Far West Agrigento: spari in centro - Live Sicilia

Far West Agrigento: spari in centro

Esplosi da un'auto in corsa
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Un altro episodio inquietante getta nel panico Agrigento. Ieri sera, in via Bac, poco distante dal centro storico, sono stati esplosi una serie colpi di arma da fuoco, presumibilmente, da un’auto in corsa. Oggetto degli spari una delle tante palazzine della zona. Sulla vicenda stanno indagando i poliziotti della sezione Volanti. Un episodio che accresce lo sgomento della comunità cittadina. Nel giro di neppure otto giorni e sempre a ridosso del centro città si sono verificati, nell’ordine: un rocambolesco scippo, un tentato omicidio – lo ricordiamo, zia e nipote, reagiscono al furto e si ritrovano accoltellati da ignoti malviventi –  e altri episodi di pallottole vaganti. Il fil rouge che lega i crimini è sempre lo stesso: malviventi imprendibili, a viso coperto, che guizzano via come i gatti. Qualcuno pensa al crimine seriale, ma gli inquirenti, in merito, sono cauti.
Dati alla mano, da anni la città dei Templi è una delle più tranquille d’Italia. E’ vero manca il lavoro, manca l’acqua, mancano tante altre cose, però, in termini di microcriminalità, come ci confermano anche le forze dell’ordine, gli episodi si sono sempre centellinati. Qualcuno punta il dito su africani e rumeni – intere colonie vivono in città. Secondo una prima ricostruzione, infatti, sarebbero stati due extracomunitari ad aggredire zia e nipote la scorsa settimana  – la signora Formica è stata operata d’urgenza e ora si ritrova – milza asportata – ricoverata al San Giovanni di Dio di Agrigento.
Alcuni cittadini, però, spezzano una lancia in favore degli stranieri: “la maggior parte di loro sono ben integrati, i senegalesi, in particolare, fanno parte della grande famiglia agrigentina, inseriti a pieno nelle scuole, nei posti di lavoro, negli ambienti ricreativi”.
Intanto le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, garantiscono controlli più serrati e indagano a pieno campo. Non è esclusa alcuna pista: dalla banda che semina terrore, fino ai delinquenti occasionali.
Gli agrigentini, oggi più che mai, sono cauti e prendono qualche precauzione. “Ad Agrigento – ci dice un professionista di mezza età – poco ci mancava e lasciavamo le auto aperte. Ora c’è un allarme e siamo tutti più cauti, dentro è fuori casa”.

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