Buche e traffico, non è una città per automobilisti

Buche e traffico, non è una città per automobilisti

La serie di successo 'Ponte Corleone'. E tutto il resto.
I DISASTRI DI PALERMO
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Ma quanto sembra antico lo zio di Johnny Stecchino quando biascia le sue giaculatorie contro il ‘ciaffico tentacolare’ che, ai tempi del film, era una cosa da bambini. E torniamo sempre a lui, mitologica figura di palermitano inesistente, perché in tutta quella immaginazione c’è il perfetto prototipo dell’automobilista bloccato. Solo che, da allora, il traffico tentacolare, a oggi, si è tentacolarizzato ancora di più, con mutazioni fantasiose.

Prendiamo la serie di successo ‘Ponte Corleone’ che, tra riduzione di carreggiate, nuove ordinanze e colpi di scena, non finisce mai di lasciare tutti con il fiato sospeso. Abbiamo perso il conto delle stagioni, ecco però il riassunto dell’ultima puntata. Come abbiamo scritto: Rivoluzione in vista per il ponte Corleone di Palermo: via il limite dei 30 chilometri orari e una sola corsia centrale sia verso Trapani che verso Catania. Nella storia infinita del ponte sulla circonvallazione, considerato poco sicuro e addirittura soggetto al commissariamento del governo nazionale per i lavori di manutenzione e raddoppio, arriva l’ennesimo colpo di scena’. Appunto: ‘Una misura, quella del Comune, che arriva al termine di un lungo braccio di ferro fra gli uffici e che potrebbe mandare in tilt il traffico a pochi giorni dal Natale’. Ieri, abbiamo tentato un sopralluogo che non ha dato esiti confortanti.

E che dire delle buche e delle scaffe che – come il ‘ciaffico’ – non sono materia nuova, visto che ne cantava già il grande Renzino Barbera: “Noialtri abbiamo scaffe greche, scaffe normanne, scaffe d’Aragona. E uno… ci si affeziona! Io ne canuscio una, alla circonvallazione Ca è pi mia come una passione…”. Mirabile sintesi poetica di una ‘piaga come il ciaffico’ che, adesso, dopo diversi giorni di pioggia, sta assumendo proporzioni monumentali. Buche profonde. Buche rotondeggianti stile Giotto. Buche a scalare. Buche irregolari. Buche uso fossa delle Marianne. Buche per tutti i gusti. Che non aiutano l’armonia universale, nel momento in cui le incontri, perché non ti senti ispirato all’affermazione dei sentimenti migliori.

In sintesi, tra caos, ponti e scaffe – in attesa fideistica dell’unico tram che ci porterà dalla spiaggia di Mondello alla luna – ci pare di potere dire che Palermo non è una città per automobilisti. E forse nemmeno per quelli che vanno a piedi. In buona sostanza.


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Commenti

    Non è una città neanche per chi va a piedi….

    beirut con tutto il rispetto ha le strade migliori

    Palermo non è città per persone civili.

    Esatto, Palermo non è città per persone civili!

    Commissariare il Comune incapace è l’unica soluzione !

    Se il sommo poeta DANTE dovesse ambientare la Divina Commedia oggi , sicuramente sceglierebbe Palermo
    Infatti i gironi dell’ Inferno , quale migliore collocazione avrebbero se non qui . Nel primo girone , ci metterebbe
    le anime dannate degli automobilisti , che imperterriti , hanno continuato ad usarla , pur avendo a disposizione
    un servizio pubblico di collegamento fra autobus , tram , metro , di prim’ordine , che l’Europa ci invidia .
    Chiaramente ammassati in almeno 10 anime per autovettura , imbottigliati nel traffico . Per i più imperterriti
    le auto dovrebbero correre , schivando le buche , o fornendoci dentro , “scutuliandole ” poi , nei gironi del centro
    storico , i dannati che lo hanno voluto abitare , poi quelli della movida , poi ……poi….

    Se il Sommo Poeta fosse ancora in vita si schiferebbe a leggere le arrampicate sugli specchi che il cerchio magico si ostina a scrivere!

    Meglio il tram Palermo Mondello. E perché no la luna?

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