Sicilia, Lupo: "Sto con Chinnici, Conte strumentalizza" - Live Sicilia

Lupo: “Nessuno scontro con Chinnici, sono con lei e Conte strumentalizza”

Intervista al capogruppo Pd all'Ars: "Io in regola e candidabile"
REGIONALI
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PALERMO – Il suo nome, insieme con quello di Luigi Bosco e Angelo Villari, è finito al centro della contesa sulle candidature del Pd alle Regionali per via del processo che lo riguarda, ma Giuseppe Lupo, capogruppo uscente dei Dem all’Ars, precisa subito: “Non ho mai preteso di essere candidato, me lo ha chiesto il partito. Su di me è stato montato un caso mediatico ma io sono comunque in regola e candidabile sia in base alla legge che allo statuto e al codice etico del partito. Si tratta di quelle stesse regole seguite dal partito nazionale per approvare le liste dei candidati alla Camera e al Senato”.

Come sono, ad oggi, i rapporti tra lei e Chinnici?
“Ho proposto e sostenuto alle primarie con entusiasmo e grande impegno la candidatura di Caterina Chinnici. Ringrazio tutti gli amici che con me in tutta la Sicilia hanno contribuito alla sua vittoria. Non esiste un braccio di ferro tra me e lei. Una persona che stimo e con la quale abbiamo ottimi rapporti. Sono dalla sua parte”:

Chinnici però ha posto un veto alle candidature di chi ha in corso procedimenti penali.
“Non ho mai preteso di essere candidato. Il mio partito me lo ha chiesto, visto il mio ruolo di capogruppo uscente all’Ars, e ringrazio l’assemblea provinciale di Palermo per avere approvato all’unanimità la proposta di candidatura del segretario. Sarà il partito a decidere ma voglio chiarire una cosa: su di me è stato montato un caso mediatico ma io sono comunque in regola e candidabile sia in base alla legge che allo statuto e al codice etico del partito. Tra l’altro, sono sempre stato a disposizione del mio partito che mi ha chiesto anche di candidarmi al consiglio comunale di Palermo: cosa che ho fatto riuscendo a essere eletto grazie ai cittadini”.

Parole che sanno di amarezza per quanto accaduto.
“Non consentirò a nessuno di mettere in discussione la mia onestà. Lo devo alla mia onorabilità, alla mia famiglia, a me stesso e al mio partito”.

Cosa farà Chinnici ora? Si parla di un suo passo indietro.
“Non so cosa accadrà ma so che fino a ieri ho votato l’appello rivolto a lei affinché vada avanti per le motivazioni esposte dal nostro vice segretario nazionale Peppe Provenzano. Ripeto: non esiste un braccio di ferro tra me e Caterina Chinnici, che deciderà liberamente”.

Conte ha spiegato l’addio al Pd con le vicende giudiziarie pendenti nel vostro partito.
“Ho parlato tante volte con i Cinquestelle, l’ultima a Caltanissetta quando ci siamo riuniti per discutere il programma della coalizione, e mi hanno sempre manifestato stima. Sui cosiddetti ‘impresentabili’ non hanno mai detto una parola. Con Di Paola, Cancelleri e altri colleghi dell’Ars abbiamo rapporti di reciproca stima. Abbiamo lavorato gomito a gomito per cinque anni contro la peggiore destra che abbia mai governato la Sicilia e non hanno mai fatto alcun rilievo sulla mia persona. Anche per questo mi sorprende leggere le dichiarazioni di Conte e lo invito a leggere con più attenzione le liste dei suoi candidati in giro per l’Italia prima di affermare di non avere candidato nessuno che abbia procedimenti penali”.

Conte però tira dritto e ormai punta su Di Paola.
“Ho sempre pensato e continuo a pensare che Caterina Chinnici sia la migliore candidata alla presidenza della Regione. Non saranno le strumentalizzazioni di Conte a farmi cambiare idea”.


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