Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


La prima cosa da fare sarebbe quella di fare rispettare a monopattini e biciclette gli stessi sensi unici delle auto e delle moto. E ve lo dice uno che giorni fa svoltando per via del Granatiere ha evitato per pochi millimetri un frontale con un extracomunitario in bici che andava di corsa controsenso e che per poco non stava pure investendo una signora a piedi. Andando tutti quanti (auto, moto, bici e monopattini) nello stesso senso di marcia potrebbero sin da subito evitarsi tanti incidenti.