Catania, San Berillo e l'eterna attesa della riqualificazione

Catania, San Berillo e l’eterna attesa della riqualificazione

Mentre si ferma l'iter per Corso Martiri della Libertà, nel vecchio quartiere va avanti l'iniziativa privata.
CENTRO STORICO
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CATANIA – Ruspe, cemento e cantieri a San Berillo, ma non nell’area vuota che attende da decenni di essere riqualificata. Mentre nel “quartiere a luci rosse” di Catania qualcosa si muove, palazzine fatiscenti vanno giù per essere sostituite da nuovi edifici, in Martiri della Libertà si giunti a un impasse.

Il contenzioso

L’iter per la realizzazione del parcheggio interrato con area a verde, secondo step dell’esecuzione degli oneri di urbanizzazione a carico dei proprietari delle aree previsti da un accordo siglato con il Comune, si è bloccato di fronte al ricorso al Tar dei locatari di un’area tra la via Rizzo e la via Sturzo dove attualmente insiste un parcheggio. I titolari dell’attività  hanno avviato un contenzioso contro il decreto del Comune che intimava loro di lasciar libere le aree. Si sono rivolti al Tar per chiedere la sospensiva del decreto e l’hanno ottenuta, bloccando di fatto la prosecuzione dell’iter per l’avvio dei lavori per la realizzazione del parcheggio con annessa aera a verde. “I miei clienti stanno svolgendo l’attività – spiega l’avvocato Fabio Greco, ricordando come il contratto scada nel febbraio 2025 e augurandosi la composizione bonaria della faccenda.

Il ricorso di Istica

Nessuna composizione bonaria ma un ricorso. Lo ha presentato Istica – che rappresenta i proprietari della maggior parte delle aree libere di corso Martiri della Libertà. “Ci siamo subito mossi e fatto ricorso contro l’ordinanza – afferma Aldo Palemeri, rappresentante della società. Aspettiamo la risposta entro l’inizio del mese di dicembre ma siamo fiduciosi – prosegue – perché siamo di fronte a un evidente interesse pubblico. Noi privati dobbiamo realizzare il parcheggio e poi consegnarlo, trasferendone la proprietà, al Comune perché rientra nell’ambito delle opere di urbanizzazione primaria – aggiunge”.

Corso Martiri della Libertà, ancora attesa

Bisogna quindi attendere per capire quali saranno i tempi per la prosecuzione degli oneri di urbanizzazione preludio alla possibilità che i cantieri per la riqualificazione di corso Martiri della Libertà possano partire. La gara per il parcheggio è in fase di esecuzione e si sta procedendo con la verifica di alcune offerte considerate anomale. Nel frattempo, i lavori fervono a San Berillo. L’iniziativa privata va avanti e, in attesa di una riqualificazione generale che non arriva, si procede a piccoli passi.

L’iniziativa privata a San Berillo vecchio

Un nuovo albergo al posto di una palazzina fatiscente in via Di Prima. È uno degli ultimi cantieri della zona, che ha visto negli ultimi anni la riqualificazione di una porzione del quartiere multietnico di Catania, sul quale si sono levate alcune polemiche. “È stata fatta tanta cagnara per nulla – afferma l’assessore all’Urbanistica, Enrico Trantino. Il palazzo era malandato e sarebbe caduto se nessuno interveniva. Noi tra l’altro, abbiamo disposto con la Sovrintendenza che venga caratterizzato mediante realizzazione non di un falso storico, ma mediante la facciata originale – continua. Le pietre, numerate una ad una, saranno riposizionate nella posizione originaria”.

Quale futuro

L’iniziativa privata, al momento, sembra l’unico baluardo contro il degrado degli immobili. “Nelle condizioni in cui ci troviamo, l’unica possibilità è che gli imprenditori si muovano – prosegue l’assessore Trantino. Non abbiamo centinaia di migliaia di euro per espropriare e dobbiamo contare sull’iniziativa dei proprietari affinché si possa ristrutturare”. Ciò non significa che il Comune non abbia in mente cosa fare per riqualificare San Berillo vecchio. “Per riqualificare quel quartiere abbiamo tracciato delle linee guida con uno studio di dettaglio del centro storico – continua – che deve passare al Consiglio comunale. Uno strumento che possa permettere la demolizione e ricostruzione, fermo restando che su ciascun intervento dovrà esprimersi la Sovrintendenza”.


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