Gli uomini del mandamento trapanese avevano paura che Francesco Luppino potesse essere nuovamente scoperto dalle forze dell’ordine. Lui era tornato a comandare, secondo sostengono gli investigatori, quanto emerso anche nel corso di queste indagini, ma lo si voleva a tutti i costi difendere dalle intercettazioni per cui vi era una vera e propria paura ossessiva.
E’ un altro degli aspetti che emergono dall’operazione antimafia Hesperia scattata all’alba di oggi a cavallo tra le province di Trapani e Palermo e che ha portato a 70 indagati, di cui 35 con misure cautelari. Ed allora parlando fra loro Piero Di Natale e Franco Raia, si legge nell’ordinanza dei magistrati, viene presa la decisione: “Gli dobbiamo trovare un nome a lui per chiamarlo in maniera diversa…” dice Raia. Alla fine si decide di chiamarlo Gianvito.

