Ex province, Musumeci: | "Votiamo, ma con rammarico"

Ex province, Musumeci: | “Votiamo, ma con rammarico”

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Commenti

    Le solite promesse politichesi con proclami poi meramente finiti con Corte dei Conti. BANDERUOLE!!!!

    Musumeci dichiara “Ci siamo opposti con tutte le nostre forze a questo esproprio del diritto al voto dei cittadini, ma non c’è stato nulla da fare”

    IO VORREI AGGIUNGERE CHE VI SIETE OPPOSTI CON TUTTA LA VOSTRA INCOMPETENZA A RESISTERE A CHI E COSA NON SI CAPISCE.
    PRINCIPI COSTITUZIONALI, LEGGI DELLO STATO E STATUTO E IN DIVERSE CIRCOSTANZE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE RICONOSCONO POTESTA’ ESCLUSIVA ALLA REGIONE SICILIA IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI LOCALI. QUINDI IN FORZA DEL PREGRESSO, CON AUTOREVOLEZZA E NON CON SUDDITANZA, CON COMPETENZA E NON CON INESPERIENZA, CI SI DETERMINA CON VIGORE, DETERMINAZIONE ED IDEE CHIARE.
    IL PROBLEMA E’ SE CI SONO LE IDEE CHIARE DI QUELLO CHE SI VUOLE FARE.
    IO QUANDO HO VOTATO CENTRO DESTRA, NON HO VOTATO LA BRUTTA COPIA DEL GOVERNO CROCETTA, MA QUALCOSA DI ALTERNATIVO E CAMBIO PASSO. ORA CONTINUARE A TIRARE A CAMPARE A COSA SERVE?

    Il rammarico dei cittadini, invece, è che, nel 2019, a più di 70 anni dall’entrata in vigore dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, secondo cui “Le province sono e rimangono abolite”, ancora ci sia un governo che s’intestardisce a volerle riesumare, invece di darle, finalmente, il colpo di grazia, eliminando così un ente inutile, anzi dannoso perchè distorce l’allocazione delle risorse sul territorio, moltiplica la burocrazia e costa parecchio ai cittadini per il mantenimento del suo apparato, di cui nessuno avvertirebbe la mancanza. Salvo, si capisce, i politici, per i quali rappresenta un formidabile poltronificio. Ma che dovrebbero avvertire che, ormai, non è più aria.

    Concordo pienamente – sono di una incompetenza straordinaria – loro ma anche i tecnici amministrativi in cerca di…. lustrini

    Povero frugolo, al Parco no, alla provincia non ha i requisiti per essere eletto…vuoi vedere che dovrà andare davvero a lavorare?

    ma come si fa’ancora a difendere questi enti inutili pieni di raccomandati che sanno fare solo danni, aboliteliiiii

    Sono x l’abolizione totale delle province

    ‘Nfatti….non è una questione di destra o sinistra, ma di semplice buonsenso..

    Per fortuna la sua visione delle cose, non è quella che sarà invece praticata. Le province, così come tutti gli altri Enti ed Istituzioni, servono se li si vuole fare funzionare. Sarebbe bastato (e lì si che si sarebbe risparmiato) non far nascere Ato, Consorzi, società varie per esaltarne il ruolo e la necessità. E oggi si potrebbe ancora rimediare, facendo marcia indietro, cancellando Enti superflui e lasciando a gestire i connessi servizi essenziali alle “antiche” province. Sede naturale e storica del decentramento amministrativo. Basta togliere i compensi faraonici e le spese inutili e tutto torna nella normalità.

    Vi hanno votato anche molti di sinistra perchè avevate promesso il ripristino di consiglieri provinciali, presidenti di provincia, giunte provinciale e province vecchio stampo.
    Risultato? Commissari rinnovati per tante volte e il 30 giugno elezioni di secondo tipo, senza dare la voce al popolo.
    Poi non vi meravigliate se la prossima volta dimezzate il vostro consenso!
    Non avete attuato il programma che prevedeva ripristino delle province e delle elezioni provinciali con sovranità popolare.

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Ecco il testo trascritto dalla targa: --- *"… Una volta al circolo dei minatori venne un deputato nazionale, ascoltò i salinari, raccontavano miseria e l'onorevole chiudeva gli occhi come in preda a indicibile sofferenza, infine diede un calcio al tavolo dicendo che perdio, bisognava far qualcosa; dal tavolo cadde una lampada e andò a pezzi, l'onorevole promise grandi cose, ai minatori toccò comprare una lampada nuova … "* *"Le Parrocchie di Regalpetra"* **L. SCIASCIA**

L'interrogatorio preventivo come scudo difensivoIn questo scenario di squilibrio, dove l'accusa muove spesso i primi passi in totale solitudine, una luce di speranza e civiltà giuridica arriva dalle recenti riforme procedurali. L’introduzione dell’interrogatorio preventivo rappresenta una svolta fondamentale per la tutela del cittadino e un netto rafforzamento del potere di difesa.Questo strumento garantisce una funzione vitale: permette all'indagato di presentarsi davanti al giudice prima che venga applicata una misura cautelare, offrendo la possibilità di smentire l'accusa sul nascere. Se la difesa ha già raccolto prove tecniche in grado di smontare il quadro indiziario, l'interrogatorio preventivo diventa il palcoscenico ideale per farle valere immediatamente, evitando al cittadino il trauma della custodia cautelare ingiusta.Verso un vero equilibrio processualeIl rafforzamento della difesa non deve essere visto come un ostacolo alla giustizia, ma come la sua più alta realizzazione. Un'indagine che non regge il confronto immediato con i rilievi tecnici della difesa è un'indagine fallimentare in partenza.In conclusione, la direzione intrapresa dalle ultime riforme dimostra che la parità delle armi non è più solo un principio astratto scritto nella Costituzione, ma uno strumento concreto. Solo ammettendo i limiti tecnici della polizia giudiziaria e valorizzando il contraddittorio preventivo potremo evitare che i processi diventino lunghi calvari basati su presupposti scientificamente errati.

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