Disegno di legge sui Confidi | Sbloccati 34 milioni di euro - Live Sicilia

Disegno di legge sui Confidi | Sbloccati 34 milioni di euro

Una boccata d'ossigeno per le imprese artigiane. Marziano: "Governo e Parlamento insieme per dare risposte ai siciliani". Cancelleri: "Quando la politica dà il buon esempio". Il testo deve ancora superare l'esame dell'aula.

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PALERMO – Con il disegno di legge sui Confidi verranno sbloccati circa 34 milioni per le imprese artigiane. Un testo esitato dalla commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale “grazie all’azione sinergica con i consorzi e l’assessore all’Economia regionale Luca Bianchi”, ha detto il presidente della Terza commissione e parlamentare del Partito Democratico Bruno Marziano. E in conferenza stampa, a presentare il testo, erano presenti anche Bianchi e i componenti della commissione Giuseppe Arancio (Pd), Nello Dipasquale (Megafono) e Giancarlo Cancelleri, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Un disegno di legge che porta la firma di tutti i componenti della commissione e che ha, da una parte, lo scopo di tutelare i Confidi dalla chiusura, prorogando di un anno il termine di adeguamento ai nuovi parametri nazionali per mantenere la funzione di consorzio di garanzia fino a gennaio 2015 invece che gennaio 2014, mentre dall’altra eroga un contributo da 34 milioni che andrà a saldare la quota di interessi dei prestiti contratti dalle imprese siciliane con i confidi dal 2008 al 2012.

E proprio dal 2008 questi fondi erano rimasti ‘bloccati’ nelle casse della Regione, che con l’approvazione del disegno di legge d’ora in poi non contribuirà più con il 50% della quota interessi come faceva in passato, ma lo farà con un contributo più basso fino all’esaurimento dei fondi. Intanto, tutte le operazioni sui vecchi prestiti continueranno con le stesse modalità, mentre a partire dal 2014 le aziende che chiederanno dei nuovi prestiti saranno soggette alle nuove regole del sistema. “Abbiamo una platea potenziale di 50 mila imprese – ha detto Marziano – che negli anni hanno contratto prestiti nella convinzione che la Regione potesse poi coprire gli interessi: con questa norma sblocchiamo quei pagamenti, vedremo quante aziende potranno rientrare nell’elenco dei beneficiari”. Un buon lavoro, per l’assessore Bianchi, “che dimostra come governo e classe politica possono lavorare insieme in tempi rapidi per dare risposte ai problemi dei siciliani. Ma – ha continuato – dobbiamo fare anche un po’ di autocritica: era stata fatta una riforma che sulla carta era valida, ma di fatto scaricava i ritardi sulle imprese. Con questa nuova riforma, invece, metteremo in piedi meccanismi che favoriranno la crescita e l’accorpamento dei Confidi”.

Una posizione, quella politica, condivisa anche dal capogruppo dei Cinquestelle Cancelleri, che se nel frattempo in queste ore presenterà la mozione di sfiducia al governo, in conferenza stampa ha detto che “se si lavora in maniera trasversale e serena si può fare un buon lavoro e la politica può dare un buon esempio”. Adesso, però, l’auspicio è che il testo vada in aula il prima possibile. Ma prima dovrà passare al vaglio della commissione Bilancio: “Ci aspettiamo tempi rapidi”, ha detto Marziano.


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Commenti

    Siamo ancora solo al disegno di legge e già parliamo di grandi risultati per le imprese ? Ma siamo veramente alla frutta !!!!

    Bisogna legare parte dello stipendio dei deputati alla valuta media dei pagamenti che la regione fa verso le imprese e il cittadino. Vedi poi come gli viene la voglia di rispettare le regole.

    Hanno buttato via in 4 anni risorse europee che in un periodo di crisi profonda come questa avrebbero risollevato le sorti delle imprese e dei lavoratori.
    Emigrare lontano da questa terra non vale più la pena lottare per sopravvivere.

    bisogna vedere come e a chi verranno utilizzate queste somme.

    aiuto alle imprese ? vera utopia. finiamola di illudere inutilmente

    inetti, ancora si parla di disegno di legge. Ma io ho un contratto con la Regione, per pagarci occorre una legge??? Però le leggi ad persona e sanno fare, vedi quella dell’editoria. Tutto uno schifo.

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