Ucraina: Elisa, la bambina disabile e l'appello disperato della mamma

Ucraina, bimba palermitana: appello della mamma – VIDEO

La drammatica telefonata.

Un numero di telefono. E’ quello di Elena Pastux, bloccata con le figlie per la situazione Ucraina. Una delle figlie, una bambina di otto anni, Elisa, è disabile e si muove in carrozzina (nella foto con la sua mamma). Questa è la storia che abbiamo raccontato ieri. La donna, che vive da anni a Palermo, come riferiva un’Ansa, è tornata in Ucraina per per portare con sé anche la seconda figlia, ma è rimasta bloccata a causa dell’invasione russa. nella scuola frequentata dalla piccola – la Calcutta Perez – la notizia ha provocato tanta apprensione. SEGUI LA DIRETTA DI LIVESICILIA CON GLI AGGIORNAMENTI SULLA GUERRA

Abbiamo un numero. Mandiamo un whatsapp. Per lunghe ore non viene letto. Poi le spunte blu e un messaggio che trascriviamo integralmente: “Mio telefono scarico. Io quando trovo dove caricare rispondo tutti. Noi alle 3 di notte arivato a frontiera di Polognia folla 100 kilometri. Questo per 2 giorni. Mangiare per Elisa qua si finito. Non so cosa fare. Nisuno non voi dare passare”. Un altro messaggio: “Mi serve aiuto da ambasciata italiana. Folla per tre giorni. Mangiare per bambina disabile qua si finito. Mi serve aiuto per passare primo. Ambasciata italiana mi abomdonata in Kiev. Poi aiutare a frontiera. Non posso chiamare da qua!”.

Questo stamattina tra le 7.36 e le 8.45. Il telefono viene evidentemente caricato e arrivano dei messaggi audio, una specie di telefonata a puntate, da una voce affannata, racconta di un viaggio lunghissimo per arrivare in Ucraina e prendere la figlia. Frasi smozzicate: “Noi stanotte arrivati a frontiera di Polonia, qua folla cento chilometri, poliziotti ha detto per tre giorni, sono con bambina disabile. Io non ce la faccio perché mangiare quasi finito, lei molta intolleranza, lei malattia grave (un singhiozzo). Per ora noi stiamo in ospedale a frontiera, posto per dormire, ma non lo so come fare”. E’ l’appello disperato di una madre.

Ieri, invece, l’appello dalla scuola con la preside Grazia Pappalardo: “Abbiamo appreso che la nostra alunna si trova con la mamma in Ucraina siamo molto preoccupati per lei e la sua famiglia. Chiediamo ai soggetti competenti in materia e a quanti sono nelle possibilità di farlo di adoperarsi perché la bambina insieme alla mamma e alla sorella rientri al più presto a Palermo per poter riprendere la sua vita normale sottraendola al pericolo e risparmiandole disagi e sofferenze che per lei sono ancora più difficili da affrontare”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI