Mafia, boss liberi in anticipo | La Procura: "Vigileremo" - Live Sicilia

Mafia, boss liberi in anticipo | La Procura: “Vigileremo”

Arriva il fine pena anticipato per alcuni pezzi grossi della mafia palermitana. Secondo la Cassazione, in alcuni casi, non doveva essere applicata l'aggravante della recidiva. E altri capimafia tornano a sperare.

PROCESSO GOTHA
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PALERMO – Due giorni dopo Ferragosto. Le porte di alcune carceri in giro per l’Italia si aprono. E si fa festa nei rioni popolari di Palermo. Arriva il fine pena anticipato per alcuni pezzi grossi della mafia palermitana. Sei boss condannati a pene definitive nel processo Gotha tornano ad essere uomini liberi. Hanno pagato un conto meno salato con la giustizia.

Tutto merito dell’intuizione dei loro avvocati che hanno fatto ricorso in Cassazione bollando come illegittimo il calcolo della pena inflitta sulla basa dell’applicazione della recidiva. La Suprema Corte, nei mesi scorsi, ha rispedito il processo in appello per la sola rideterminazione, al ribasso, della pena. Detto, fatto. E così, tra nuovi conteggi e fine pena anticipati, sono stati scarcerati Salvatore Gioeli, Nunzio Milano, Settimo Mineo, Rosario Inzerillo, Emanuele Lipari e Gaetano Badagliacca. Sono stati tutti condannati a pene definitive superiori ai dieci anni. Stessa sorte toccherà, a breve, ad altri imputati del processo Gotha, ma anche di altri dibattimenti visto il principio sancito dalla Cassazione che potrebbe avere ripercussioni a cascata.

“Monitoriamo con attenzione la situazione – spiega il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che coordina le indagini antimafia su una grossa fetta della città -. Le scarcerazioni, anticipate seppure previste come in questi casi, possono provocare ripercussioni negli equilibri interni a Cosa nostra”. D’altra parte, in passato, non sono mancati gli esempi di boss che, una volta liberi, sono tornati a delinquere.

Tutto è iniziato con il ricorso di Salvatore Gioeli condannato nel 2010 a 15 anni di carcere per associazione mafiosa nel processo che si basava sulle intercettazioni registrate nel box di lamiera trasformato in centrale operativa dal padrino di Pagliarelli Nino Rotolo che, fingendosi malato, aveva ottenuto gli arresti domiciliari nella sua villa. La pena definitiva era il risultato dei dieci anni inflittigli più cinque per la recidiva. Un calcolo contestato dagli avvocati Valentina e Marco Clementi secondo cui, la recidiva non poteva comportare un ulteriore aumento di pena visto che erano già state contestate altre circostanze più gravi della recidiva stessa.

I legali avevano citato una sentenza della stessa Cassazione pronunciata nell’ambito di uno dei tanti tronconi in cui si è smembrato, negli anni, il processo Gotha. La sentenza sanciva che “la recidiva è circostanza ad effetto speciale quando comporta un aumento di pena superiore ad un terzo e, pertanto, soggiace, in caso di concorso di circostanze aggravanti dello stesso tipo, alla regola dell’applicazione della pena prevista per la circostanza più grave”. Linguaggio giuridico che, tradotto in soldoni, significa niente recidiva e pena meno pesante da scontare come richiesto dagli avvocati Valentina e Marco Clementi. Uno sconto di pena che va associato ai giorni di liberazione anticipata che spettano a ciascun detenuto in base alla buona condotta carceraria. E così sono arrivate le scarcerazioni anche degli imputati difesi dagli avvocati Giovanni Castronovo, Nino Caleca, Jimmy D’Azzò, Michele Giovinco, Giovanni Restivo, Ninni Reina, Nino Rubino e Rosario Sansone.

Conti alla mano i sei imputati hanno potuto lasciare il carcere in anticipo. In alcuni casi quasi tre anni prima del previsto. Il più “fortunato”, Milano con oltre 560 giorni di carcere in meno. Sono tutti uomini di spicco della Cosa nostra che ha vissuto gli anni della guerra fra Nino Rotolo e Salvatore Lo Piccolo per il controllo di gran parte della città. L’inchiesta Gotha azzererò alcuni tra i mandamenti più potenti della città e costrinse la mafia a riorganizzarsi. Una mafia che, dopo gli arresti del giugno 2006, non sarebbe stata più la stessa. Era già stato arrestato, tre mesi prima,  Provenzano, allora toccava a Rotolo e ad altri pezzi grossi, ben presto in manette sarebbero finiti i Lo Piccolo..

