Palermo, dipendente Amia "collettore" del pizzo imposto a tappeto

Dipendente Amia e pizzo: a Palermo manca “un sussulto di dignità”

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La lista del pizzo trovata a casa di Giuseppe Auteri
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Commenti

    Non ci sarà mai futuro in questa bellissima ma disgraziata terra!

    Si devono attuare leggi severissime da “stato di guerra” e non da “stato di complicita”. Non si delinque da soli , questa feccia dell’umanità prolifica e sopravvive per la complicità di uno Stato incapace. Sopravvive perché c’è sempre un “cavillo legale” che annienta il giusto lavoro degli investigatori e della Dda. Ci vuole una “legge speciale” che dia poteri inderogabili e assoluti ad un Prefetto per la distruzione del potere e della mentalità mafiosa. Se non si attua uno “stato di guerra” non ne usciremo mai. I mafiosi vanno cacciati e confinati con tutte le generazioni, via dallo Stato italiano. Vanno mandati in un’isola del Pacifico sorvegliati da mercenari. Devono essere estirpati. Stop!

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E se con gesto di umiltà intelligente mettessero da parte le "coerenze" dei loro rancori, distinguo, interessi e decidessero di fare scegliere alla gente comune, con primarie immediate sulla base di un programma condiviso? Altrimenti pagheranno queste coerenze e l'avversario apparirà più solido e affidabile.

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