Carceri siciliane sovraffollate |"Crocetta riferisca all'Ars" - Live Sicilia

Carceri siciliane sovraffollate |”Crocetta riferisca all’Ars”

Cordaro e Apprendi denunciano i disservizi delle strutture carcerarie nell'Isola.

L'interpellanza
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PALERMO – Problemi di sovraffollamento, carenze di servizi essenziali, problemi burocratici che allungano i tempi di cura per i malati. Sono le strutture carcerarie siciliane descritte dai deputati regionali Toto Cordaro e Pino Apprendi, che in una conferenza stampa tenuta oggi a Palazzo dei Normanni hanno chiesto al governatore Rosario Crocetta di riferire al parlamento sui problemi in cui versano gli istituti di pena dell’isola.

Nelle carceri siciliane sono presenti 5.900 detenuti, di cui il sessanta per cento sono persone al di sotto di quaranta anni e il venti per cento sono extracomunitari. “Sono dati che dimostrano come il carcere sia sempre più un problema di giovani ed extracomunitari – dice Apprendi, deputato del PD – questo fatto è anche correlato ai problemi sociali che attraversano la Sicilia, come la disoccupazione”. Il numero dei detenuti siciliani è comunque eccessivo e mal distribuito, sottolinea Cordaro, deputato del gruppo Cantiere Popolare: “Abbiamo riscontrato problemi di sovraffollamento in tutti i carceri siciliani. In tre strutture, quelle di Agrigento, Siracusa e Catania, sono detenute più di cento persone al di sopra del numero massimo di capienza. Questo problema è causato anche dalla cattiva distribuzione dei detenuti – ha detto ancora Cordaro – perché alcuni istituti penitenziari, essendo adibiti a ospitare solo detenuti con condanne definitive, non sono sfruttati abbastanza”.

A suscitare l’allarme sono anche le condizioni di vita quotidiana nelle carceri, dalla presenza di docce alla burocrazia che rallenta l’assistenza sanitaria per i detenuti malati, e il rallentamento dell’iter per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari in cui vengono ospitati detenuti con problemi psichiatrici: “Il decreto con cui si ordinava la chiusura degli OPG e l’apertura di strutture alternative – dice Cordaro – è stato parzialmente rispettato grazie all’apertura, da parte dell’ex assessore Borsellino, delle residenze sanitarie per le misure di sicurezza di Naso e Caltagirone. Queste strutture però non sono sufficienti per il fabbisogno della Sicilia”.

Per questo, sostengono Cordaro e Apprendi, è necessario richiamare l’attenzione delle istituzioni chiedendo l’intervento del Garante per i diritti dei detenuti Giovanni Fiandaca, nominato nell’aprile scorso dopo che la figura del garante era rimasta vacante per tre anni. “Nonostante la legge regionale richieda al garante una relazione annuale – dice Cordaro – l’ultima relazione risale al 2012. Vogliamo quindi stimolare il garante attuale ad attivarsi al più presto su questo tema così delicato”. Ma è a Crocetta che i due deputati chiedono di riferire in aula: “Il presidente Crocetta non ha risposto a un’interpellanza su questi temi presentata in settembre da me e altri tre deputati – dice Cordaro – ora esigiamo che venga a rispondere in parlamento sulla situazione dei carceri siciliani”.

 


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