Nunzio Milano, 64 anni, figlio di Nicola, detto u Ricciu – storico boss di Porta Nuova – prima di Gotha era già stato condannato nel primo maxi processo a Cosa Nostra. Poi, la sua figura emerse con prepotenza tra coloro che si erano messi a disposizione di Rotolo per ridisegnare lo scacchiere dei clan. Su Milano, padre di Nicola di recente arrestato con l’accusa di essere il reggente di Porta Nuova, né il capomafia né Gianni Nicchi, che del padrino era il figlioccio prediletto, ebbero esitazione: doveva essere lui il punto di riferimento a Porta Nuova, zona ricca di negozianti da mungere con il pizzo.

Altro riferimento di Rotolo a Porta Nuova è stato per anni Salvatore Gioeli, 47 anni. Dopo l’arresto di Nicola Ingarao, il reggente del mandamento che sarebbe stato crivellato di colpi qualche anno dopo, Mussolini, questo è il soprannome di Gioeli, aveva fatto carriera. Emanuele Lipari, classe 1961, è stato un altro personaggio di spessore a Porta nuova tanto da potersi “permettere” il lusso di dissentire dalla scelta di Rotolo di piazzare Ingarao a capo del mandamento scalzando gli anziani della zona. Anziano è Settimo Mineo, 75 anni, affiliato al mandamento di Pagliarelli e fedelissimo di Rotolo che negli anni Ottanta, in piena guerra di mafia, gli salvò la vita. Di Rotolo Mineo è stato l’ambasciatore nei rapporti con le altre famiglie mafiose: Corso dei Mille, Bolognetta e Partanna Mondello. Era l’uomo degli affari e del controllo degli appalti illeciti. Ad Altarello di Baida viveva, invece, Rosario Inzerillo, classe ’41. Agiva, in particolare nella zona di Madonna di tutto il mondo. Lo sconto di pena per la mancata contestazione della recidiva riguarda, infine, anche Gaetano Badagliacca, 68 anni, nome storico fra gli uomini d’onore del quartiere Rocca-Mezzomonreale. Uno che mise a disposizione di Ingarao, e dunque di Rotolo, tutte le sue conoscenze per accreditarlo come nuovo reggente del mandamento di Porta Nuova.

Da alcuni giorni sono tornati ad assere uomini liberi. Hanno saldato il loro conto con la giustizia prima del previsto. Le porte delle carceri si sono aperte e si è fatto festa nei rioni popolari. Adesso è ipotizzabile che anche altri detenuti presentino analogo ricorso. La vicenda di Gioeli, però, si può replicare solo ed esclusivamente quando all’imputato, oltre alla recidiva, siano state contestate altre due aggravanti. Nel caso di Gioeli, erano l’utilizzo di armi e il riciclaggio di denaro sporco.


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Commenti

    Solo in Italia si possono leggere queste notizie

    I giudici sono troppo impegnati a condannare Berlusconi!!! VERGOGNA

    Vergogna è poco, molto poco…

    Gli avvocati del diavolo!!! Cosa dovrebbe essere più importante, la professionalità o l’etica?

    ITALIETTA!!!!!!!

    non ci rimane altro che andarcene dalla sicilia. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

    Gli unici ai quali conviene sono gli avvocati, per i quali ricomincia il giro.
    Loro insorgeranno dicendo che applicano le leggi.
    Io gli rispondo che le leggi le fanno fare ai loro colleghi, mandati in massa in Parlamento.
    Gli italiani vogliono pene severissime e detenzione certa, altro che “svuotacarceri”!
    Se questa gentaglia fosse stata eliminata dopo il primo maxiprocesso, staremmo tutti molto meglio e forze dell’ordine e magistrati potrebbero lavorare su altri soggetti.

    Nulla da commentare,sarebbe poco.

    Gentile sig. Lo Verso, non comprendo come mai lei debba scrivere per due volte “si fa festa nei rioni popolari di Palermo”? Ne è proprio sicuro? Lei è sicuro che non si festeggi con più enfasi nel suo quartiere “bene”?

