Enna, il cappellano-pusher del carcere lascerà il clero - Live Sicilia

Il cappellano-pusher al carcere di Enna lascerà il clero

L'ordine Francescano ha avviato la procedura
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ENNA – L’Ordine Francescano ha avviato la procedura per ridurre allo stato laicale padre Rosario Buccheri, il cappellano del carcere di Enna detenuto e sotto inchiesta per cessione di droga all’interno della casa circondariale. Nella disponibilità del sacerdote la polizia penitenziaria – che lo ha arrestato in flagrante – ha rinvenuto armi, denaro e biglietti, alcuni dei quali dalla valenza inquietante perché provenienti da un catanese appartenente al clan dei Santapaola. Un iter analogo alla richiesta dell’Ordine, peraltro, lo ha avviato lo stesso sacerdote, dal carcere di Agrigento dove è detenuto: ha avviato la pratica per abbandonare il clero.

Il fronte processuale

Sull’iter dovranno esprimersi lo stesso Ordine Francescano e la Santa Sede. La notizia, che è di poche ore fa, arriva nello stesso giorno in cui dinanzi al Tribunale del Riesame di Caltanissetta si è svolta l’udienza per giudicare la richiesta di arresti domiciliari “in convento” avanzata dal difensore di padre Buccheri, il penalista Nino Grippaldi del foro di Catania. In aula l’avvocato non ha contestato i “gravi indizi di reità” che sono stati posti alla base dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere – del resto il sacerdote ha confessato, pur dando delle spiegazioni che non hanno convinto il Gip e provando a convincere i magistrati, tra l’altro, di esser stato costretto da persone non meglio identificate a cedere la droga a un detenuto, minacciando di far del male ad alcuni suoi familiari – ma l’altro elemento essenziale dell’ordinanza, ovvero le esigenze cautelari.

La posizione della difesa

La difesa in pratica ha puntato l’indice sul fatto che, la circostanza che al sacerdote non sia stato trovato altro stupefacente, né alcun tipo di materiale idoneo per il confezionamento o la pesatura, descriverebbe una condotta episodica legata al fatto che padre Buccheri avesse quel ruolo di cappellano del carcere in quel momento specifico. Un ruolo che oggi, comunque, non ha più, perché è stato sospeso dal vescovo; e, a maggior ragione, non avrebbe comunque in vista della riduzione allo stato laicale. Non vi sarebbe, in pratica, o non ci sarebbe più alcun pericolo di “reiterazione del reato”, riconosciuto dal Gip all’esito dell’udienza di convalida. Il Tribunale di Libertà dovrà pronunciarsi entro mercoledì prossimo.


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