Palermo, "non calunniò un collega": medico prosciolto

“Non calunniò il titolare di un laboratorio”, medico prosciolto

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Lo scontro fra colleghi si chiude con un nulla di fatto

PALERMO – Il fatto non sussiste. Il giudice per l’udienza preliminare ha prosciolto il medico Celeste Zappalà. Da persona offesa si era ritrovata sotto processo per calunnia.

L’esposto del medico e l’ipotesi calunnia

Fabio Massimo Buccheri, medico di 53 anni, era stato iscritto nel registro degli indagati sulla base di un esposto anonimo del 2024 in cui veniva accusato di svolgere abusivamente e fittiziamente delle analisi di laboratorio nella struttura F.M.B. di cui è legale rappresentante.

Le indagini dei carabinieri del Nas fecero emergere la circostanza, poi confermata dalla donna, che fosse stata lei l’autrice dell’esposto. Le accuse però erano state ritenute non riscontrabili e dunque calunniose.

Passa la linea difensiva

Zappalà, difesa dall’avvocato Gianluca Calafiore, ha sostenuto che se fosse stato possibile riesaminare il contenuto della provetta al centro della questione sarebbe stato confermato il contenuto dell’esposto.

La dottoressa Zappalà, titolare del laboratorio Citobiolab, ha denunciato una serie di irregolarità nell’esecuzione degli esami per il papilloma virus solo che le indagini non hanno potuto riscontrarne la veridicità. Di certo il medico non era responsabile di una calunnia.

Ha parlato “di paradosso in cui mi trovo per avere provato a salvare le donne, per avere cercato di fare chiarezza con la consapevolezza di aiutare e spero che a prescindere dagli esiti del processo a mio carico il papilloma virus sia trattato con serietà”.


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