    Gli avvocati fanno il loro mestiere e sono bravi se riescono a far applicare le leggi in modo corretto, non dobbiamo aspettarci una giustizia con regole a sentimento! La giustizia esercitata Secondo il comune sentire del momento e’ pericolosissima. Ciò non toglie che le regole dovrebbero essere fatte in modo che simili delinquenti non tornino tra di noi, senza che ci sia spazio per la abilita dei giuristi. Dentro e basta se colpevoli.

    E pensare a Totò Cuffaro in carcere.

    Se si legge l’articolo si capisce che non hanno espiato una pena minore ma quella che gli sarebbe spettata sin dall’inizio per legge, siamo in uno Stato di Diritto!

    dopo questo…..successo, cari avvocati fate l’ultimo sforzo chiudete il cerchio datevi anima e corpo…..e dignità alla politica, metastasi di questo paese.

    Sono d’accordo. La legge è legge per tutti. bene fa il giornalista a raccontare, ma che c’entrano i giudici. la legge va applicata. punto.

    Povera Italia che figura si fa con gli altri stati o meglio ancora con la gente perbene ed onesta

    quando si leggono queste notizie si resta a bocca aperta! purtroppo è la prova continua di come l’italia và a rotoli.

    i soldi!!!!!

    non ho mai capito il reato di mafia….dovrebbero trattarli come terroristi….

    diritto??? forse ma non giustizia

    klo stavo per scrivere, mi ha tolto le parole di bocca

    gli avvocati non hanno colpe e non sono un avvocato fanno il loro dovere persino i pentiti cè l’hanno e la legge italiana che nn funziona per niente una persona che ruba arange e in galera e questi personaggi fuori ma per favore

    L’importante è che Totò Cuffaro sia in carcere e che Berlusconi non si trombi qualcuna. …

    La giustizia non è un’opinione e comunque si fonda sul diritto.
    Nel caso concreto le norme applicate sono conformi a giustizia e diritto.

    beh ragazzi…diciamo che si festeggia in tutti e due..così si evita si sviare il senso della notizia.

    Paese che vai , cassazione che trovi. Così uno più uno, a volte può fare due, a volte tre e a volte 0. Secondo la verdura che si coltiva in quell’orto botanico della giustizia. Una volta, in casi simili, i giornali sfornavano prime pagine a titoli cubitali, contro un magistrato ammazzasentenze. Si è capito molti anni dopo che, in buona o in malafede, avevano partecipato ad una lotta tra toghe. Resta il fatto, ad ogni modo, che la certezza della pena resta aleatoria più di una vincita al superenalotto. E così sia.

    Non metto in dubbio la sua buona fede, ma gli avvocati dei mafiosi sono i migliori alleati dei mafiosi stessi e grazie al loro moti si sono arricchiti. Non ci prendiamo in giro.

    VERGOGNAAAAAAAAAAAAAA

    è chiaro il motivo per cui in italia e ancor di più in sicilia, conviene solo ed esclusivamente essere illegali ???
    noi non siamo la repubblica delle banane…
    siamo già alla frutta
    siamo falliti
    siamo dietro ogni giorno alle farneticazioni dei berluscones, schifani, santanchi???, cicchetto, alfabano,biancospino…
    ma come possiamo essere amministrati da questi esseri inutili ???
    bastaaaaaaaaaaaaaaaaa

    Siamo in uno Stato di Diritto?….e lo scrive pure maiuscolo per evidenziarlo…ma diritto di che, di vedere i criminali presi e rilasciati e le loro vittime uccise dai delinquenti e uccise una seconda volta da chi aveva e ha il dovere di proteggerle. Stia zitta che ci fa più figura…..lei e il suo stato di diritto.

