È morto Gino Strada, una vita contro le guerre

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Commenti

    Un grande Eroe dei nostri tempi del quale sentiremo la mancanza. L’unica cosa che potremo fare per tenerne sempre viva la memoria e l’insegnamento sarà lottare ancora di più per salvare le vite di tutti coloro che fuggono da fame e guerre ai quali si aggiungeranno nei prossimi mesi anche le centinaia di migliaia di profugi che stanno fuggendo dall’Afghanistan, un paese dove Gino Strada aveva fondato alcuni ospedali di Emergency e che probabilmente giungeranno in Europa. Un grande abbraccio alla figlia Cecilia attualmente impegnata nel salvataggio di vite nel Mediterraneo con la nave Resq People.

    Sai tutta la sua storia? Oppure dobbiamo dire le cose un po così così…alla” comunista” e cioè quello che ci conviene….dire

    Mi dispiace tanto una figura di estrema serietà

    La tua ossessione, caro Palermo è bella/Giacomo è quella di riempire l’Europa e l’Italia in particolare, di clandestini. Di Strada sotto sotto non te ne frega niente. Quelli come te che speculano sul traffico di esseri umani mi fanno ribrezzo.

    Poveretto!!!!!! un comunista in meno

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Nel festival delle frasi fatte potremmo dire, mutatis mutandis, il centrodestra si tiene in piedi grazie all'inconsistenza del campo largo. Infatti una mano lava l'altra e Schifani, ça va sans dire, parla tranquillamente di conferma, nonostante gli manchi solo un uomo per ultimare la squadra del quadriennio: Armao; Lombardo, Sammartino; Galvagno, Amata, Di Mauro; Cuffaro, Iacolino, Mancuso, Gallo (Afflitto?), … Da un giorno all'altro potrebbe spuntare l'undicesimo atleta. Noi aspettiamo, certi che il vento spazzerà il campo da gioco.

...ma i siciliani che non appartengono e che si sentono perennemente sotto assedio potranno, se vogliono, farsene una ragione dando credito alle parole dello “zio avvocato” di Johnny Stecchino: l'Etna è una piaga, ma è una bellezza naturale, anche la siccità è una piaga: la terra brucia, iè sicca, ma è la natura. Quelli che appartengono, invece, pensano che La Regione che “ha” una sua ditta di trasporti su gomma non doveva abbandonare migliaia e migliaia di viaggiatori dentro un aeroporto mentre l'Etna sfumacchiava con l'unica alternativa, per quei viaggiatori, l'evasione con un migliaio di euro per raggiungere Il Falcone Borsellino. E sempre quelli che appartengono sono testardamente convinti che se gli invasi si riempiono, l'acqua deve poi arrivare ai rubinetti e non essere scaricata a mare o perdersi per le campagne nonostante assessorati al ramo (secchi anche loro?), tavoli tematici, cabine di regia. È vero, Il pezzo non parla di un assedio dovuto alla siccità, forse ci siamo abituati a considerare la siccità e gli incendi solo dei “problemi” stagionali. Parla, invece, il pezzo, dei “siciliani onesti e liberi, che non appartengono, che combattono per amore della propria terra”. Talè... anche i siciliani che appartengono sono onesti e liberi, se quel “liberi” non si vuole immaginare seguito da ”e forti” del copione De Luca da Fiumedinisi, e combattono per la propria terra. Con un vantaggio, quello di non sentirsi sotto assedio perché appartengono ad agricoltori, autotrasportatori, pescatori: non è necessario piantare il prezzemolo, guidare una Motoape o andare a pesca o addirittura avere la tessera di un partito per essere... di parte.

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