I boss, i Salvo e la tenuta agricola| Sequestro per tre imprenditori

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Commenti

    Sana imprenditoria siciliana…e poi abbiamo l’ardire di addossare la colpa all’Europa, al Nord razzista, alla Questione meridionale fino a parlare di Borboni, Regno delle due Sicile, sfruttamento del Sud a discapito dell’industrializzazione al Nord. Ma se siamo i primi Noi Siculi, Sicani ed Elimi a disprezzare ogni valore elementare di vivere sociale!!! Ma per favore!!! Basta con i vittimismi sterili!!! BASTA!

    Sono sempre più schifiato di leggere notizie di questa monnezza di mafia. Schifo di mafia!
    Ma un Divino Castigo “terreno” quando li colpirà tutti quanti insieme? Di quelli preannunciati dalle parole sante di Gesù tipo: “Guai a voi!”.

    egregio prestianni, si legga la storia, anche quella contemporanea. Poi legga un po’ di giornali nazionali. tutto questo è nulla a confronto alla criminalità dei colletti bianchi della sua zona.

    La Sicilia storicamente è stata martoriata e continua ad esserla, da una sorta di pubblica amministrazione anomala con effetti devastanti, creatrice di problematiche socio/economici, civili/culturali e in particolare produttivi, devianti verso il penale persistente e irreversibile, mirato soltanto a far crescere molte piante umane siciliane distorte, non in grado di produrre fiori e frutti di qualità e quantità, scaricando puntualmente tutte le colpe all’intero popolo siciliano, tra l’altro vittima dell’emblema donatrice di una emigrazione senza fine mirata a fare arricchire altri, creatrice di danni familiari indicibili ed incalcolabili a carico delle nuove generazioni. Per mettere fine a questo stato di fatto umiliante, deludente e mortificante, necessita rompere l’incantesimo malefico su questa Sicilia attraverso la miracolosa unione sociale integrata da VOLERE/POTERE verso la LIBERTA’ e nel benessere collettivo, vita natural durante.

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Ecco il testo trascritto dalla targa: --- *"… Una volta al circolo dei minatori venne un deputato nazionale, ascoltò i salinari, raccontavano miseria e l'onorevole chiudeva gli occhi come in preda a indicibile sofferenza, infine diede un calcio al tavolo dicendo che perdio, bisognava far qualcosa; dal tavolo cadde una lampada e andò a pezzi, l'onorevole promise grandi cose, ai minatori toccò comprare una lampada nuova … "* *"Le Parrocchie di Regalpetra"* **L. SCIASCIA**

L'interrogatorio preventivo come scudo difensivoIn questo scenario di squilibrio, dove l'accusa muove spesso i primi passi in totale solitudine, una luce di speranza e civiltà giuridica arriva dalle recenti riforme procedurali. L’introduzione dell’interrogatorio preventivo rappresenta una svolta fondamentale per la tutela del cittadino e un netto rafforzamento del potere di difesa.Questo strumento garantisce una funzione vitale: permette all'indagato di presentarsi davanti al giudice prima che venga applicata una misura cautelare, offrendo la possibilità di smentire l'accusa sul nascere. Se la difesa ha già raccolto prove tecniche in grado di smontare il quadro indiziario, l'interrogatorio preventivo diventa il palcoscenico ideale per farle valere immediatamente, evitando al cittadino il trauma della custodia cautelare ingiusta.Verso un vero equilibrio processualeIl rafforzamento della difesa non deve essere visto come un ostacolo alla giustizia, ma come la sua più alta realizzazione. Un'indagine che non regge il confronto immediato con i rilievi tecnici della difesa è un'indagine fallimentare in partenza.In conclusione, la direzione intrapresa dalle ultime riforme dimostra che la parità delle armi non è più solo un principio astratto scritto nella Costituzione, ma uno strumento concreto. Solo ammettendo i limiti tecnici della polizia giudiziaria e valorizzando il contraddittorio preventivo potremo evitare che i processi diventino lunghi calvari basati su presupposti scientificamente errati.

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