Come eravamo diversi | quando ancora c'era Joe - Live Sicilia

Come eravamo diversi | quando ancora c’era Joe

La storia di O' Dell tredici anni fa
di
24 Commenti Condividi

Quest’uomo che fu sindaco nostro e della speranza – malinconico o perplesso nello scatto – può essere benedetto o inchiodato con diversi aggettivi, tutti forse legittimi. Ma a distanza di anni, vorrei dirgli grazie per un dono, uno soltanto. Per avere preso per mano e condotto a Palermo il corpo e l’anima di Joseph O’ Dell – condannato a morte e assassinato in Virginia – per averlo trapiantato qui, nel cuore di tutti. E il dono resta, anche se non ne siamo stati degni.
Joseph detto Joe fu ucciso con un’iniezione letale il 23 luglio del 1997, tra un po’ sarà compleanno.  Pochi giorni dopo, per volere di sua moglie, Lori Urs, e ostinazione di Leoluca Orlando, conobbe la pietosa sepoltura di Palermo, una delle città che più l’aveva amato e che più si era battuta contro un’esecuzione non suffragata dalla certezza. Ma c’era molto altro dietro la partecipazione che ci teneva svegli le notti. Gli occhi di quell’uomo avevano attraversato l’oceano e si erano impressi in una zona molle della nostra sensibilità. Vittorio Zucconi di “Repubblica” scriveva articoli che ci portavano Joe, un estraneo,  in casa. Si compì il miracolo della vicinanza con un dolore talmente lontano.  Lui, Joseph, diventò uno di noi, una vittima da salvare. Colpevole o innocente, che importanza aveva? E, in quella età mezzana dell’estate, Palermo si vide finalmente cambiata, all’apice del suo rinascimento. Palermo, come una persona unica, sapeva amare e consolare, sapeva allargare le braccia e stringere per confortare, poteva essere un punto di riferimento: da capitale della mafia a roccaforte della dolcezza. Palermo amava e soffriva gratis per un milite ignoto della condanna capitale.

Sono tornato un paio di anni fa sulla tomba di Joe, che mi tenne sveglio per più di una notte, a Santa Maria di Gesù. Una lapide spoglia. Anche le ultime mani che portavano fiori si sono dileguate. Ho tentato di accarezzare la pietra tombale, come si accarezza un viso, per cercare un contatto, per ritrovare il me stesso di allora. Niente, nemmeno una goccia di pietà, neanche un battito. Forse siamo cambiati tutti e con noi è mutata Palermo. Ha smarrito la compassione, per diventare sporca, feroce e raminga. Magari è solo tempo che passa. Ieri la nostra bandiera era Joe ‘O Dell, oggi il nostro simbolo è una pantera che si aggira tra i boschi. Ed è già nobile, perché poi c’è la munnizza. Colpa di chi? Forse pure dell’uomo della foto e dei sogni che non seppe inverare, delle promesse che non riuscì a mantenere. Forse pure nostra, perché scambiammo il sindaco per un Mago di Oz. Intanto, il guaio è fatto. Abbiamo dato il cuore in pasto alla smemoratezza e al cinismo. Ecco perché fissare gli occhi dell’uomo della foto è un gesto che riflette di sponda malinconie assortite. Mette tristezza.
Riposa in pace Palermo. Addio Joe.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

24 Commenti Condividi

Commenti

    Non rimpiango… e cito John Lennon (vs Giotto)………
    Intelligenti pauca.

    L’Eco di Bergamo, L’ECO di Putignano, L’Eco di Orlando. Un sindaco che fu. L’uomo, che ha illuso se stesso ed i palermitani, facendo intravedere, ma non più di un riflesso nella pozzanghera delle sue molte incongruità, un risorgimento che le stesse premesse condannavano all’effimero. Una truffa consumata a danno della Sicilia e dei siciliani tutti per maggior gloria del suo inventore. Tra lui e Bassolino, l’altro venditore di sogni fasulli al solo fine di realizzare i loro proprio sogni, sarebbe difficile stabilire chi è stato il peggiore. Più che un’oasi nel diserto, un miraggio illusorio del deserto. Appunto, “ un Mago di Oz.”

    No, non é colpa dell’uomo della foto, ma del saltimbanco che lo ha sostituito e della sua corte di lacché e di aspiranti beneficiati.

    Intelligenti pauca.

    Quanto alla pietà esiste ancora nell’animo della maggior parte delle persone, ma il suo esercizio non é sport praticato pubblicamente nell’Italia dei Calderoli, Berlusconi, Tremonti, Bossi-Fini e nani vari. Palermo dei nani nell’Italia dei nani.

