Il Cammino di De Luca: l'arrivo a Palermo - LiveSicilia.it

Il “Cammino di De Luca”, l’arrivo a Palermo e a Palazzo d’Orleans

Commenti

    e adesso di corsa a Roma. sempre a piedi naturalmente, immaginate cosa ha fatto in 10 giorni,
    1) ha risparmiato i soldi dell’autostrada
    2) ha risparmiato benzina
    3) non ha inquinato
    4) ha perso qualche paia di chiletti
    tolta la politica si dovrebbe dedicare a fare il Personal Trainer

    Onestamente questo può far breccia solo a chi non ha neanche la terza elementare.

    Ma chi ti fila? Siete sempre gli stessi 3: tu, La Vardera e Giarrusso!!!!

    Grande Cateno

    De Luca forse è meglio perderti che trovarti. Torna a Messina non ti stancare fac caldo.

    Pd, forza Italia e lega sono favorevoli all’autonomia differenziata. Sapete cosa significa? Regioni ricche sempre più ricche e sud abbandonato. Se il progetto De Luca alle nazionali riuscisse a prendere dei seggi in parlamento sarebbe una grande vittoria per la nostra terra.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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