L’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha riacceso una domanda che in tanti hanno iniziato a porsi sempre più spesso: se scoppiasse una guerra su larga scala, dove potremmo rifugiarci? Tra tensioni internazionali e minacce nucleari, sempre più europei stanno trasformando l’ansia in un progetto concreto. La risposta di una parte crescente della popolazione è: costruire un bunker antiatomico.
La corsa non è iniziata ieri. Una prima impennata si è registrata con la pandemia del 2020, poi con l’invasione russa dell’Ucraina e le tensioni con Mosca. Ora il nuovo fronte in Medio Oriente ha alimentato ulteriormente l’interesse. Secondo le stime delle aziende del settore, la domanda di bunker in Europa è in crescita costante, con Spagna, Germania e Paesi Baltici tra i Paesi più attivi, dove molti cittadini hanno iniziato a scavare nei propri terreni per realizzare rifugi sotterranei.
Non è più uno scenario da film post-apocalittico. I super ricchi stanno investendo cifre importanti in bunker sotterranei ad alta sicurezza e sempre più sofisticati. E il fenomeno non riguarda solo aree remote: anche in Italia le richieste sono in aumento, segnale di un trend che si sta diffondendo rapidamente. I dati mostrano un incremento dell’interesse per strutture di sopravvivenza evolute, progettate per garantire autonomia e protezione prolungata. La paura di un futuro instabile si sta trasformando in un investimento concreto.

Come è fatto un bunker antiatomico
Un bunker è progettato per resistere a macerie, attacchi chimici e contaminazioni nucleari. Generalmente viene realizzato sotto l’edificio principale o, nelle grandi proprietà, separato in giardino o in aree boschive. La profondità varia tra i 2,5 e i 4 metri, in base al livello di sicurezza richiesto e alla natura del terreno.
La struttura prevede pareti in cemento armato e acciaio progettate per resistere al calore estremo e alle radiazioni, una porta blindata e stagna spessa circa 20 centimetri, un sistema di ventilazione avanzato con filtri specifici per gas bellici, cisterne e generatori per l’autosufficienza idrica ed elettrica e radio per comunicare con l’esterno e un’uscita di emergenza.
Nei casi più completi è presente anche un’area di decontaminazione con doccia dedicata. I servizi igienici non sono sempre installati: talvolta si utilizzano wc “a secco” che sigillano i rifiuti in sacchetti conservati in contenitori ermetici.
Per garantire la sopravvivenza di quattro persone per alcune settimane servono almeno 20-25 metri quadrati, calcolando circa cinque metri quadrati a persona. Questi rifugi dispongono di scorte adeguate di cibo, acqua e medicinali per sostenere gli occupanti per settimane o mesi.
Stati Uniti, il fenomeno dei prepper
Qual è la tendenza negli Stati Uniti, coinvolti direttamente nel conflitto con l’Iran? Secondo un sondaggio del 2023 riportato dal “New York Times”, già tre anni fa circa un adulto americano su tre dichiarava di prepararsi a possibili scenari apocalittici. In dodici mesi, questa tendenza ha generato una spesa complessiva di circa 11 miliardi di dollari. In America, infatti, da tempo si sta diffondendo il fenomeno dei cosiddetti prepper: persone che si organizzano in vista di possibili catastrofi globali, costruendo bunker e accumulando scorte di beni essenziali per affrontare eventuali situazioni di crisi estrema.
Negli Usa, finora la costruzione di bunker è rimasta soprattutto una scelta riservata ai più facoltosi. Non a caso diversi dirigenti e imprenditori della Silicon Valley hanno investito in rifugi sotterranei altamente tecnologici. Tra gli esempi più noti c’è quello del CEO di Meta Mark Zuckerberg che, alle Hawaii, sull’isola di Kauai, sta realizzando un “ranch” sotterraneo. Il valore complessivo dell’investimento ammonta a circa 270 milioni di dollari. Anche alcune celebrità dispongono di bunker privati sotto le proprie abitazioni, tra cui Kim Kardashian, Tom Cruise e Shaquille O’Neal.

