PALERMO – “Ho avuto paura che mi investisse con la macchina e gli ho sparato”, così racconta Pietro Graziano, il ventitreenne arrestato per detenzione illegale di arma da fuoco. È lui stesso, però, a confessare di avere fatto fuoco in via Quintino Sella con il revolver che è stato sequestrato dai carabinieri durante la perquisizione nella sua abitazione a Ballarò. La sua posizione è destinata presto ad aggravarsi.
Il suo racconto, però, non convince. Sostiene di essere arrivato da solo per bere qualcosa in uno dei locali che affollano le strade della movida attorno a via Libertà.
Dice di non sapere nulla della rissa scoppiata in precedenza. Non conosce chi vi ha partecipato. Non era proprio presente.
Ad un certo punto, però, si sarebbe visto piombare addosso a tutta velocità l’Audi Q3 con a bordo un giovane di Pallavicino e la fidanzata ventunenne ferita con un colpo di pistola alla testa.
Ha avuto paura che l’auto lo travolgesse, ha estratto la pistola e ha iniziato a sparare come se fosse normale uscire di casa con un’arma e usarla in mezzo alla gente. A proposito del revolver preferisce tacere su come ne sia venuto in possesso.
Troppi buchi nella ricostruzione. Intanto Graziano è stato arrestato per il possesso dell’arma, ma le indagini vanno avanti. Bisogna comparare innanzitutto il proiettile estratto dalla cute della ragazza che le ha provocato una frattura alla teca cranica. Poteva essere una tragedia.

