Forza Italia e l'assist renziano| Matteo, il Cav e i collegi in Sicilia - Live Sicilia

Forza Italia e l’assist renziano| Matteo, il Cav e i collegi in Sicilia

Lo spauracchio di un governissimo può ammorbidire il leghista. E rimettere in gioco i berlusconiani.

Forza Italia respira. La crisi ferragostana aveva acceso una certa ansia tra i berlusconiani. Che Matteo Salvini pensasse di scaricare gli alleati di ieri non era un mistero. E il rischio di una corsa solitaria, con i sondaggi ben poco incoraggianti, stava turbando e parecchio i sonni dei peones forzisti. Tanto che da subito i big siciliani del partito, Gianfranco Miccichè in testa, si erano premurati di rimarcare il valore aggiunto del partito del Cavaliere al Sud, dove il contributo di Forza Italia, almeno stando ai risultati delle ultime Europee, può essere decisivo per mettere in cassaforte la vittoria in buona parte dei collegi uninominali per Salvini. Un argomento che però rischiava di non essere sufficiente per garantire al Cav l’accordo con il Capitano. Ci ha pensato Matteo Renzi a fornire un insperato assist ai forzisti nella loro complicatissima trattativa con il Carroccio. La proposta dell’ex premier di un governissimo che allunghi la vita della legislatura, infatti, è una tentazione molto forte per quei parlamentari azzurri che vedono il loro scranno seriamente a rischio rielezione. E il rischio che le sirene renziane possano far breccia tra i banchi forzisti, Salvini lo sa bene, è concreto. E così, il leader leghista è dovuto passare nel giro di poche ore dal chiedere “pieni poteri” per una corsa solitaria da Uomo della Provvidenza ai più miti consigli dell’annuncio di una proposta di alleanza ai suoi partner di centrodestra, Meloni e Forza Italia, appunto.

Il nuovo scenario ha ringalluzzito i forzisti. Che nelle ultime ore, fuori taccuino, sciorinano un grande ottimismo sulla possibilità di chiudere un buon accordo elettorale con Salvini in vista di eventuali urne a ottobre. In Sicilia, ade esempio, sondaggi alla mano il centrodestra tutto unito potrebbe sbancare tutti i collegi maggioritari, che allo scorso giro furono tutti appannaggio dei Cinque Stelle. Una circostanza che schiuderebbe le porte del Parlamento a un bel po’ di new entry.

Tra il dire e il fare, però, ci sono in mezzo un paio di incognite. Una è quella di preferire la gallina di domani all’uovo di oggi. I sondaggi non sono infallibili e la campagna elettorale si annuncia infuocata. I segnali di insofferenza del Sud verso Salvini & C. emersi nel corso del tour del Capitano in Calabria e Sicilia cominciano a farsi sentire. L’altra incognita è l’affidabilità di Salvini come partner e la scommessa sulla sua effettiva disponibilità a concedere spazi consistenti a un alleato in caduta libera. La partita è aperta e si giocherà tutta in questi giorni ferragostani. Oggi Berlusconi ha riunito i big del partito per fare il punto, c’è anche Micciché. La sorpresa è che al tavolo il Cavaliere torna ad avere le sue carte da giocare.


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