PALERMO – “Non ci sarà alcun aumento dei costi, anzi. Stiamo valutando una serie di posti all’estero dove poter mandare la frazione secca dei rifiuti e lo faremo soltanto se ci sarà un risparmio rispetto al conferimento in discarica. Chi ipotizza l’aumento dei costi dice il falso”. Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Al vaglio del dipartimento rifiuti della Regione ci sono alcuni impianti individuati nei Paesi dell’Europa dell’est e nel Nordafrica. “Si tratta di impianti di valorizzazione – aggiunge – per cui dal trattamento della frazione secca per la produzione di energia c’è un guadagno, questo consente di abbattere i costi dei trasporti. Io voglio diminuire la quantità di frazione secca che in questo momento va in discarica e se trovo posti che mi consentono di trasferire il rifiuto all’estero riducendo i costi e aumentando la vita delle attuali discariche, lo farò senza pensarci. In Sicilia non ci sono impianti di valorizzazione, per costruirli serve tempo. Per smaltire tutti i rifiuti servirebbero nuove discariche e non se ne possono aprire delle nuove. Non lo voglio io e non lo consente l’Unione europea. La soluzione è nell’ordinanza che ho firmato: biostabilizzazione dei rifiuti e aumento esponenziale della raccolta differenziata, che in Sicilia è ferma al 13%, un dato scandaloso”.
“Ho comprensione per i comuni che in questo momento sono in difficoltà perché devono trasferire i propri rifiuti in discariche lontane dai propri territori ancora Crocetta -, ma l’alternativa era quella di lasciare la spazzatura per le strade. Il problema è solo uno: la discarica di Siculiana non è in regola e dunque è stata chiusa. Ciò ha causato lo spostamento di circa mille tonnellate di rifiuti al giorno dalla Sicilia occidentale a quella orientale. Ma questa fase emergenziale non durerà molto, la discarica di Gela non appena si doterà del biostabilizzatore mobile sarà riaperta”. Il governatore spiega che sono in corso le convocazioni dei responsabili di tutte le discariche, pubbliche e private. “Tutti devono essere in regola con gli impianti di biostabilizzazione, chi non lo farà sarà commissariato e in seconda istanza procederemo con la requisizione d’uso del sito – avverte – mentre i comuni devono assolutamente implementare la raccolta differenziata”.