    Ma gli avvocati parlamentari e ministri degli ultimi 20 ce l’hanno la colpa, e pure tanta!

    l’antimafia siamo noi siciliani. non la giustizia. la mafia l’abbiamo e ce la teniamo perchè ci fa comodo. non incolpate terzi. la mafia è nella nostra cultura. ci fa comodo quando abbiamo una raccomandazione, ci fa comodo quando ci “guardano” l’auto, ci fa comodo quando recuperiamo lo scooter rubato tramite la gentaglia di piazza.
    risparmiate le parole e iniziate a vivere con dignità.
    Firmato: un palermitano

    Sed lex dura lex. La mafia si dovrebbe combattere ogni santo giorno in primis con i nostri comportamenti affinché questi 4 scalmanati si sentano loro stessi inutili nel mondo. Di seguito è necessario puntualizzare che la mafia si combattere non solo con la repressione e con le sentenze ma principalmente con lo sviluppo e il lavoro.

    Le lobby festeggiano, sanno di poter fare tutto essere protetti da questi soggetti e rimanere impuniti, w la Sicilia onesta abbasso la mafia e chiunque la sostiene in qualsiasi modo… ( anche comprando droghe leggere che fanno guadagnare la malavita)

    E che c’entrano gli avvocati? L’avvocato ha il dovere deontologico di fare quanto può, nei limiti del lecito, in favore del proprio cliente. Clienti come questi si possono accettare o meno, ma chi abbia inteso patrocinarli è comunque tenuto a fare il massimo per loro.

    tutto e due cosa?

    …..siamo dietro ogni giorno alle farneticazioni dei Vendola, Boldrini, Kienge, Grasso, Bersani, Epifani, Finocchiaro. ecc. …..gente incapace che deve farsi soccorrere dagli amici magistrati per eliminare chi non sono capaci di battere attraverso lo strumento democratico voto, gli stessi magistrati che poi scarcerano i mafiosi o annullano decine di sentenze contro i delinquenti.

    diritto? parliamo di diritto? anche lavorare è un diritto.
    ma mi faccia il piacereeeeeee………

    Vorrei cortesemente sapere dalla redazione di Livesicilia il motivo per cui il mio commento principale su questo argomento non sia stato pubblicato..almeno fino ad ora. Capisco che era un po’ scomodo e per certi versi molto diretto, ma pur sempre non offensivo e soprattutto espressione di libertà di pensiero. Ho sempre ritenuto questo giornale uno dei pochi spazi dove viene garantita sempre la libertà di parola…non vorrei ricredermi.

    Quel commento l’abbiamo reputato offensivo. Ritenga quello che meglio crede. Saluti.

    CHE SCHIFOOOOOOOO……….. DOVEVANO BUTTARE VIA LE CHIAVI DELLE CELLE E INVECE LI SCARCERANO….. SE IL CANCRO DELLA SICILIA E DI PALERMO E’ LA MAFIA, IL MAFIOSO CHE VIENE PRESO NON DEVE AVERE SCAMPO…. CARCERE A VITA…. CHI E’ MAFIOSO LO SARA’ SEMPRE…. ADESSO QUESTI RICOMINCIANO A DELINQUERE, A STROZZARE I NEGOZIANTI CON IL PIZZO, AD UCCIDERE SE E’ IL CASO MA SOPRATTUTTO A RECLUTARE E INSEGNARE AI GIOVANI CHE NON HANNO PROSPETTIVA E QUINDI FACILE DA COINVOLGERE ALLA DELINQUENZA….. POVERA SICILIA E POVERA PALERMO…… PER NOI PALERMITANI SOTTO QUESTO ASPETTO NON CI SARA’ MAI FUTURO… SCHIFO…SCHIFO…SCHIFO…SCHIFO…SCHIFO…SCHIFO…

    Ma cosa vogliamo? E poi… sicuramente dopo a ni di carcere saranno stati “rieducati” e sono diventate persone civili. Vedrete. Non ci deluderanno.
    Commenti da parte di qualche membro della giustizia?

    Non sono neanche scandalizzato, in fondo se non ora serebbero usciti tra 3-4 anni si solo anticipato il problema.

    IL VERO PROBLEMA sono le pene minime che dovrebbero essere di almeno 25-30 anni non appena saltasse fuori la parola “mafia” tra le accuse

    risorse umane ed economiche impegnate per condannare o no Berlusconi…. se nel frattempo vengono scarcerati i VERI MAFIOSI, questo conta poco….. VERGOGNA!!!

    Caro Roberto, se l’amara constatazione della realtà, almeno dal mio punto di vista, equivale ad essere offensivi non posso che prenderne atto.

