È positivo ma va a fare la spesa| Finisce sotto indagine

È positivo ma va a fare la spesa| Finisce sotto indagine

Commenti

    Spero che venga punito veramente come previsto. Isolamento in carcere

    dove si serve come cervello? peccato che non è il solo….

    Si inizi a dare l’esempio.

    a parte che questa emergenza la poteva gestire un capoclasse delle elementari ed era meglio che faceva un buon lavoro certamente meglio di questo governo inprovvisato e impacciato, dovremmo imputare loro l’esplosione e l’avanzamento incontrollato del coronavirus, quindi accusare Costui vabbè, ma anche tutto il governo decisionale Pure per la loro mancanza iniziale di apertura porti, portoni e affini, Domanda ma se uno abita da Solo e deve abitare in autoisolamento chi si occupa di fargli la spesa? e se non va nessuno o non se ne occupa nessuno? che deve fare morire di fame? certamente no, ma prendere tutte le precauzioni possibili per non contagiare altri questo deve farlo.

    Le facilonerie come le sue sono solo frutto di una cattiva informazione e di una scarsa propensione al ragionamento.

    Questo succede proprio perchè non viene data possibilitò di sapere chi sono gli infettati, in questo modo non avrebbero modo di uscire da casa perchè immediatamente riconoscibili così bisogna aspettare che la casualità dei controlli delle forze dell’ordine li scopra

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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