Covid, Bolzano come la Sicilia: rischio restrizioni, record No Vax

Covid, Bolzano come la Sicilia: rischio restrizioni, record No Vax

Commenti

    1) la Sicilia ha una situazione nettamente migliore dell’Alto Adige.
    2) Palermo città ha un tasso altissimo di vaccinati.
    3) l’Alto Adige imponendo restrizioni a tutti (vaccinati e non vaccinati) non fa un buon servizio alla causa della vaccinazione e scatena l’ira dei vaccinati.
    4) Ancora con lockdown, zone rosse, mascherine? Sempre i soliti rimedi? SI deve puntare su vaccinazione di massa e trovare le medicine per curare il covid, basta con la retorica delle mascherine!
    5) La Costituzione prevede l’uguaglianza, che significa trattare in modo uguale situazioni uguali e in modo diverso situazioni diverse. Trattare i vaccinati e i non vaccinati allo stesso modo contrasta con il principio di uguaglianza, disincentiva la vaccinazione e penalizza i vaccinati!

    La Sicilia è l’ultima regione o quasi come vaccinati.

    In altre nazioni regalano soldi, birra, ingresso in discoteca e premi a chi si vaccina.
    In italia l’alto adige pensa bene di “premiare” i vaccinati con zone rosse per tutti, lockdown generalizzati, mascherine ffp2, coprifuoco e chiusure!
    Incredibile ma vero!
    No alle restrizioni per i vaccinati!
    Limitate restrizioni ai non vaccinati!
    Ed esentate da obbligo di mascherina i vaccinati, in modo da spingere tutti a vaccinarsi!

    Stranamente due Regionwe di confine. Una con l’ Africa e l’altra con l’Austria che importa migranti da Siria,Afganistan , Iran Irak ecc, ecc.

    E come al solito siamo ultimi. In tutto. Devo dire che nullo e diventerà bruttissima hanno centrato l’obiettivo.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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