    Spero che non tutti la pensino come lei, significherebbe vivere in uno Stato totalitario privo delle libertà e dei diritti fondamentali chi ha sbagliato e’ giusto che paghi quello che gli spetta pagare ,nessuno sta inneggiando alla mafia si sta semplicemente invocando il diritto di difesa che deve essere garantito a tutti, con le belle parole siamo tutti bravi.
    Legga più attentamente l’articolo non è stato concesso un beneficio o uno sconto di pena ma si è rimediato ad un errore che era stato fatto sin dall’inizio,prima di giudicare bisognerebbe capire quello di cui si parla.

    Più leggo queste notizie più capisco che ci vuole il Movimento 5 Stelle perchè ci vuole fermezza nel contrasto alla Mafia sin dalla fonte della Legge cioè nel Parlamento,bisogna che ci siano politici che facciano leggi che impediscano queste specie di cavilli giuridici che possano fare uscire dai carceri mafiosi in merito ad alcuni aspetti tipo quello di questo articolo in cui per legge non doveva essere applicata l’aggravante della recidiva secondi quegli avvocati essendo che come riportato in questo articolo per quegli avvocati è illegittimo il calcolo della pena inflitta sulla basa dell’applicazione della recidiva

    Un compenso ars,giunta,sottogoverno regionale sempre più pieno di magistrati e questori che vantano ruoli e cv antimafia
    Forse facessero meglio il loro lavoro sarebbe meglio,no?

    Caro Prince, la tua superficialità mi lascia basita. Forse hai dimenticato l’esistenza nel nostro ordinamento costituzionale dell’art.24 della Cost. che riconosce a tutti il diritto ad una giusta difesa.
    il pregiudizio che ti guida non ti ha portato a comprendere che la riduzione di pena è stata operata dalla Cassazione, che si è resa conto che a tali soggetti era stata applicata una pena illegale, e a tale decisione gli avvocati si sono, in adempimento del loro mandato difensivo, limitati ad uniformarsi, implicitamente, dunque, hai definito, con molta approssimazione e superficialità, non solo gli avvocati alleati dei mafiosi, ma anche gli stessi organi giudicanti, cui spetta il compito di applicare le leggi.
    le sentenze vanno rispettate, tutte, indiscriminatamente, e non solo quelle concernenti Berlusconi…
    non mi soffermo sul tono che ha connotato i tuoi messaggi, che mi limito esclusivamente a compatire perchè dettato da una sete di giustizia che proprio in questo caso non trova alcun fondamento.

    Ragazzi pazienza, dovevano fare posto a Berlusca, nelle carceri non c’è più posti, ed è uno che ne vale almeno
    SEI.

    Prince del foro….divertentissimo, questa me la scrivo. Guardi gentile signora, e con questo rispondo a lei e a Giuly (se non si tratta poi della stessa persona), e lo faccio esprimendo quello che è il mio pensiero nonostante so che la disturberà tanto. L’Italia da tempo è diventata l’oasi felice di delinquenti d’ogni razza, italiana o straniera, che agiscono e vengono qui a frotte ben sapendo che qui la giustizia o il diritto, inteso come tutela della gente onesta e certezza della pena per la gente disonesta, non esistono. Solo in un paese incivile è permesso a stupratori, ladri, mafiosi, assassini, stolker ecc., magari arrestati con grande sacrificio dalle forze dell’ordine, di ritornare in circolazione per cavilli o vizi di forma, per lungaggini processuali, per l’applicazione di leggi di per sè ridicole e iper-garantiste, da magistrati che in nome di un perdonismo fuori da ogni buon senso, si preoccupano più della sorte dei carnefici che delle loro stesse vittime. Di contro per i piccoli reati, quelli per i quali sarebbe ammissibile una certa elasticità, si distruggono credibilità e dignità di chi li commette. No, non funziona nulla in Italia, e la giustizia è quella che funziona di meno, e la colpa è di chi fa le leggi e di chi le applica superficialmente pur avendo una certa discrezionalità nel farlo, noncurante del dolore e delle esigenze delle vittime della criminalità, e mi riferisco soprattutto alla parte politica unicamente attenta a salvaguardare il proprio potere. Da cittadino onesto pretendo di non apprendere che un pazzo che ha ucciso trent’anni fa la moglie a martellate non abbia mai fatto un giorno di galera in trent’anni, o che un pedofilo venga rimandato ad abitare porta a porta con la ragazzina di cui ha abusato, o che per un ritardo o un vizio di forma si rimettano in circolazione pericolosi criminali, o che travolgere e uccidere perchè ubriachi o drogati, una persona non comporta alcuno stato di detenzione…e potrei continuare all’infinito con i casi di malagiustizia, o che per far fuori un avversario politico si usino i codici per farlo. Pretendo che si facciano i tre gradi di processo in meno di un anno per tutti, non solo per quelli che si devono eliminare dalla scena politica o la cui applicazione della pena deve servire da monito per gli altri. Voglio giudici che si preoccupano dei cittadini che rispettano la legge non magistrati che fanno politica, voglio giudici e legislatori che si preoccupano delle vittime e non dei loro carnefici. Lei è contenta di questo stato di diritto, io non lo sono affatto. La lascio alla sua ironia augurandole di cuore di non subire mai alcuna violenza per poi vedere l’autore della stessa sotto casa sua pochi giorni dopo essere stato arrestato.