    Dinanzi alla lapide di O’ Dell “nemmeno una goccia pietà, neanche un battito”, scrive l’ottimo Roberto Puglisi riferendosi all’oggi e analizza così, con una sintesi mirabile, un fenomeno emotivo che, seppure macroscopico, rimase sotto traccia. Oggi Roberto, come sa fare lui, accende un faro e ci consente di capire. Io gli propongo una verifica: si rechi al Pantheon di Roma e si fermi dinanzi al sepolcro di Raffaello, quello di Urbino, il pittore, morto da 490 anni. Mi permetto di affermare che certamente proverà emozioni grandi e molteplici. Sentirà di trovarsi a tu per tu con un Gigante e gli sarà riconoscente per avere effuso, con la bellezza della Sua arte, il dono della crescita eterna e vera dell’uomo. Eterna e vera.
    Il povero O’ Dell, povero perché patì, come tanti, l’atroce conseguenza di un sistema penale incivile, e cessato l’effetto mediatico che sottolineò ancora una volta l’iniquità della pena di morte, nulla può darci e noi nulla a lui. Il suo rito di pietà è stato compiuto e si è esaurito. Dunque neanche O’ Dell ne ha tratto un beneficio. A beneficiarne fu quel sindaco di Palermo, a cui non mancava l’intelligenza di saper mettere a frutto ogni circostanza dall’alto potenziale emotivo per trasformarla in personale benemerenza. E in tanti, forse tutti, ne rimanevamo coinvolti. Ormai, per fortuna della nostra libertà di pensiero, è finito tutto. Come per il povero O’ Dell.

    Orlando può avere commesso degli errori. Chi non li commette? Ma credo sia stato una delle poche persone per bene che abbia fatto il sindaco a Palermo. (forse l’unico, ma lo penso e non lo dico). A Palermo non c’è spazio per le persone per bene.

    in questo spaccato di vita più di Joseph, detto Joe, al quale in ogni caso venne garantita una civile sepoltura, diritto insopprimibile di ogni essere umano di questa Terra, si accenna a quella Primavera di Palermo che costituì anche Speranza, strumentale o meno non ha importanza.
    Oggi, con professionisti della politica diversi per estrazione culturale, non esiste neanche quella, la Speranza, ed in modo particolare quelli che non possono, giungendo alla fine del percorso terreno, non hanno certezza di quella civile sepoltura che un discusso Sindaco in ogni caso garantì persino a chi veniva identificato anche come un reietto: costoro, probabilmente, in compagnia di buona parte della Casta attuale di governanti, non avevano, e non hanno, letto A’ Livella, là dove Tutti quanti diventiamo uguali, oppressori ed oppressi.
    Rimane il fatto che la Primavera di allora ha ceduto il passo alla Mortificazione: chiedersi e domandarsi il perchè costituisce anche arte futile se non si dà ascolto alla propria coscienza, tacitata a volte da oscuri interessi.

    Quel 23 Luglio 1997 avevo già abbandonato il mondo dei sogni, e con molti lividi nell’anima facevo parte di quello degli adulti. Ed era stato Luca Orlando che mi aveva fatto rendere conto che tutti i ”Siciliani onesti” avevano perso la speranza non soltanto in via Carini, dove fu ammazzato il generale Dalla Chiesa, ma anche nella possibilità di una vera rinascita. La ”primavera siciliana”era dunque un bluff. Capimmo tutti, chi era libero, che ogni occasione veniva utilizzata pro domo propria dal nostro Sindaco, per crescere in popolarità, per aumentare il proprio prestigio anche internazionale, ma che tutto poi si fermava lì. Gli incarichi più prestigiosi? Agli amici più servili. Il precariato come bacino di voti? Una sua invenzione. Oggi gestiamo questa eredità.

    Il gds di qualche giorno fa scriveva dell’arcivescovove della parole sulla “Palermo ” dilaniata. All’indomani il gds, il prmo quotidiano della città, titolava il regista , l’imptenditore e cammarata: “de giorgi ha ragione “. Come se cammarata fosse il sindaco di new York. Questi siamo diventati. Una città che non si indigna e non fa suumere responsabilità ma confonde le acque. Orlando ha fatto tanti errori. Ms cammarata e’ indegno.

    Orlando sei nei nostri cuori, speriamo ad un tuo ritorno per una politica seria nella citta di Palermo.SEI e rimarrai il sindaco di PALERMO.

    dal dopoguerra,Leoluca Orlando è stato l’unico sindaco che ha fatto qualcosa di positivo x PA.Tutti gli altri sono stati e continuano ad’essere dei Fannulloni,bastardi,mafiosi e quantaltro esiste di negativo sulla terra.Che grande soddisfazione, scrivere la verità ,su questi esseri immondi.

