Catania, cast di stelle per "Cavalleria Rusticana", omaggio al centenario di Verga

Cast di stelle per Cavalleria Rusticana, omaggio al centenario di Verga

Orchestra Sinfonica Siciliana e Coro del Teatro Massimo Bellini.
CATANIA
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CATANIA –  Un cast stellare per la nuova produzione della mascagnana “Cavalleria rusticana” con la quale il Bellini International Context rende omaggio al centenario della morte di Giovanni Verga. Non è solo la musica del Cigno catanese ad avere infatti  cittadinanza nella  ricca kermesse, direttamente promossa e organizzata dalla Regione Siciliana, che ha scelto di configurare il cartellone come  un articolato  “contesto culturale” dagli orizzonti ampi e aperti. L’appuntamento è  per venerdì 16 settembre alle ore 21, nel piazzale della Villa Bellini, che ospiterà la serata dal titolo “Sicilia: suggestioni da Bellini, Pirandello, Verga”, in cui, come meglio diremo,  i capolavori musicali si fondono alle Belle Lettere. 

Una proposta  raffinata e al tempo stesso popolare, che vede come  partner della Regione due prestigiose istituzioni, quali la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e il Teatro Massimo Bellini. 
Si parte appunto con la sinfonia del “Pirata”  belliniano cui seguirà la suite orchestrale “La giara”, che Alfredo Casella ha tratto dal proprio balletto ispirato alla novella di Pirandello. Particolarmente attesa l’esecuzione di “Cavalleria rusticana”, atto unico che i   librettisti Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido  Menasci basarono, com’è noto, sulla fonte verghiana. 

L’Orchestra Sinfonica Siciliana, dopo i brani di apertura, si unirà qui al Coro del Teatro Massimo Bellini. Sul podio Marcello Mottadelli, bacchetta di chiara fama, mentre la messinscena è  firmata da Alfonso Signorini, celebre giornalista sempre più attivo come sapiente regista lirico, che si avvale per l’occasione dell’assistente Lorenzo Roberti. Il coro è istruito da Luigi Petrozziello.  

A dare vita sulla scena alla tragedia della gelosia saranno nomi di spicco della lirica internazionale: Anastasia Boldyreva (Santuzza), Walter Fraccaro (Turiddu), Elia Fabbian (Alfio), Sabrina Messina (Lola),  Agostina Smimmero (Mamma Lucia). Gli intermezzi danzati sono affidati ai rinomati ballerini Michele Esposito e Zeudi Testa. I costumi sono di Giovanna Giorgianni, movimenti mimici e coregrafici di Giuseppe Bonanno. Di stampo tradizionale e “verista”  è  l’allestimento scenico è del Teatro Massimo Bellini. 
Tanti insomma i motivi di interesse e attrazione di un progetto musicale tutto declinato sulla sicilianità, che  diventa quanto mai intrigante e appassionante, se riesce – come in questo caso – ad annodare una simbiosi e un equilibrio perfetti  fra letteratura e musica. 
Incipit del programma è l’ouverture de “Il pirata”, melodramma che Vincenzo Bellini e il librettista Felice Romani – partendo da una fonte letteraria gotica – ambientarono presso un maniero della costa siciliana, come recita il libretto: “La scena è in Sicilia; nel castello di Caldora, e nelle vicinanze.

E veniamo al Girgentano. Uno dei primi compositori ad interessarsi alla sfaccettata Sicilia letteraria pirandelliana fu Alfredo Casella, che venne letteralmente conquistato dalla novella “La giara”, composta dal commediografo nel 1906, e pubblicata sul “Corriere della Sera” prima e poi edita nella raccolta Novelle per un anno, per i tipi di Bemporad nel 1927. Già nel 1916 Pirandello ne aveva tratto la commedia omonima, che attirerà appunto l’attenzione di Casella. Dal 12 luglio al 27 agosto 1924 il compositore piemontese ne scrive l’intera partitura per un balletto in un atto, dello stesso anno è una lettera che racconta la collaborazione con lo scrittore siciliano: “In poche ore di comune lavoro con Pirandello, il libretto fu pronto e mi posi all’opera con vivissimo entusiasmo”. La prima ebbe luogo a Parigi al Théâtre des Champs-Elysèes il 18 novembre, sotto la direzione dell’autore e con le scene di Giorgio De Chirico.

Ancora più viva nell’immaginario collettivo è la novella verghiana “Cavalleria rusticana”, inserita nella raccolta “Vita nei campi”, pubblicata da Treves nel 1880. In seguito lo scrittore etneo l’aveva trasposta per teatro e tale versione, con Eleonora Duse nel ruolo di Santuzza e Flavio Andò in quello di Turiddu, aveva riscosso nel gennaio 1884 grande successo al Teatro Carignano di Torino. 
Il 9 marzo del 1890 Pietro Mascagni da Cerignola invia una lettera a Verga dove precisa: “[…] presentai al concorso Sonzogno un’opera col titolo “Cavalleria rusticana” tolta completamente dal suo tanto noto lavoro… Usandomi l’immensa gentilezza di darmi il suo consenso, Ella ha il diritto di imporre i patti che crederà utili o necessari”.

Ottenuto il consenso, Mascagni esprime “eterna riconoscenza e devozione” in un’altra missiva datata 27 marzo, ma la cordialità fra scrittore e musicista sarà destinata a svanire in breve tempo, per questioni legate all’accordo economico, e Verga da parte sua maledirà “l’ora e il momento della condiscendenza”. Della polemica rimane il sapore amaro, ma niente ha potuto arginare l’enorme favore che da sempre gratifica quella che rappresenta una della opere liriche più amate e gettonate. E “Cavalleria rusticana” si conferma scelta oblbligata per commemorare, anche in musica, il centenario della morte del padre del Verismo nell’ambito delle celebrazioni di questo 2022.

Info e biglietti.  Ricordiamo che all’interno del calendario del Bellini International Context, una parte degli spettacoli è a pagamento ed è già attiva la vendita dei biglietti sul circuito boxofficesicilia e boxol.it
Gli altri eventi sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti. È inoltre attivo un Info Point presso il Teatro Massimo Bellini di Catania. Info: bellinicontext.it


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