    Siamo su lunghezze d’onda diverse, nessuno ha detto che si è contenti del funzionamento della giustizia in Italia lei mette in bocca parole e pensieri che non si hanno.
    Io mi sono limitata semplicemente ad una lettura obbiettiva della vicenda,che sta avendo un risalto ingiustificato per via di generalizzazioni che nulla hanno a che vedere col fatto concreto.

    @ Giuly….dallo sgradimento verso i suoi commenti si evince come probabilmente siano in molti a non capire quello che leggono. Meno male comunque che c’è lei ad aprirci gli occhi.

    beh secondo me la professionalità, altrimenti dovremmo impedire agli avvocati di difendere soggetti imputati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
    Non condivido la sua idea.

    caro prince, a prescindere dalla circostanza che il soggetto Giuli è differente da me, voglio ribadirle che lei è libero di esprimere il suo pensiero, che non mi scalfisce minimamente, spero solo che la libertà di pensiero che tanto sbandierata da lei non sconfini nell’offesa altrui, cosa che diverse volte ha posto in essere

    Non ci vuole molto ad essere d’accordo con le ovvietà che dice lei…

    Cara Prince…del foro (ma perchè non si cerca un nickname più originale?), non mi pare di avere offeso nessuno semmai di essere stato apostrofato e compatito da lei. Nessuna pretesa che le mie opinioni la scalfiscano, si figuri se le sue scalfiscono me. Ognuno è contento a modo suo….saluti.

    Cose che capitano quando. La legge viene malamente applicata.

    L’articolo forse non rende giustizia alla notizia, ma non è colpa di nessuno!
    Tutto il problema nasce dalla legislazione italiana contro la mafia che, pur essendo rigorosa e sicuramente restrittiva sotto ogni profilo, assicura anche ai condannati per tali reati un cd. fine pena!!!
    Tra l’altro, nel caso di specie, ed al fine di applicare la legge, e’ la Cassazione stessa che ha ordinato di determinare la pena così come poi e’ stata determinata.
    Quindi non è nemmeno il caso di andare alla ricerca di cavilli giuridici che hanno consentito l’esito di cui sopra, ma forse bisogna solo valutare la competenza tecnica dei legali che hanno assistito gli interessati.
    Delle due l’una: o si cerca di modificare ancora una volta la normativa antimafia che è stata via via sempre più rigorosa e severa anche in termini di pena, oppure ci si ritiene soddisfatti da una decisione che si limita ad applicare la legge senza subire condizionamenti esterni.
    A voi l’ardua sentenza!

    Chi se la prende con gli avvocati un cretino, anzi due volte cretino, anzi tre volte…

    Fiducia nel la giustizia

    Ogni tanto la giustizia funziona

    Ma lo Stato dov’è che permette porcherie simili?

