Catania, summit tra 40 Comuni | per i milioni dell'Ue - Live Sicilia

Catania, summit tra 40 Comuni | per i milioni dell’Ue

il sindaco Bianco: "Abbiamo più siti Unesco di tutti e non riusciamo ad attirare turisti. Dovranno ascoltarci che Palermo e Roma lo vogliano o meno”

I siti Unesco
di
8 Commenti Condividi

CATANIA. Quaranta Comuni che ricadono sui sette siti dell’Unesco. Si sono dati appuntamento questo pomeriggio a Palazzo degli elefanti per “fare squadra”. Tanto per prendere in prestito una sorta di slogan che è aleggiato per tutto il tempo dell’incontro all’interno dell’aula consiliare. Il punto è semplice. O, almeno, si fa per dire. Dato che L’Ue premia con cospicui finanziamenti quei progetti che valorizzano il territorio è importante che si costituisca una rete che riesca a coinvolgere tutti. E così, dalle Eolie a Modica passando per Palermo e Catania ecco che oggi pomeriggio sono state poste base di un progetto destinato a chiudere il cerchio in già in tempi brevi. In ballo ci sono 60 milioni di euro. “La Sicilia è la regione che vanta al mondo il maggior numero di siti dichiarati “Patrimonio dell’Umanità” – spiega a Livesiciliacatania il primo cittadino del capoluogo etneo Enzo Bianco – e sa qual è il risultato? Che non riusciamo ad intercettare un solo turista. Ed allora dobbiamo fare squadra, sfruttare anche l’Expo dell’anno prossimo, chiedendo anche aiuto alla Regione: ma, stavolta, parte tutto dal basso. Dovranno ascoltarci che Palermo e Roma lo vogliano o meno”. L’incontro si è concluso ridandosi appuntamento alla prossima settimana. Adesso, c’è da allestire un comitato tecnico-scientifico composto da sette personalità di rilievo (che avrà una funzione di consultorio) ma anche un comitato esecutivo.

“Adesso bisogna in ogni modo essere operativi – racconta Aurelio Angelini direttore Fondazione patrimonio Unesco Sicilia -. L’idea è quella di non sprecare i fondi europei in modo di fare diventare il nostro territorio un grande polarizzatore cultura e turismo. Il prossimo anno l’Expo attirerà ben 15 milioni di persone: noi dobbiamo riuscire ad intercettarne una parte per consentirgli di incontrare le eccellenze della nostra terra”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

8 Commenti Condividi

Commenti

    Ottima idea, bene fare commissioni e comitati, il problema si pone quando si deve operare e si deve rendicontare. Non esiste la professionalità nè una normativa chiara per gestire cose di questo genere in Sicilia e negli enti pubblici. Si possono fare articoli di giornale.

    Va modificato profondamente il sistema della gestione dei fondi europei a livello locale, sia per una nostra impreparazione culturale specifica che per le enormi differenze burocratiche amministrative del sistema con quello di ispirazione nord europea sul quale sono strutturate i progetti. La Regione Sicilia dovrebbe dialogare con coloro che amministrano le sue città e dovrebbe farlo non tanto a livello politico ma piuttosto a livello amministrativo, usufruendo del dialogo con le istituzioni. Dovrebbe poi riportare tutte le difficoltà ed i propri limiti o le proprie potenzialità in Commissione Europea cercando e proponendo soluzioni diverse per territori con proprie specificità.

    @lorenzo.. siamo in sicilia vero?? la regione col piu’ alto tasso di corruzione evasione ed abusivismo d’europa… e tu vorresti dialogare con le amministrazioni… usufruendo del dialogo…
    sappi che le nostre amministrazioni manco sanno che significa “usufruire”… devono prendere il vocabolario…

    Ottimo, Un buon motivo per organizzare riunioni convengni azioni …. con relativi viaggi, alberghi, cene, e accompagnatori tutto a carico del contribuente ovviamente!

    Concordo, ma il mondo cammina comunque e Noi abbiamo il dovere di cercare le soluzioni pe lo sviluppo del territorio se vogliamo evitare una nuova e drammatica emigrazione giovanile e una nuova depressione economica. Non possiamo restare nel ghetto in cui alla fine dell’ottocento ci aveva gettato il teorema giornalistico del brigantaggio meridionale dietro le pseudo teorie di Cesare Lombroso, antropologo criminale. Anche se ora la ricerca Storica ha fatto giustizia tuttavia il sud ha pagato grandi prezzi con la grande emigrazione e la miseria. La Sicilia oggi comunque è lontana dall’Europa e non ha gli strumenti normativi e il personale adeguato per accedere alle risorse comunitarie; su questo tema va aperto un discorso serio e documentato se si vuole guardare avanti.

    Non capisco il senso del tuo ragionamento. Secondo te i bandi europei sono troppo complicati e in Sicilia non ci sono competenze per prendere questi bandi e tradurli in progetti validi?
    Non credo sia così, ti assicuro che in vari enti locali ci sono fior di dirigenti validi ed esperti in progettazione comunitaria. Il problema è a livello politico-imprenditoriale: se c’è da “mangiare”, la politica insieme alle organizzazioni imprenditoriali o alle università danno il loro input e si mette in moto la macchina progettuale; in caso contrario tutto rimane fermo.
    Non a caso i soldi pubblici per il fotovoltaico e l’eolico, quelli per corsi di formazione assurdi o per pseudo master universitari ci sono sempre stati.
    Tornando alla questione dei siti Unesco non mi sembra sia colpa della Regione o dello Stato se l’Etna è piena di discariche abusive o se i palazzi barocchi catanesi sono imbrattati da graffiti e manifesti abusivi…

    Ma Quanti di questi progetti dopo l’utilizzo dei primi acconti non sono andati in contenzioso con interventi della magistratura perché non sono state fatte le rendicondazioni nei termini cronologici e giuridici? E quanti miliardi di euro destinati alla Sicilia sono andati a incrementare le casse dei paesi del nord Europa o dei paesi emergenti per finanziare opere di vario genere. Solo alcuni grossi finanziamenti gestiti dai soliti noti sono andati a buon fine ma sono sotto inchieste interminabili come provano gli articoli di giornali. Il disastro della Sicilia è sotto gli occhi di tutti.

    Basta fare una piccola indagine per scoprire che”Il2007/2013 è stata l’ULTIMA GRANDE occasione per la Sicilia di ricevere fondi europei in ampia abbondanza!” C’è da essere orgogliosi, in effetti, nell’essere considerati in Europa quale area depressa e nell’essere rappresentati da politici che lottano per mantenere questa condizione. E, d’altra parte, si è visto come sono stati spesi i soldi assegnati a noi Sicilia area depressa …! Non utilizzandoli per niente o, addirittura, subendo delle multe da parte della Commissione Europea per la lentezza delle procedure! Un processo che, paradossalmente, riporta i fondi europei proprio nelle tasche di coloro che sanno gestirli (i paesi ricchi del nord Europa) ma, devo dire, anche di coloro che si attrezzano a saperli gestire cioè i paesi dell’est di nuova adesione e, nei casi eleggibili, anche di grandi potenze emergenti come Cina ed India.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.