PALERMO – Sotto accusa era finito l’appalto Consip “Scuole belle” che prevedeva centinaia di interventi per sistemare le scuole italiane e siciliane.
La cooperativa bolognese L’Operosa, vincitrice dell’appalto, avrebbe usufruito di un giro di fatture false, per un milione di euro per ottenere vantaggi fiscali. Un troncone del processo si era già concluso con le condanne, la scorsa notte la nuova sentenza emessa dalla quarta sezione del Tribunale presieduto da Bruno Fasciana.
Le condanne per le fatture false
Lorenzo Filippo Lucchese due anni e due mesi, Simone Lucchese un anno e otto mesi (erano legati alla Edil Simon), Paolo Lo Voi della Costruzioni Trasporti e Logistica srl, 6 anni e 4 mesi (gli veniva contestata la recidiva), Salvatore Ribaudo un anno e 4 mesi, Shamin Md Mullah un anno e 6 mesi. Le pene più base sono dovute alla concessione delle attenuanti generiche.
Gli assolti
Assolto Antonino Bologna perché il fatto non sussiste (era difeso dall’avvocato Lucantonino Cataliotti del Grano) e Sergio Russo per non averlo commesso.
Nel corso dell’indagine, iniziata nel 2019 e coordinata dalla procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Andrea Fusco, saltarono fuori anche decine di contratti di lavoro falsi sottoscritti da extracomunitari per ottenere il permesso di soggiorno.
Le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria portarono alla luce due milioni di false fatture, a fronte di una commessa che ne valeva sei e assegnata dal Miur. Quando gli investigatori arrivarono nelle sedi delle aziende scoppiò il panico, registrato nelle intercettazioni.