La situazione in Europa
In Europa esistono Paesi molto più attrezzati di altri. Svezia e Svizzera hanno le reti più capillari: oltre 60 mila rifugi in Svezia, mentre la Svizzera è in grado di proteggere l’intera popolazione con 370 mila bunker che devono rispettare specifici criteri previsti dal Governo.
Una legge elvetica del 1963 prevede che sotto ogni abitazione venga costruito un rifugio in grado di accogliere tutti i residenti dell’edificio. In tempo di pace questi spazi possono essere utilizzati come cantine o taverne. In alternativa, è possibile versare una tassa che consente di assicurarsi un posto all’interno di uno dei circa 5.000 rifugi pubblici distribuiti sul territorio svizzero.
Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, anche la Germania ha riattivato strutture della Seconda Guerra Mondiale e avviato nuovi progetti. Attualmente può ospitare poco meno di mezzo milione di persone, contando anche gallerie e stazioni metropolitane adattabili in caso di conflitto.
La Finlandia, che condivide con la Russia un confine di oltre 1.300 chilometri, ha costruito oltre 50 mila bunker capaci di accogliere l’85% della popolazione, secondo quanto riferisce la Protezione Civile tedesca.
Bunker antiatomici, cresce la richiesta in Italia
In Italia la situazione è diversa. Non esiste un elenco ufficiale di bunker antiatomici, anche se diversi privati si stanno muovendo, in particolare nelle aree settentrionali. L’unico rifugio costruito per esigenze belliche dopo il 1945 è il “West Star”, realizzato dalla Nato negli anni Sessanta ad Affi, vicino Verona, per ospitare 500 persone.
Negli anni Duemila è stato predisposto per la dismissione. Restano inoltre vecchi rifugi oggi trasformati in musei, come quelli di Villa Torlonia e Villa Ada a Roma. A Milano è noto il Rifugio antiaereo 87, circa 200 metri quadrati vicino al Cimitero Monumentale, utilizzato durante l’ultima guerra.
“Ormai famiglie e aziende ci contattano ogni giorno: vogliono capire come realizzare un bunker nel giardino o all’interno della cantina”, ha spiegato Angelo Cavalieri, ingegnere della società di costruzioni ItalBunker, in un’intervista rilasciata a “Repubblica”.
Secondo quanto riferisce lo stesso quotidiano, le imprese specializzate nel settore propongono oggi servizi chiavi in mano, che comprendono i sopralluoghi tecnici, la gestione delle autorizzazioni e l’avvio dei lavori di costruzione veri e propri.
Quali permessi servono per costruire un rifugio sotterraneo?
Alcuni Paesi hanno normative più snelle. In Italia la procedura è più complessa, anche per la presenza diffusa di edifici storici. Secondo il Testo Unico dell’edilizia del 2001, un bunker è equiparato a un nuovo edificio. Non basta quindi una CILA o una SCIA: serve un permesso a costruire.
Il progetto deve essere approvato dal Comune e redatto da tecnici abilitati (geometri, ingegneri o architetti), con parere geotecnico e calcoli strutturali dettagliati. In molti casi è necessario anche il parere del Genio Civile, in particolare per verificare la resistenza strutturale alle esplosioni, l’impermeabilità ai gas e la corretta compartimentazione degli spazi.

Quanto costa un bunker antiatomico privato
Le cifre variano in base a dimensioni e dotazioni. Le ricerche sui siti specializzati indicano una spesa di circa 60 mila euro per un bunker che includa lo scavo. I costi cambiano in base alla capienza e alle finiture.
Le richieste sono particolarmente alte nelle aree considerate sensibili, vicino a basi militari, aeroporti o confini. Per una struttura base di 50 metri quadrati il costo varia tra 150 e 300 mila euro. I progetti più avanzati superano il milione di euro e includono sistemi di ventilazione sofisticati, cucine attrezzate, aree relax e camere insonorizzate.
I primi esempi in Italia
Anche nel nostro Paese stanno nascendo progetti concreti. A Brescia è in costruzione il primo villaggio bunker antiatomico italiano con otto appartamenti rifugio, a partire da 180 mila euro. A Torino è stato annunciato il primo bunker antiatomico di lusso in un condominio italiano, nello storico palazzo Alfieri, ex sede del Banco di Napoli, dove il caveau sotterraneo sarà trasformato in rifugio per i residenti.
Nel 2012 fece molto discutere un comunicato stampa diffuso da Immobiliare.it dedicato alle abitazioni dotate di bunker, che in breve tempo divenne tra i contenuti più cercati online. L’esempio citato era una villa in vendita a Montesilvano. Oltre al doppio garage, alla vista sul mare e a un giardino privato di 3.000 metri quadrati, la proprietà disponeva anche di un bunker antiatomico sotterraneo, descritto nell’annuncio come in buone condizioni.
A Riolo Terme, nel Ravennate, invece, con una cifra di 1.800.000 euro era possibile acquistare una grande villa di lusso immersa in un parco secolare, con finiture di pregio e un bunker progettato per resistere ad attacchi atomici, batteriologici e chimici.

