PALERMO – In Sicilia oltre 20 mila imprese del terziario vivono quotidianamente un clima di maggiore vulnerabilità legato alla sicurezza. È quanto emerge dall’indagine sui fenomeni illegali presentata da Confcommercio Sicilia in occasione della tredicesima giornata nazionale “Legalità, ci piace!”.
I dati di Confcommercio in Sicilia
Secondo i dati diffusi, circa il 28% delle imprese siciliane segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza nell’ultimo anno. Per quasi il 27% delle attività sarebbero aumentate le rapine, mentre una percentuale analoga evidenzia una crescita dei furti.
La principale preoccupazione resta proprio il furto, percepito come rischio concreto da circa il 30% delle imprese, in linea con i dati del Sud Italia. Diffuso anche il fenomeno del taccheggio: in Sicilia lo subisce circa il 60% delle imprese del commercio.
Tra i prodotti maggiormente colpiti figurano abbigliamento, profumi, accessori moda, piccola elettronica e generi alimentari. Sul fronte della prevenzione, oltre l’83% delle imprese siciliane ha investito negli ultimi anni in sistemi di videosorveglianza e allarmi, un dato vicino alla media nazionale.
“I dati dell’indagine – ha dichiarato il presidente regionale di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti – confermano ciò che le nostre imprese vivono ogni giorno: la sicurezza non è un tema astratto, ma una condizione essenziale per lavorare, investire e tenere vivi i nostri territori”.
“La Sicilia non è un’isola a sé stante – ha aggiunto Manenti – le dinamiche che emergono nel Sud e nelle Isole rispecchiano fedelmente anche la nostra realtà. Parliamo di migliaia di imprenditori che, nonostante le difficoltà, continuano a garantire servizi, lavoro e presidio sociale”.