    Il fronte di resistenza che vuole liberarsi dallo strapotere mafioso ,in Italia sta venendo meno.
    Per alcuni mafiosi la Cassazione ” ha bollato come illegittimo il calcolo della pena inflitta sulla base dell’applicazione della recidiva”.
    Il discorso è complicato e non chiaro a tutti , ma il risultato della norma è chiarissimo :mafiosi di grosso spessore possono uscire dal carcere anzi tempo.
    E’ il primo grande colpo al fine pena mai e all’annullamento del 41 bis per i mafiosi rei di strage .
    La legge consente oggi di arretrare nella lotta alla mafia di venti anni e di far contento Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Leoluca Bagarella insieme ai fratelli Graviano per i quali il sistema sta lavorando alle nostre spalle.
    Giovanna Maggiani Chelli

    Qualsiasi commento potrebbe accreditare la convinzione di tanti che non credono nella giustizia ora io non essendo un esperto in diritto mi astengo nel pronunziarmi su aspetti tecnici sono convinto della bontà delle argomentazioni poi essendo un garentisca non mi va di augurare prigione a chiunque se non colpevole certo ma una perplessità sorge spontanea ma e possibile che questi diritti vengono applicati ai soliti noti cioè a tutti coloro.che possono permettersi avvocati di grido che presentano parcelle da capogiro i poveretti che magari non riescono a pagare una multa o una cartella esattoriale vengono immediatamente pignorate case stipendi pensione e quant’altro magari presentando da un avvocato “scarso”in quanto non presenta parcelle esose non viene nemmeno ascoltato e lo stesso appello non viene nemmeno per un momento tenuto in considerazione se leghiamo questo malessere a quello dell’occupazione a quello della sanità (se hai soldi campi se no muori) ai raccomandati a leggi fatti a misura di chi governa sia di destra che di sinistra e altre storture che il cittadino medio vive quanto pensate che possa continuare? qualche mattina ci alzeremo e saremo tutti costretti a schierarci con i governanti o con il popolo e allora si che saranno dolore al momento buon divertimento a tutti coloro che potrebbero fare qualcosa e continuano a predare

    Per i mafiosi si apriranno le porte dei conventi…. loro sì che pregano i santi, ( sono raccomandati da alcuni vescovi)andranno in paradiso?

    Ma io mi chiedo una cosa,ma come hanno fatto dei Magistrati cioè dei professionisti a non rendersi conto e di tenere presente di quella valutazione nel momento delle condanne(non so se definitive) perchè fino a prova contraria quei carcerati sono potuti uscire in base alle considerazioni corrette dei loro avvocati,rimango veramente sconvolto e allibito,io ho paura di una Giustizia così inefficiente e inefficace contro persone considerate colpevoli ma che riescono ad uscire dal carcere per dei cavilli perchè a quanto pare parrebbe proprio che i magistrati non siano stati bravi a pensare a determinati aspetti ed elementi valutativi

    cara Giuly, non impieghi molto del suo tempo a dibattere con qualche sottoprodotto dell’antimafia di facciata.
    Dovrebbe chiarire ai suoi interlocutori che,la lotta alla mafia si conduce assicurando i medesimi mafiosi alle
    patrie galere a tempo indeterminato. Purtroppo tale conduzione sommaria della giustizia, non è consigliata dalla
    presenza nella magistratura di taluni giustizialisti senza contrappasso alla “Ingroia”.
    Qualche incolpevole incorre sempre più spesso nelle sentenze errate, senza che nessuno paghi per l’errore, o abbia rimorso per lo stesso.
    A questo servono gli avvocati, ai quali qualche mentecatto, che esterna in questa sede, vorrebbe limitare il raggio d’azione.
    D’altra parte un pennivendolo alla Lo Verso, offende gli stessi quartieri popolari che maggiormente subiscono le azioni della mafia,
    senza provare vergogna alcuna per tale iperbole senza senso e senza prove.
    Del resto, nessuno vorrà limitare la sua inutile azione, o pretenderà parte del suo reddito, come succede ai borgatari che attacca.
    Non ci salverà nessuno, tutti contro tutti.

    Lo STATO italiano è mafioso.

    Certo che vedersi censurato un commento perchè ritenuto offensivo e poi leggere questa Triamonica che si permette di dare del mentecatto a chi esprime un proprio punto di vista, fa un certo effetto. Cara Triamonica, perchè tutto questo nervosismo? Forse le è stato è stato calpestato l’orticello?…..lei è arrogante e presuntuosa.

    P.S…..a prposito triarmonica, Lo Verso ha perfettamente ragione, la mafia a Palermo è ramificata soprattutto in determinati quartieri che credo sia inutile ricordarle i nomi, dove i boss vengono ossequiati e particolarmente temuti. poi che la mafia si estenda anche fuori da quelle zone è risaputo. E’ così a Palermo, a Napoli, Bari, Catania…ecc. Solo lei fa finta di non saperlo.

    P.S. bis…nessuno ha detto che gli avvocati non devono difendere i mafiosi, ma le cronache insegnano che alcuni penalisti, strapagati dai mafiosi, ne sono diventati veri e propri uomini di fiducia e consiglieri. Non faccia finta di sapere manco questo…..sarebbe da mentecatti.

    caro signor Prince, mi dispiace che lei abbia inteso con nervosismo una attribuzione che non la riguardava. Una semplice ricognizione dei commenti le avrebbe chiarito il mio obiettivo.Non possiedo orticelli e non sono di Palermo, ma ha perfettamente ragione a considerarmi arrogante e presuntuosa.Tuttavia quello che sostiene sui quartieri poveri della città, la certifica incompetente e disorientato. Quella gente vive prevalentemente di paura, il suo moralismo territoriale, sembra sconoscere che la mafia non avrebbe sommato le sue forze senza l’aiuto di alcuni politici, amministratori, funzionari dello stato e persino pochi magistrati e uomini d’arme, altro che quartieri e povera gente. Ma tale errore, credo in buona fede, lo posso perdonare a lei, che non conosco, non ad un giornalista navigato come Lo Verso. Per altro, le voglio notificare che Il suo commento delle 11.46 apostrofava con fare da bulletto l’opinione di una signora, mentre sono completamente d’accordo col suo commento delle 13.19 e con quello delle 15.30. Infine voglio comunicarle senza equivoci il mio pensiero sulle pene e sulla loro applicazione. Sono più integralista di quanto può esserlo lei, riguardo alla durezza dello stato contro i mafiosi, ma troppi errori nelle sentenze, consigliano cautela e buoni avvocati difensori, che non sono complici ma professionisti, anche quando si arricchiscono sollevando un sentore d’invidia da parte sua. Non tutti i PM sono grandi magistrati come Di Matteo, alcuni fanno solo politica preventiva. Le porto rispetto, ma non le risponderò ancora.

    È veramente sdrucivolo leggere certe notizie …..
    È

    Per la questione diritto o no sono d’accordo con giuly…..questa è la legge….ma non si può negare come le leggi morali siano calpestate e ridotte a brandelli, oltre alla bravura degli avvocati si evidenzia una incompetenza dei pubblici ministeri e giudici (che dovrebbero rappresentare l’eccellenza dell’avvocatura italiana)

    mi rivolgo a tutti voi che scrivete commenti , cercate di essere sereni ed a non litigare tra di voi . sembrate tanto incazzati, ma se vichiedessero di scendere in piazza a protestare, sono sicuro ve ne stareste tutti a casa!

    La Procura stia tranquilla perché tanto anche loro vigileranno…d’altronde è nei loro interessi, e lo faranno giusto per curare i loro interessi che equivalgono alla nostra morte da tanti, troppi punti di vista

    DALL’ITALIA CARO TURI TURI DALL’ITALIA BISOGNA ANDARSENE PAESE DI MERDA …

    Cara triarmonica la rileggo al volo….no, non mi sentivo tirato in ballo dal suo commento solo che non mi sono piaciuti i contenuti dello stesso. Guardi, io esprimo le mie verità ma non pretendo che le stesse siano tali anche per gli altri, semmai è il tono e la terminologia che ha usato lei prima ad avvicinarsi a quello solitamente utilizzato dai cosiddetti bulletti. Quanto al discorso sui certi quartieri che è lei a non aver assolutamente capito, su una cosa sono d’accordo….e cioè sul fatto che lei non vive a Palermo. Saluti.

    A queste condizioni ed altre mi consenta: no no e no!

    Cara Triarmonica la ringrazio per la sua solidarietà, sono perfettamente d’accordo con il suo pensiero, quanto a lei caro Prince mi sembra che negli ultimi giorni stia perdendo un po’ di punti di gradimento…dovrebbe mettere in discussione oltre che i contenuti, anche il modo in cui esprime i suoi pensieri che sono ben lontani da quelli di un “Prince”…

    e come scrisse Renzi :w l’Italia !!!

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