    Nella citta di lima, ciancimino….ed oggi cammarata , come si fa a non volere ammettere che Orlando è stato il miglior o uno dei migliori sindaci di questa citta , sicuramente anche lui ha fatto errori ,ma il confronto con molti sindaci di palermo è improponibile! purtroppo questa citta non ha memoria , questa è la citta che un giorno magari eleggera l on vizzini sindaco ,facendo finta di dimenticare dei trascorsi dell on vizzini !

    Leoluca Orlando il migliore sindaco della storia di Palermo. Una persona perbene, antimafiosa, popolare, vicina alla gente, più presente nei quartieri popolari che nei salotti borghesi, non affetto dallo snobismo di certi intellettuali finti progressisti.
    Con Leoluca Orlando e con i componenti delle sua gloriose giunta (da Letizia Battaglia ad Emilio Arcuri, da Giuliana Saladino ad Alberto Mangano, da Giusto Catania a tante altre persone perbene), Palermo visse il suo momento migliore. Chi parla male di Orlando, chi denigra la mitica Primavera di Palermo, si merita la destra berlusconiana che ha distrutto e sta distruggendo la primavera di Palermo.
    Invece di inciuciare con Udc e Mpa, la sinistra riparta dall’indimenticabile esperienza della Primavera per cacciare la destra berlusconiana dalla nostra amata città.
    Quanto mi sentivo orgoglioso in tutta Italia che Palermo nel 1993 era diventata una delle città piu’ “rosse” d’italia, con il 75 % dei palermitani che votava per il candidato sindaco della sinistra. Pensare che negli anni successivi Palermo divenne capitale azzurra d’italia fa una rabbia….

    Orlando ci ha rovinati per sempre. Ha rimepito il comune di malacarne, sfaccendati ed anche le moglie dei carcerati. Tutto questa gentaglia ora lavora al comune in pianta stabile. Qualsiasi cosa o lavoro gli venga affidato o non viene fatto o viene fatto male. E questa gente ovviamente rimarrà al proprio posto fino al raggiungimento della pensione…Orlando ci ha rovinati per sempre.

    Di orlando ricordo con molta chiarezza le accuse di coplicità con la mafia nei confronti di Falcone, durante quel programma televisivo che allora si chiamava Samaracanda.
    Cinico, spregevole e ipocrita come tutti i moralizzatori.

    refuso: complicità non coplicità.

    Orlando, una persona perbene. Ha aperto le porte del Comune a tanti ex detenuti, persone che avevano ed hanno diritto a sopravvivere. Se poi parlo con qualcuna di queste persone, e quasi mi sento male…quello è un’altro discorso.

    Non è stato il miglior sindaco possibile in assoluto, ma se preso tra i sindaci che hanno governato Palermo è stato il migliore. Anche lui ha fatto i suoi inciuci, i suoi compromessi ecc ma vi devo forse ricordare in che città siamo e quali segreti meccanismi regolano l’ingranaggio delle elezioni? di fatto, purtroppo, è stato il miglior sindaco di palermo anche per la sua capacità di farci anche solo sognare una città migliore. Ma sicuramente la Palermo di allora, benchè imperfetta, era meglio della città in cui viviamo oggi..

    beh uno che ha accusato GIOVANNI FALCONE di favorire la mafia e che ha accusato portandolo al SUICIDIO il Maresciallo LOMBARDO merita di essere schifiato a vita!
    e non dimenticate che tutti i magna…. oggi pagati dai cittadini Palermitani che a migliaia popolano gli uffici comunali li ha messi lui in quel semplice programmino chiamato VOTO DI SCAMBIO.

    Non c’è un rapporto di causa ed effetto provato per quel suicidio. Orlando non ne è colpevole. Certo, quelle dichiarazioni colpirono molto tutti.

    Caro Puglisi rispetto la sua idea però si ricordi che dopo quelle dichiarazioni il sig. orlando sparì dalla scena politica salvo poi ripresentarsi (quando si dice il nuovo) come “chauffeur” del burattinaio Di Pietro.

    Io parlo di fatti accertati, caro Maurizio. Personalmente ritengo che, soprattutto su Falcone, Orlando fu perlomeno incauto.

    Il bersaglio di Leoluca Orlando non era certo Giovanni Falcone. Il bersaglio degli attacchi di Orlando era Piero Giammanco, procuratore capo della repubblica nei primi anni novanta, contestato dai suoi stessi sostituti. Orlando non ha mai attaccato Falcone, ma Giammanco (che era il capo della Procura che Orlando attaccava, mentre conosciamo la diversita’ tra Falcone e Giammanco).

    Vada a rileggersi cosa dichiarò Falcone in merito al Csm. Vada a ripescare quel video da Costanzo in cui Orlando attaccò proprio Falcone. Per piacere, almeno la storia…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.