al,piano regolatore del porto siano stati, oltre a voi, solo i signori Saguto e Sorbelo, che hanno rappresentato anche noi residenti. abbiamo preso parte anche ad una loro manifestazione di denuncia a cui partecipo il presidente Marco Consoli. Ma il resto della Città dove è stata in questi anni?

    Cara Maria, in questi anni la Città é stata china ai piedi dei politicanti che la hanno depredata con prebende ed incarichi se non con mezzi peggiori quali la iniziata privatizzazione di fatto di pubbliche strutture come il porto.
    Presto si vedrà se Bianco, vorrà rialzare una Catania già al collasso impedendo ulteriori arricchimenti di pochi in danno di molti.

    Chi parla di centro commerciale inserito nel Waterfront ,mente sapendo di mentire!prima di fare affermazioni apodittiche ,bisognerebbe studiare e capire!

    scusate ma se adesso il Sindaco Bianco si oppone e rivede il progetto della Darsena in esecuzione al porto di Catania, dopo che la sovrintendenza ha dato parere positivo in virtù della variante al torrente Acquicella a norma, si farà il porto turistico al posto del porto commerciale previsto che si trasferirebbe ad Augusta…. che succede? prende il posto all’interno del PUA? bisognerà approvare un’altra variante? E poi, all’interno del PRUSST (4 Km a sud) è previsto già un porto turistico che sostituirebbe il porto canale che gli ambientalisti, la Provincia e la sovrintendenza hanno cassato ed è previsto nel Piano di utilizzo nelle aree di pre-riserva in itinere di approvazione ……. che facciamo lo spostiamo ai lidi di Vaccarizzo?….. tutti contro tutti non ce ne sta bene nessuna mi auguro che sappiate che olpre la Playa si estende ancora Catania….. e non intendiamo restare fuori dai grandi progetti finanziati dalla Comunità Europea e dai privati che vogliono investire a costo zero per l’Amministrazione comunale ……..

    miiiiiii
    mi sono perso tra tutto questo cemento…

    Alla perplessa concittadina Maria Siracusa. Premesso che la deviazione del torrente Acquicella ed il relativo parere della Sovrintendenza sono tuttora oggetto di indagine della Magistratura, la soluzione del problema é :
    1) Soppressione dell’ente gestore portuale lungamente incapace di giustificare la sottomissione dell’interesse generale a promuovere il turismo marittimo, all’interesse di pochi funzionari interessati ad impedire che i trasportatori possano trasferirsi ad Augusta, per come già da tempo richiesto perfino dai loro stessi esponenti in Confindustria;
    2) Gestione del Comune del porto cittadino e delle relative concessioni plurime ed in concorrenza fra loro per i servizi del Diporto Nautico, delle Crociere e della Pesca Sportiva, con ricadute occupazionali che si aggirano a detta del CENSIS sulle decine di migliaia fra le dirette e le indotte e con introiti di valuta estera in grado di dimezzare da subito ai cittadini il carico IMU;
    3) Programmazione territoriale ed urbanistica che armonizzi e sviluppi la costa dai monumenti del Duomo fino all’oasi del Simeto: l’unica fonte di economia e di lavoro rimastaci e la protegga dal cemento affaristico, assistito o meno che sia dall’Europa, che in realtà non attrae alcun turismo come resta provato da lunghi anni dagli alberghi tuttora mezzi vuoti lungo la Plaia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *