Centrodestra, ballottaggi amari| La ferita profonda di Siracusa - Live Sicilia

Centrodestra, ballottaggi amari| La ferita profonda di Siracusa

Il voto non aiuterà a distendere il clima già teso all'interno della coalizione.

L’aria nel centrodestra siciliano era già pesante. E certo questi ballottaggi non aiutano a rasserenare il clima. Perché la coalizione ha rimediato due ceffoni a Messina e Siracusa, vedendo ribaltato il risultato del primo turno.

A Messina è andata come in fondo si poteva prevedere, fiutando lo spirito dei tempi. Il centrodestra aveva puntato su Placido Bramanti, medico, accademico, direttore del Centro Neurolesi Bonino Pulejo, roccaforte di uno dei grandi poteri della città. Lo aveva scelto Nello Musumeci, la coalizione lo aveva seguito compatta con la forza di fuoco di dieci liste. Al ballottaggio è stato un bagno di sangue. Lo scatenato Cateno ha travolto tutto e tutti come un ciclone, con i suoi slogan antisistema, con la sua retorica da tribuno figlio del popolo, con la sua presenza tangibile nelle periferie. Non è servita a Genovese e soci la lezione di cinque anni fa, quando la città dello Stretto pur di fare un dispetto ai potentati aveva premiato la t-shirt, le infradito e il pacifismo di Renato Accorinti. Il copione è stato più o meno lo stesso. Con gli stessi sconfitti, sinistra inclusa (sotto l’Università niente, verrebbe da dire, almeno dal punto di vista della raccolta dei consensi).

Ancora più amara è la sconfitta di Siracusa. Qui il centrodestra aveva sfiorato il successo a primo turno. A Paolo Reale era mancata una manciata di voti. Quelli di Fabio Granata, che aveva fatto concorrenza a destra con la lista di #DiventeràBellissima, e che ora si appresta a fare l’assessore di Francesco Italia. Una ferita aperta nel centrodestra, che era stata rimarcata da Gianfranco Miccichè. E che adesso, visto come è andata a finire, si farà sentire ancora più dolente.

E se a Messina il candidato scelto da Musumeci ha fatto un flop e a Siracusa il simbolo del movimento di Musumeci ha sostanzialmente fatto perdere la sfida al centrodestra, paradossalmente nei ballottaggi che sorridono alla coalizione fa festa proprio #DiventeràBellissima, che rivendica con Alessandro Aricò la vicinanza al movimento dei tre sindaci eletti a Comiso, Piazza Armerina e Partinico. A Ragusa poi vince il candidato spinto da Fratelli d’Italia, che a Roma fa da sponda ai leghisti. Sarà contenta Forza Italia.

Insomma, se nella coalizione che sostiene il governo regionale i rapporti erano già molto tesi, così come si era avuto modo di vedere all’Ars in occasione dell’esame del collegato, l’esito del voto non sembra aiutare a distendere il clima. E proprio ieri, prima della chiusura dei seggi, Gianfranco Micciché è uscito con un’altra dichiarazione che dà la cifra del clima che si respira nel centrodestra. “Forza Italia deve capire che l’abbraccio con la Lega sarebbe un suicidio, un vero e proprio abbraccio mortale – ha detto il commissario regionale del partito berlusconiano -. Chi continua a parlare di partito unico nel centrodestra non ha compreso, o fa finta di non comprendere, che Forza Italia ha la maggior parte dei suoi voti al Sud e che al Sud non importa quasi nulla del monologo leghista su vaccini e immigrati. Qui al sud abbiamo ben altri problemi e finora nessun esponente di questo governetto ha speso due parole sul Mezzogiorno”. L’ennesimo messaggio ai sovranisti e a quanti sembrano pronti a farsi sedurre dai suddetti.


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