Il rimpasto della giunta Schifani, tra appetiti e malumori

Il rimpasto, i malumori, gli appetiti: la ‘Compagnia dell’anello’

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Oggi giurano gli assessori. Le critiche e i retroscena
GLI SCENARI
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Il giuramento dei nuovi assessori del governo Schifani torna utile per raccontare un certo modo in cui è stato raccontato politicamente il rimpasto, secondo alcune vibrazioni legittimamente polemiche.

Con una suggestione, a parere nostro, da scansare. Descriverlo come un meccanismo del più bieco esercizio del potere, offensivo nei confronti di una presunta Compagnia di idealisti che sarebbe rimasta delusa dall’esito in virtù della sua purezza originaria, ci sembra un tantino esagerato. Il potere esiste e si regola, a vari livelli. Casomai mancano all’appello gli idealisti.

Un rimpasto in Sicilia – banalmente – è un rimpasto. Viene messo in campo per fini politici, visto che stiamo parlando di politica. Andrà, dunque, misurato dagli effetti, come abbiamo scritto. Se l’attività di governo e il contesto della maggioranza miglioreranno un po’, sarà stato registrato bene. Altrimenti, no. Vedremo, appunto. E scriveremo ancora.

La questione morale

Gli argomenti importanti non latitano, con ampia possibilità di critica. C’è la grande questione morale, per esempio. Un tema che ci sta molto a cuore su cui abbiamo pubblicato chilometri di parole con punti ineludibili. Riteniamo, in ogni caso, che la politica debba avere una sua autonomia di giudizio, un suo luogo di elaborazione.

Tenendo presente il dettaglio, ma non abdicando al ruolo, la politica ha il diritto di decidere e sarà valutata al momento opportuno, con il rigore necessario. La sua ‘libertà condizionata’, nel contrappeso dovuto, resta un valore.

La nomina alla Sanità

Il nome di Marcello Caruso, designato alla Sanità, rappresenta, con una minore rilievo etico, un altro fronte. Non è un tecnico, si è detto. Ed è figura vicinissima a Palazzo d’Orleans. Vero. Noi pensiamo che pure l’assessore Caruso abbia il diritto di replica dei fatti. Anche per lui risponderanno le azioni o le omissioni.

Non ci pare che le precedenti gestioni – tecniche o tecnico-politiche – abbiano impresso una svolta decisiva ai destini della boccheggiante sanità siciliana. Non resta molto tempo, ma quello che c’è va utilizzato con profitto, per offrire un concreto sollievo e cominciare un vero percorso di cambiamento.

Proprio la datata querelle sulla Sanità – e sul potente assessorato di riferimento – riferisce una trama di ‘appetiti naturali’ che raramente incrociano la corretta prospettiva di fondo: la civiltà di un servizio.

Malumori e posti al sole

I malumori di Forza Italia, il partito del presidente Schifani, risuonano in sintonia soprattutto con la richiesta di riconoscimenti reali, in posti al sole e incarichi. Poi, esistono le questioni di principio. A margine.

L’opposizione, dal canto suo, esercita il mandato costitutivo delle opposizioni di qualunque colore. L’interesse alla damnatio è esplicito. Non c’è alcunché di nuovo da riferire.

C’è, semmai, uno scenario globale, modulato sul consueto ritornello. Un po’ differente dal capovolgimento auspicato, nella rivendicazione di uno sguardo più alto. Ma questo vale per tutti.

Parliamo immancabilmente di politica siciliana, con i suoi calcoli costi-benefici. Viva il coraggio, quando c’è, che si trasforma in occasione di riscatto, tuttavia non scorgiamo all’orizzonte purissimi ‘portatori dell’anello’. Nemmeno il proverbiale anello al naso. Metafora antichissima, quanto inattuale, della più candida ingenuità.

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