Cascio: "Avremo tanti contagi, vi spiego le varianti del Covid"

Cascio: “Avremo tanti contagi, vi spiego le varianti del Covid”

Niente lockdown, sì al passaporto vaccinale. Le risposte dell'infettivologo.
L'INTERVISTA
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Professore Antonio Cascio, direttore dell’unità di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo, che cos’è la variante inglese del Covid?
“E’ un virus che ha subito una mutazione che, in questo caso, lo ha reso più diffusibile. E’ una cosa che può capitare, nell’ottica dell’evoluzione naturale degli organismi. Le varianti meno competitive si perdono. Quelle più forti resistono e, alla fine, si impongono”.

Dunque è possibile che la variante inglese, nel giro qualche settimana, prenda il posto del Covid, diciamo così, tradizionale?
“Sì, è possibile”.

Perché un virus muta?
“Perché compie degli errori durante la replicazione del materiale genetico, in parole povere. Più un organismo è semplice, più accade”.

Non lo fa per essere più forte?
“No, un virus non pensa e non ragiona. Non elabora strategie a tavolino. Aggiungo: per fortuna”.

Cosa sappiamo della variante inglese?
“Sicuramente che è più contagiosa, non credo più letale, direttamente. Ma il punto è chiaro: più infezioni vuol dire più pazienti, più affollamento negli ospedali e più vittime, purtroppo. Non siamo alla fine del tunnel”.

Come andrà la diffusione del Covid, con le varianti, compresa questa?
“Avremo ancora tantissimi contagi, prima che con la vaccinazione sia raggiunta l’immunità di gregge. Fino ad allora, tutte le persone non ancora immuni rischieranno di essere contagiate. Io comunque penso che i vaccini già in circolazione siano efficaci, resta da vedere in che misura, pure nei confronti delle varianti. A poco a poco, fra infezioni naturali e vaccinazione saremo tutti immunizzati. Magari, fra qualche tempo, il cosiddetto Covid sarà endemico come un raffreddore e non provocherà lo sconquasso a cui stiamo assistendo”.

Come possiamo difenderci, in attesa della punturina al braccio?
“Sono contrario al lockdown, perché non è sostenibile. Si devono, a tutti i costi, rispettare le regole con le mascherine e i distanziamenti”.

In Sicilia si parla di timide riaperture.
“Io sono favorevole, con cautela. E sono per il passaporto vaccinale che dia, a chi è immunizzato, una maggiore libertà di movimento”.

Ma noi sappiamo che chi è vaccinato potrebbe contagiare un non vaccinato.
“Teoricamente sì. Ma, se cinquanta persone immuni vanno insieme al ristorante, sono comunque protette”.

Come sta andando, secondo lei, la campagna vaccinale?
“Si tratta di operazioni complesse. Un’anagrafe vaccinale centralizzata sarebbe stata di grande aiuto, ma non c’è. Una cosa vorrei dire, su tutte”.

Prego.
“I vaccini in circolazione sono tutti buoni. Non mettiamoci a distinguere tra un prodotto e un altro. L’essenziale è vaccinarsi”.

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