Il nostro editoriale sulla responsabilità di essere siciliani ha promosso un dibattito che siamo lieti di ospitare.
Rileggere parole, come quelle pubblicate dal direttore di LiveSicilia, Roberto Puglisi, significa guardarsi dentro e riconoscere, riflettendo sulla nostra identità, la verità più semplice. Ovvero che la Sicilia non è condanna ma possibilità. È il luogo complesso e meraviglioso dove ogni giorno convivono orgoglio e fatica, dove l’ingegno dei giovani e l’impegno di chi lavora cercano spazio tra le mille contraddizioni di un sistema che ancora oggi non ha imparato a valorizzarli.
Affrontare la disuguaglianza
Essere siciliani, nel mondo del lavoro, significa affrontare le disuguaglianze che non sono solo economiche ma culturali e civiche. Significa continuare a credere che una rinascita sia possibile solo se fondata sulla giustizia sociale, sull’istruzione, sulla dignità del lavoro e sulla libertà di pensiero. È qui che il sindacato trova la sua ragione più profonda. Continuare a sostenere chi non si arrende, chi vuole costruire un futuro senza dover andare via.
Abbiamo visto sacrifici, eroi e testimoni, come padre Pino Puglisi e Biagio Conte, indicare la strada. Ma oggi servono anche eroi quotidiani. Lavoratori che difendono la sicurezza nei cantieri, insegnanti che non smettono di credere nei ragazzi, giornalisti che raccontano la verità, giovani che tornano e investono nella loro terra.
Una resurrezione possibile
Tutti loro sono i veri protagonisti della “resurrezione” di cui parla l’articolo. Una rinascita fatta non di slogan ma di unità, diritti, tutela e partecipazione. La Sicilia ha bisogno di politiche che guardino lontano ma anche di comunità che non si rassegnino. Noi, come Uil continuiamo a scommettere sul valore delle persone, sulla forza dei territori, sulla cultura come bene comune. Perché la vera speranza non è un sentimento astratto. É un progetto reale e condiviso.
Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia

