Il calcio e la gioia di vivere: lacrime per Alessia e Chiara

Il calcio e la gioia di vivere: lacrime per Alessia e Chiara

Le due ragazze morte nell'incidente di viale Regione.
L'INCIDENTE DI VIALE REGIONE
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PALERMO- “Siamo sconvolti, sì. Io non l’ho mai allenata perché, ai tempi, era nel settore giovanile della Ludos Palermo, ma la conoscevo e c’è tanto dolore. Sto ricevendo tantissimi messaggi in whatsapp di lacrime senza fine”. Antonella Licciardi, grande allenatrice del calcio femminile, stamattina ha il telefonino che non smette di squillare. Lei, Alessia Bommarito (nella foto), una delle due ragazze tragicamente perite nell’incidente di viale Regione, la ricorda come calciatrice: “Una centrocampista molto generosa, una ragazza che, sul campo, non mollava mai”.

Alessia, ventidue anni, ha raddoppiato la tragedia dello schianto in cui era già morta Chiara Ziami, ventun anni, in viale Regione. Erano amiche, raccontano. Chiara ha chiuso gli occhi subito, sulla strada della circonvallazione, Alessia, stanotte, a Villa Sofia, dove i medici hanno tentato l’impossibile per salvarla. Qualcuno ha pubblicato un ricordo di Alessia Bommarito su Facebook: “Un attimo può essere la fine di tutto… Ancora non riesco a crederci… Riposa in pace uragano. Un giorno ci faremo di nuovo una partitella ed una bevuta insieme”.

E ci sono, accanto, i messaggi per Chiara, Anzi, per Kiara, nel tenero riflesso su Facebook. Augurano buon viaggio e prendono atto dell’indicibile, se mai se ne può prendere atto. Si legge da qualche parte: “Eri una persona meravigliosa, facevi diventare una giornata buia e cupa la giornata più allegra e divertente di sempre…Abbiamo condiviso tutto e ci siamo volute bene veramente, non ho più parole per descrivere ciò che provo, so solo che il vuoto che ho dentro non si può colmare”.

Erano due ragazze piene di gioia di vivere Alessia e Chiara, si scrive quasi sempre, ma è vero. Il dolore dei familiari e degli amici è immenso. A quel cordoglio, noi che stiamo cercando di raccontarlo per il dovere imposto dalla cronaca, ci associamo con affetto.

Chiara Ziami


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