CATANIA – “Sto entrando in sala operatoria. Sta arrivando un 40enne dal Cannizzaro”. Ettore Panascia non ha avuto nemmeno il tempo di trasferire il 43enne alla Rianimazione del San Marco che già è arrivato un altro paziente positivo al Covid, sempre giovanissimo, da ricoverare in Ecmo (ventilazione extra-corporea, ndr). “Due posti Ecmo sono troppo pochi per la Sicilia Orientale, dovrebbero essere implementati”, è l’accorato appello del direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico Rodolico di Catania.
“Scegliere a chi dare la precedenza”
Ecmo: l’acronimo della speranza per molti malati di covid in condizioni gravissimi. Tanti sono giovanissimi. Acronimo di vita (e rinascita) per decine di pazienti che non smettono di ringraziare l’equipe di Panascia. “Alcune volte si deve scegliere a chi dare la precedenza, perché due posti sono davvero pochi”, commenta ancora il direttore.
Il 43enne, obeso, è stato “decannulato” ieri mattina ed ha iniziato lo “svezzamento” respiratorio in rianimazione al San Marco. Una buona notizia. Il posto è rimasto libero però pochissime ore. Le richieste erano due. Alla fine al Policlinico è arrivato il 40enne del Cannizzaro. Le sue condizioni sono gravissime. L’Ecmo, con tutti i rischi connessi alla particolare tecnica, è il tentativo di “mettere a riposo” i polmoni troppo compromessi dal Covid e fare ossigenare il sangue grazie alla ventilazione extracorporea.
L’altro posto Ecmo è occupato dalla 31enne, neo mamma di Pachino. Purtroppo le sue condizioni sono davvero critiche. Il Covid non ha compromesso solo i polmoni ma anche il cuore. “Ogni giorno dobbiamo combattere con una nuova complicanza”, commenta Panascia. Ma la voce è di chi “non si arrende”. Sta invece migliorando la mamma modicana. “Penso che tra poco sarà anche dimessa dalla Rianimazione del San Marco”, dice non riuscendo a nascondere la gioia nella voce.
“I posti sono troppo pochi”
“Abbiamo avuto brillanti risultati. Tutto grazie a un grande lavoro di squadra”, racconta Panascia che ha assunto l’incarico di direttore di questo delicato reparto – ad appena 53 anni – lo scorso dicembre. In Rianimazione al Policlinico lavorano 23 anestesisti e 30 infermieri. “I ragazzi fanno questo lavoro con passione, non lesinando sforzi. E non può capire quello che si prova quando si riesce a salvare una giovane mamma di 28 anni, o un 40enne. La lista è lunga: molti vengono ancora a trovarci per ringraziarci. Ma le ripeto i posti sono troppo pochi”, ribadisce Panascia. In un solo anno sono arrivati in Ecmo 22 pazienti. “Metà li abbiamo persi”. Questa è la dimostrazione di come sia aggressivo e pericoloso il virus. E che colpisca anche i giovani con effetti devastanti.
Una 31enne e un 40enne in questo momento stanno lottando per sopravvivere. Ma nonostante questo la gente ancora non si vaccina. “Una cosa inconcepibile”. chiosa Panascia prima di staccare il telefono ed entrare in sala operatoria.

