PALERMO – Diciannove mila flaconi di gel igienizzante sotto sequestro. Tutti senza etichettature, indicazione del produttore, data di scadenza e precauzioni d’uso.
I finanzieri del Gruppo di Termini Imerese li hanno scoperti in un deposito di Ficarazzi. O meglio, i primi pezzi, 15 flaconi, erano esposti in un minimarket a Trabia. Attraverso le fatture di acquisto è stata ricostruita la filiera commerciale fino al grossista che vende prodotti per la casa e saponi igienizzanti.
Il titolare del piccolo supermercato è stato deferito all’autorità giudiziaria per il reato di “vendita di prodotti industriali con segni mendaci” (in emergenza sanitaria da Coronavirus la gente compra di tutto senza controllare) mentre il titolare dell’azienda distributrice è stata contestata la violazione del regolamento comunitario, punita con una sanzione fino a 30.000 euro.
“Continuano, incessanti, i controlli delle fiamme gialle in tutta la provincia palermitana – spiegano gli investigatori – così come concordato in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al fine di controllare il rispetto delle misure di sicurezza adottate dall’autorità governativa nonché contrastare possibili speculazioni o insidie derivanti dalla commercializzazione di materiale non conforme alle norme”.
“”Nella qualità di difensore di fiducia del rappresentante legale della società Mondo Carta – scrive l’avvocato Renato Vazzana – è opportuno precisare che Il prodotto sequestrato è un prodotto non cosmetico per il corpo, ma un igienizzante per le superfici sgrassatore (tavoli, scrivanie, piani lavoro e quantaltro) assolutamente non potenzialmente pericoloso. Non è affatto vero che la società è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa pari ad euro 30.000,00, ma in merito a ciò è pendente una istanza di dissequestro con richiesta di annullamento della sanzione. Per quanto concerne la tracciabilità, va precisato che i flaconi erano completi delle loro etichette dove erano state riportate le modalità d’uso, composizione e quant’altro richiede la normativa.
Per quanto attiene la tracciabilità, nelle etichette era stato indicato il codice Rea. In effetti, correttamente il produttore ha inserito la definizione materiale idoneo al contatto alimentare (D.M. 21 marzo 1973 e aggiornamenti) prodotto per R.E.A. BA 578128 prodotto importato da paese extra U.E..
Nell’istanza di dissequestro, presentata all’assessorato Regionale alla Sanità della Regione Siciliana, si è precisato che la ditta già ha posto in essere le nuove etichette, come previsto dalla normativa europea allart. 6 regolamento CE n° 1223/2009, precisando che l’errore, se di errore si parla, è stato solo materiale di trascrizione.
In ultima analisi, va ulteriormente sottolineato che i prodotti in questione hanno subito una verifica al momento dello sdoganamento senza che nessuna contestazione venisse addebitata agli stessi, da parte degli organi preposti al controllo”.

